Compiti delle vacanze estive: elenco (molto poco serio) delle cose da non fare

4 Settembre 2026

Anche quest’anno eccovi il decalogo che raccoglie alcune raccomandazioni su cose che sarebbe meglio evitare di fare soprattutto nel periodo estivo. A guardar bene, rispetto agli anni passati non è cambiato molto. In cima alla classifica troviamo ancora gli annegamenti che coinvolgono soprattutto giovani immigrati o turisti fai da te, vuoi per imprudenza o per scarsa acquaticità. Seguono le cadute accidentali dal terrazzo: per l’anno in corso non solo bimbi ma anche giovani gitaioli e anziani imprudenti.

Gli atti di violenza continuano a riempire le prime pagine insieme alle morti bianche con cifre da bollettino di guerra; perdono invece alcune posizioni gli incidenti alla guida del monopattino oggi sottoposti a un nuovo regolamento del Codice della Strada.

E nel corso di questa estate, forse agli sgoccioli, il termometro è stato l’oggetto più osservato. Le notizie meteo hanno vinto un posto di rilievo in prima pagina fra alpinisti in infradito o turisti estrosi alla ricerca di avventura sui vulcani emuli di Plinio il Vecchio. Dagli umani ci possiamo aspettare questo ed altro.

 

  1. Se l’acqua non è il tuo elemento naturale e la bandiera in spiaggia è rossa col bagnino impegnato in una lunga conversazione sui social, se al lago trovi il divieto di balneazione, se sei attirato da un profondo fosso abbandonato o in gita con gli amici al fiume vuoi provare l’emozione della sua corrente impetuosa, tuffati. Il tuo bisogno di visibilità sarà pienamente soddisfatto sulla pagina dei necrologi.

 

  1. Se la tua acquaticità è imbarazzante ma vuoi comunque rinfrescarti almeno i piedi, il fiume Po in secca fa al caso tuo. Gratuitamente potresti contrarre le peggiori malattie infettive con elevate cariche  batteriche e lesioni da contatto con alghe urticanti.

 

  1. Se hai accoltellato il tuo vicino di casa perché teneva il volume della radio troppo alto, ricordati di rimuovere meticolosamente ogni genere di impronta sulla scena del crimine, e magari vedi anche di far sparire l’arma del delitto. Garlasco non ti ha proprio insegnato niente? Vuoi negare materiale utile al giornalismo investigativo?

 

  1. Se ti trovi nei pressi di Pietracatella e alcuni amici occasionali vogliono invitarti a pranzo a casa loro, rifiuta categoricamente. Se dovessero insistere, seppure garbatamente, usa la scusa sempre buona di un improvviso imprevisto familiare. E scappa.

 

  1. Se sei in val Brenta e vuoi andare a funghi ma non conosci la differenza tra porcino e amanita falloide, una volta raccolti assaggiane uno. Se inizi ad accusare sintomi di malessere, significa che la sorte ha voluto che quella addentata fosse la velenosa amanita. Se riesci a scamparla, la prossima volta che decidessi di andare per boschi concentrati su mirtilli, fragole e lamponi. È meno pericoloso.

 

  1. Se sei proprietario di una gioielleria, nel caso di rapina ricorda che la prima opzione è avvertire le forze dell’ordine. Se ti rispondono picche perché non hanno una pattuglia disponibile, ricordati che Tex Willer resta comunque un personaggio dei fumetti.

 

  1. Se sei un custode in pensione con porto d’armi scaduto e ti trovi nel bel mezzo di una rapina, evita il tiro al bersaglio. Per i pensionati ci sono valide alternative: le carte da briscola, le bocce e la Gazzetta dello Sport. 

 

  1. Se possiedi un monopattino senza luci, assicurazione e targa e hai deciso di guidarlo senza casco, ricorda che per rendere l’esperienza più esclusiva potresti anche indossare le cuffie per ascoltare musica ad alto volume.

 

  1. Se vuoi andare in campeggio e hai scelto come meta la Valsusa, nel caso fossero in atto proteste no-TAV sappi che potresti incorrere in almeno un paio di problemi: quello di finire tuo malgrado a far parte di un data base ministeriale per la sicurezza, oppure che la carica della polizia spazzi via il tavolino da pic-nic sul quale avevi preparato ordinatamente le leccornie portate da casa. E se le tue caratteristiche biometriche assomigliassero molto da vicino a quelle di un facinoroso black bloc, hai voglia a tirar fuori la storiella della gita fuori porta!

 

  1. Se sei italiano, occasionalmente in Spagna dopo i fatti di Ceuta e hai problemi alla dogana per fare ritorno a casa, ricorda tre parole che potrebbero esserti di aiuto: hola, gracias e amigo. Se non le ricordi, o non ti hanno preso sul serio, attiva il numero del consolato.

 

E la lista potrebbe allungarsi. Chissà, forse col fresco dell’autunno le cose potrebbero anche peggiorare… 

 

Fernando Cirillo

  

 

 

 

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