Cremonese-Modena non rinviata, Ceraso critica Virgilio

29 Settembre 2026
So bene che questa interrogazione può risultare fastidiosa e superflua. A un mese di distanza dall’evento eccezionale che ha colpito la nostra città certamente dovremmo affrontare il tema dal punto di vista dei gravi danni subiti, dei tempi di ripristino, dei cittadini ancora senza casa, delle risorse necessarie, dei ristori dello Stato ecc. Tutte questioni importantissime e che non sottovaluto assolutamente.

Ma ritengo non sia da meno la questione che affronta questa interrogazione che non vuole essere un attacco strumentale al Sindaco ma affronta il tema cruciale della fiducia tra istituzioni  e cittadini che ha il suo fondamento proprio nell’affidabilità delle istituzioni stesse.
Questa interrogazione nasce esattamente da qui. Non per attaccare la persona, ma per difendere la credibilità della nostra istituzione comunale. Il punto centrale di questa vicenda sta nel modo in cui è stata gestita la decisione di far disputare regolarmente la partita Cremonese-Modena, e soprattutto nel modo in cui il Sindaco ha scelto di comunicarla. Lei ha dichiarato sui canali social  che “avrebbe voluto rinviare la partita”, ma ha lasciato chiaramente intendere che “altri” hanno deciso per lei e sopra di lei. Il risultato politico e mediatico è stato immediato: la sua pagina ha incassato migliaia di “like”, i cittadini l’hanno applaudita come il difensore della città e, contestualmente, quegli stessi cittadini si sono scatenati in insulti e attacchi durissimi contro il Prefetto, le forze dell’ordine e la Lega Calcio.

Ebbene, questo a mio parere non è un modo corretto di governare. Questo è un modo scorretto di carpire la fiducia dei cittadini.
Lei ha usato la comunicazione pubblica per avere la solidarietà della piazza social scaricando l’intera responsabilità istituzionale su altri organi dello Stato, pur di uscirne politicamente indenne.

Ma la realtà giuridica e amministrativa è molto diversa dalla narrazione che lei ha offerto su Facebook. I cittadini hanno il diritto di sapere che la catena di comando non la vedeva come una vittima impotente. Il sindaco è la massima autorità locale di protezione civile e sanitaria. Di fronte a una situazione di emergenza, come da lei rappresentata nello stesso post, di strade bloccate, di alberi pericolanti e di potenziale rischio per l’incolumità dei cittadini, lei aveva il potere legale di firmare un’ordinanza contingibile e urgente per vietare la disputa dell’incontro sul suo territorio.
Lei questo potere non lo ha esercitato. E allora le opzioni sono due: o lei non era a conoscenza dei poteri che la legge le conferisce, il che sarebbe gravissimo, oppure ha preferito non usarli per evitare di assumersi la responsabilità politica e gestionale di un blocco ufficiale dell’evento, preferendo la via più comoda del lamento postumo sui social.
Un’amministrazione seria, quando assume una decisione o partecipa a un tavolo decisionale, difende la scelta fatta o agisce di conseguenza con gli atti che la legge le mette a disposizione.
Per queste ragioni, chiedo che venga fatta totale chiarezza.
Maria Vittoria Ceraso
capogruppo Lista Civica Oggi per Domani

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