E’ morto oggi a 93 anni Giuseppe Ghizzoni, imprenditore edile, già presidente dell’Ocrim e dell’Api, Associazione delle piccole e medie imprese di Cremona, della quale è stato fondatore. E’ stato capofila della cordata di esponenti locali del mondo economico che riuscì a salvare dal fallimento l’azienda produttrice di impianti molitori dopo la disastrosa gestione di Florio Fiorini, finanziere toscano, già direttore finanziario dell’Eni, che aveva dissanguato l’azienda cremonese fondata da Guido Grassi nel tentativo di scalata della Metro Goldwin Meyer. Ghizzoni si è distinto anche per il suo impegno politico. Nel corso della lunga militanza nel Partito repubblicano, è stato anche consigliere comunale insieme con Gianezio Dolfini e Benito Fiori, per citare due delle figure più note e rappresentative del Pri. Appassionato di archelogia, attivissimo socio dell’Archeoclub, si batté invano per portare a Cremona la più grande collezione al mondo di reperti precolombiani. Si impegnò invece con successo contro l’abbattimento delle ex Fornaci Frazzi, insigne testimonianza cremonese di archeologia industriale, e fu in prima linea nel corso degli scavi alla base del Torrazzo.