Adoloscenza, giovani intervistati al Ponchielli

8 Maggio 2024

Si parlerà di ecoansia, identità di genere, corpo ferito e nuove dipendenze.

Stasera, mercoledì 8 maggio alle ore 21. Biglietti 5 euro

Mancano poche ore alla messa in scena del Talk «Adolescenza. Perché crescere può essere difficile» che si terrà stasera, mercoledì 8 maggio, alle ore 21 al Teatro Ponchielli di Cremona. Un’iniziativa rivolta ai più giovani, ma anche a genitori, insegnanti, educatori, operatori sanitari e socio sanitari e tutte le persone interessate.

L’evento è nato dall’incontro e dal confronto fra Teatro Ponchielli, Rotary Cremona MonteverdiASST Cremona e con il contributo della Provincia di Cremona, Growens e Rotary Distretto 2050; è patrocinato dal Comune di Cremona e dall’Ordine dei Medici di Cremona. Si svolge in collaborazione con la Consulta degli studenti di Cremona.

QUATTRO ESPERTI PER QUATTRO TEMI DEL NOSTRO TEMPO

Sara Segantin (scrittrice e divulgatrice scientifica, collaboratrice della trasmissione televisiva Geo&Geo) parlerà di ecoansia, perché «siamo in un momento storico estremamente complesso dove la paura del futuro e l’ansia del presente pervadono ogni istante della nostra vita. Ai giovani viene ripetuto che non sono abbastanza per questo parlare con loro è fondamentale».

 Alessandra Lupi (psicologa e psicoterapeuta, esperta in disagio adolescenziale, collaboratrice del Consultorio gratuito della Cooperativa Minotauro di Milano) parlerà di corpo ferito e «del dolore profondo e silenzioso che i nostri giovani provano ma non riescono a raccontare».

Debora La Pusata (psicologa clinica e pedagogista ALA Milano Onlus, esperta in tematiche relative all’identità di genere) parlerà di identità di genere per «dare parole e significato a un tema che troppo spesso diventa terreno di incomprensioni, confusione e addirittura discriminazione, ma che in realtà riguarda tutte e tutti».

Michele Marangi (media educator e docente dell’Università Cattolica di Milano) parlerà di nuove dipendenze digitali per «inquadrare meglio nuove modalità di rapporto con le tecnologie, coglierne i rischi e le problematicità, ma anche comprendere possibili chiavi di lettura e pratiche di utilizzo che siano aggiornate con le trasformazioni dei tempi che viviamo».

A tessere la trama della serata sarà la Compagnia dei Piccoli che – fra un intervento e l’altro – porterà in scena alcuni frammenti emblematici dello spettacolo «Altrove» con la regia di Mattia Cabrini. Ad intervistare gli ospiti saranno i ragazzi e ragazzi che hanno partecipato al progetto Keep in Mind e alcuni componenti della consulta degli studenti. Conduce Andrea Marchesi di Radio Deejay.

I GIOVANI INTERVISTANO GLI ESPERTI

A intervistare gli esperti saranno: Maria CapomollaSalvatore Lentini Scarcina e Simona Shegaj del progetto Keep in Mind; Carlo FerrariFilippo Giazzi e Angelica Zanacchi della Consulta degli studenti).

LA SALUTE MENTALE DEI GIOVANISSIMI UNA PRIORITÀ

«Con l’idea del Talk – spiega Enrico Basola, presidente Rotary Cremona Monteverdi – abbiamo raccolto l’invito del nostro presidente internazionale Gordon McInally a indentificare come nuova priorità dei nostri progetti di servizio il tema della salute e del benessere mentale ed emotivo nei giovani. Durante un suo discorso, il Presidente ha affermato che “il fatto stesso di chiedere aiuto è considerato una debolezza. Ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. È coraggioso essere vulnerabili e ammettere di non avere tutte le risposte”. Abbiamo trovato queste parole di grande ispirazione e ci siamo adoperati nella nostra Cremona per promuovere un’iniziativa che, con il necessario supporto delle professionalità richieste, riuscisse a rendere i nostri giovani non solo beneficiari del progetto ma anche protagonisti. È stata una grande gioia trovare nel Teatro Ponchielli e nell’ASST di Cremona due interlocutori formidabili con i quali rendere tutto ciò realtà».

TEATRO LUOGO DI PENSIERO E SOCIALITÀ

«Attraverso i Talk che organizziamo ormai da tre anni – sostiene Andrea Cigni (soprintendente del Teatro Ponchielli di Cremona) – possiamo dare forma a uno dei ruoli fondamentali del teatro: parlare di argomenti di attualità. Non potevamo, allora, non affrontare i problemi e le aspettative degli adolescenti. Tutto questo è stato possibile grazie al Rotary Monteverdi Cremona, al contributo dell’ASST di Cremona e dei ragazzi e ragazze della Consulta e al sostegno della Provincia di Cremona. La partecipazione di quattro esperti ci permetterà di affrontare quattro temi importanti che hanno a che fare con l’ansia, l’identità e il futuro. Saranno dunque i giovani, con le loro esigenze, i veri protagonisti: cosa si aspettano dalla società per il loro benessere e il loro percorso di vita? Cosa possiamo fare noi adulti? Il teatro è luogo di pensiero, di scambio, di socialità, strumento di crescita, di dialogo e di ascolto. Vorremmo che fosse sempre più centrale nella vita delle persone, con un’attenzione speciale alle nuove generazioni e alle loro necessità. Ringrazio lo staff del teatro che ha reso possibile la realizzazione dell’evento, in particolare Laura Seroni e Barbara Sozzi, e tutti i tecnici che lavoreranno dietro le quinte».

 ASCOLTO CONSAPEVOLE, MAI MINIMIZZARE IL DISAGIO

«La Consulta degli studenti ha accolto l’invito a partecipare all’organizzazione di questo evento perché abbiamo creduto da subito nel tavolo di lavoro del Teatro Ponchielli dedicato a “Giovani e sociale – spiega il portavoce Carlo Ferrari –. Dopo la mia esperienza a contatto con i ragazzi e le ragazze all’interno delle attività della Consulta mi sono sentito in dovere di dare un contributo’. I temi affrontati nel Talk sono tutti molto importanti, sono entusiasta nel sapere che il pubblico fatto di giovanissimi e adulti abbia risposto con grande interesse. Ringrazio la presidente della Consulta Alice Masserdotti per il supporto. Il messaggio della Consulta è in realtà un invito: quello di ascoltare i giovani con rispetto e consapevolezza, senza minimizzare e sottovalutare le diverse espressioni del disagio. A questo proposito desidero precisare che ci mettiamo a disposizione dei ragazzi e delle ragazze che desiderano approfondire le tematiche trattate attraverso i rappresentanti della Consulta che trovano nella loro scuola».

CONTRO LO STIGMA LA POSSIBILITÀ DI ESPRIMERE SÉ STESSI

«Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa la metà dei disturbi di salute mentale esordiscono prima dei 14 anni e, se non trattati, persistono con gravi implicazioni anche in età adulta. A livello globale – precisa Ezio Belleri (direttore enerale ASST di Cremona) – tra i 10 e i 19 anni, un adolescente su sette soffre di depressione, ansia e disturbi comportamentali. Dati che fanno pensare e che chiamano in causa i servizi, invitandoli a trovare nuove modalità organizzative e forme di comunicazione per fornire risposte alle persone che hanno bisogno. Il Talk dedicato agli adolescenti è un esempio di come un percorso di cura possa trasformarsi in una possibilità concreta di comprensione, dialogo e socialità – prosegue Belleri -. Sapere che giovanissimi utenti abbiano colto l’opportunità di farsi testimonial alla pari e ideare una rubrica social istituzionale, collaborando con i sanitari e i professionisti della comunicazione, è bellissimo, oltre che interessante e importante. Saperli alle prese con le interviste agli esperti penso sia una conquista terapeutica che rafforza la loro autostima e il benessere complessivo. Soprattutto è un modo pratico per dare piena espressione alle loro competenze e capacità contro ogni stigma. Un messaggio forte e chiaro per tutti», conclude Belleri.

 GLI «ARTISTI DI CASA» METTONO IN SCENA LA VITA DI TUTTI I GIORNI

«Abbiamo deciso di partecipare a questo Talk perché è letteralmente un evento: non capita spesso che il mondo dell’arte e dello spettacolo incontrino quello della sanità e dei servizi per fare cultura», afferma Mattia Cabrini (regista). «Salire come “artisti di casa” sul palco del teatro più importante della città – che accoglie quotidianamente ospiti da tutta Italia e dal mondo – e portare le voci raccolte da operatori dei servizi e giovani del territorio è una grande occasione. Ci sembra di poter portare in scena un briciolo della vita del pubblico, perché possa essere riconosciuta da tutti».

Per Cabrini «gli adolescenti rappresentano da sempre, e in particolare in questo tempo, la spia del motore di tante dinamiche sociali. Saper leggere questi segnali ci aiuta a non fondere la macchina della nostra società. Fuor di metafora: da loro possiamo imparare tanto! Gli adolescenti non sono un corpo estraneo del tessuto sociale: il loro disagio, la loro tristezza, speranza, aggressività, energia, apatia sono riflessi del mondo adulto che, se compresi e presi sul serio, possono permetterci di cambiare».

LA COMPAGNIA DEI PICCOLI

A interpretare il ruolo degli adolescenti saranno gli attori e le attrici della Compagnia dei piccoli di Cremona: Maddalena Parma, Francesca Poli, Andrea Sangiovanni, Luca Taino ed Ester Tolomini, con il supporto tecnico di Carolina Griffini e Gabriele Pensieri.

SENZA RELAZIONE NON C’È CURA

«L’idea originaria del Talk è strettamente connessa al progetto Keep in Mind: Tieni alla Mente, realizzato dalla Neuropsichiatria infantile territoriale e dall’Ufficio Comunicazione e relazioni esterne ASST di Cremona. Nel 2023, ha coinvolto 614 adolescenti attraverso un sondaggio per capire in che modo si informassero in tema di salute mentale» spiega la responsabile Stefania Mattioli. «Gli esiti della ricerca hanno fornito gli elementi per costruire insieme a un gruppo di ragazzi, ragazze e operatori sanitari e socio sanitari una rubrica Instagram, curata da Laura Rizzi e con il contributo di Roberta Dall’Olmo. La sperimentazione ha previsto l’inserimento di professionisti della comunicazione nell’équipe multidisciplinare e il coinvolgimento di giovani utenti. Questa inconsueta modalità di lavoro, al di fuori dall’ambulatorio e con l’obiettivo comune di informare, è servita ad aprirsi e a conoscersi: i sanitari hanno potuto vedere gli adolescenti attraverso la loro creatività e intraprendenza, cogliendone il potenziale e le capacità con maggior libertà. I ragazzi e le ragazze, d’altro canto, si sono accorti che psicologi ed educatori sono persone comuni, capaci di provare emozioni. In particolare, hanno percepito il loro imbarazzo durante le interviste davanti alla telecamera, dove erano gli adolescenti a condurre il gioco. Si è generata una forte empatia che ha rafforzato la fiducia e il dialogo costruttivo: sono cadute le barriere di ruolo a favore del contenuto. Questa modalità verrà replicata sul palco del Ponchielli dove ad avere l’ultima parola saranno proprio i giovani».

UN LINGUAGGIO COMUNE SENZA GIUDIZIO

«Keep in Mind nasce dal desiderio di non far sentire nessun adolescente inascoltato, come accadeva in passato», aggiunge Lara Bez Anibi (terapista della riabilitazione psichiatrica, Neuropsichiatria Territoriale ASST di Cremona). «Diffondere sapere, far emergere domande, stimolare la curiosità sono gli obiettivi alla base del progetto. Creare un linguaggio tra mondi e generazioni diverse, utile alla comprensione autentica e non giudicante, è l’intento comune che ci ha accompagnato in questi mesi.

Il disagio adolescenziale è sempre esistito: «Oggi è molto più evidente – conclude Anibi – anche grazie al cambiamento iniziato con i millennials. La psicologia è stata sdoganata, non è più vista come un qualcosa di elitario ma di accessibile a tutti. Essere approdati al Teatro Ponchielli per noi è un dono inatteso. Spero possa essere il primo seme con cui indebolire lo stigma che, ancora oggi, è presente nella mente delle persone come pregiudizio e giudizio».

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