”Voltiamo pagina e costruiamo la Baldesio del futuro”

13 Settembre 2026

Caro direttore,
di questi tempi, un anno fa, discutevamo di come liti e cause giudiziarie stessero danneggiando l’immagine della nostra società.

Le scrivo di nuovo oggi, in occasione dell’elezione dei nuovi consiglieri, ai quali, da socio, porgo i migliori auguri di buon lavoro, con la gratitudine che si deve a chi accetta un incarico reso ancor più difficile dalla necessità di voltare pagina rispetto al passato.

Credo sia opinione comune che, per lasciarsi alle spalle questi due anni, non ci sia altra strada che rimettere al centro ciò che davvero dovrebbe occupare le forze di un consiglio: una gestione delle risorse mirata a elevare la qualità del servizio che la società offre ai soci e agli sportivi che la frequentano.

Nel comunicato con cui ha rassegnato le dimissioni, il consiglio uscente ha ammesso che alcune sponsorizzazioni nel settore tennis sono sfumate per effetto del clima conflittuale: lampante dimostrazione, questa, di come un’immagine appannata non sia solo un problema di comunicazione, ma divenga anche voce di bilancio. Perché oggi è soprattutto la nostra reputazione a determinare chi ci sostiene, chi chiede di entrare e chi decide di restare.

Rendersi sempre più appetibili è una condizione del nostro futuro: una società sportiva vive di chi vorrà farne parte domani, e dunque accanto ai conti c’è anche una questione demografica che merita almeno la stessa attenzione. L’età media dei soci sale, e un circolo la cui base invecchia sta consumando lentamente il proprio capitale. La partecipazione dei giovani non si ottiene facendo leva sulla tradizione e la storia: si ottiene con l’alta qualità degli impianti e dei servizi, e con un livello di competizione sportiva che meriti il loro tempo. Allievi promettenti, così come tecnici capaci, vanno dove c’è un progetto riconoscibile e restano dove trovano un’identità di cui valga la pena portare i colori. Lo stesso vale per chi la società la vive in modo più ordinario, e chiede maggiore attenzione alle manutenzioni, migliori spazi per i bambini, eventi e servizi di maggior rilievo. Ciò non può prescindere da un risanamento del bilancio: ma le occasioni per rimettersi in moto, per fortuna, non mancano.

Il confronto con altre realtà, anche fuori provincia, può indicarci su cosa puntare: sponsorizzazioni cercate con metodo anziché per conoscenze, cinque per mille che non abbiamo mai promosso, bandi regionali, fondi dell’Istituto per il Credito Sportivo, ottimizzazione dei consumi energetici che sono la nostra prima voce di costo. E perfino consuetudini minime, come il pranzo servito a mezzogiorno nei giorni di lavoro, un business lunch che altrove esiste da tempo e che da noi riempirebbe due ore in cui la società è deserta ma non smette di costare: e proprio da chi si siede a quei tavoli potrebbero venire sponsorizzazioni e nuove domande di ammissione.

Soluzioni che prese una alla volta sono rimedi, ma che rese parte di una strategia di maggior respiro possono divenire il disegno della Baldesio che vorremmo vedere nel prossimo decennio e la mappa per arrivarci.

Di questi due anni, a ben vedere, resta anche qualcosa di utile: mai tanti soci si sono occupati dei conti della Baldesio, hanno letto un bilancio, discusso un preventivo. Quella competenza può servire a qualcosa di più che dire di no: a distinguere una spesa da un investimento, ad accettare che ciò che si costruisce per i ragazzi di oggi renderà fra dieci anni e non al prossimo consuntivo.

Da oggi il nuovo consiglio avrà bisogno anche di questo: di soci disposti a guardare un po’ più in là della propria quota. E ne ha, credo, più di quanti si immagini.

La ringrazio dello spazio e rinnovo al consiglio i miei auguri di buon lavoro.

Giovanni Cervi Ciboldi

socio Baldesio

Nella foto centrale la piscina da 33 metri, uno dei simboli della Baldesio

20 risposte

  1. Ha ragione. Non si tratta però di ricostruire un’immagine distrutta da scelte senza criterio che giustamente sono state scoperte e messe a disposizione di tutti. Non era possibile accettare stando zitti sapendo. È stato inaccettabile portarci sulla ribalta delle aule del tribunale dopo aver scoperchiato il pentolone. Non si potevano accettare atteggiamenti inadeguati alla nostra società. Le conseguenze dei quali purtroppo non si sono ancora risolte completamente. Ma bisogna andare avanti continuando a fare chiarezza, a non insabbiare, a portare sotto gli occhi di tutti e pretendere che chi ci ha condotti sin qui si assuma personalmente le sue responsabilità e paghi di tasca propria le conseguenze dei propri errori. Giusto fare piazza pulita e guardare avanti, ma senza dimenticare che quello che è stato portato alla luce e che ha reso la Baldesio triste argomento di discussione e quasi di scherno è il frutto di un modo arrogante di gestire la società. Via tutti, guardando al futuro, ma senza dimenticare. Anche per non ripetere errori madornali.

  2. Marco ha già detto tutto quello che c’era da dire. Non aggiungo altro.

    Mi limito ad augurare al nuovo Consiglio buon lavoro, con la speranza che possa portare avanti con serenità il programma presentato ai soci. I Consigli, del resto, si giudicano sui comportamenti e sui risultati.

    1. Portare avanti con serenità i lavori con la sua presenza è praticamente impossibile ed il fatto che lo faccia pure notare rende il suo commento ridicolo se non peggio.

  3. Altro che Baldesio del futuro! Si profilava finalmente la concreta possibilità di eleggere alla presidenza una persona del tutto estranea alle precedenti gestioni, senza appartenenze, libera da logiche e continuità con il passato; per la prima volta, inoltre, si sarebbe potuta nominare una donna.
    Quanto al Presidente eletto, qualora trovasse conferma la voce secondo cui sarebbe stato ammesso alla Baldesio beneficiando di una quota agevolata, ritengo doveroso che chiarisca pubblicamente i presupposti dell’agevolazione e i criteri applicati, indicando meriti sportivi o le altre motivazioni. Se, a seguito di una verifica documentale, dovesse invece risultare che tale beneficio non fosse dovuto, ritengo che sarebbe opportuno versare la differenza e trarne le conseguenze, comprese le dimissioni.
    Sarebbe inoltre interessante conoscere in quale contesto sia maturata la sua candidatura, da chi sia stata proposta o sostenuta, quale progetto associativo intenda concretamente rappresentare e se in generale qualcuno del nuovo Consiglio intenda approfondire l’approfondibile…

    1. Assolutamente d’accordo. Fate chiarezza come primo atto della vostra gestione. Massima trasparenza passata, presente, futura. Sarebbe un ottimo punto di partenza. Anche se…non so se saremo ascoltati. Una presa di posizione che coinvolge persone e interessi. Vedremo.

    2. Gentile Nolli, comprendo il rammarico: anch’io avrei visto con favore, per la prima volta nella storia della Baldesio, una donna alla presidenza, estranea alle gestioni del passato. Paola Arisi ha rappresentato esattamente questo, e mi auguro sinceramente che tra quattro anni si ricandidi: io la voterò senza esitazione.

      Detto ciò, credo che oggi la cosa più importante sia quella indicata dalla lettera di Cervi Ciboldi: lasciarci il passato alle spalle. I soci hanno votato, il nuovo Consiglio è in carica, e la Baldesio ha bisogno di ripartire, non di ricominciare da capo con sospetti e contrapposizioni. Le domande legittime trovano la loro sede naturale nei documenti e nelle assemblee, non nelle voci di corridoio.

      Vigilare sì, sempre: questi due anni ci hanno insegnato a leggere i bilanci e a non accettare più l’opacità. Ma vigilare guardando avanti. È il modo migliore per onorare anche il lavoro di chi, come Paola Arisi, ha proposto ai soci un’idea seria di società.

  4. Sottoscrivo ogni parola del socio Giovanni Cervi Ciboldi, che centra il punto con chiarezza; peccato davvero che non sia nel Consiglio

    1. Quale Gino? Non hai ancora capito che siamo tutti un Gino qualunque? Gino non rosica anzi Gino attende il tuo primo passo falso.

    2. Motivo per cui dovrei rosicare?
      Forse ti sfugge ma non faccio fatica a comprendere le motivazioni visto il tuo Qi, che io non ho mai appoggiato il vecchio consiglio…
      L’unica cosa è che, come a molti, hai rotto il cazzO, è molti ti vorrebbero alla bocciofila piuttosto che in balde.

  5. L’idea che la somministrazione di pranzi di lavoro da parte del ristorante possa rappresentare una occasione per rimettere in moto la Balde dopo un periodo buio é talmente bizzarra che non fa nemmeno ridere (il suggerimento viene dai gestori del ristorante, ansiosi di sottoscrivere convenzioni ?). Sopratutto bizzarra se é pensata per riempire la società nelle due ore in cui
    “é deserta” (e chi l’ha detto? Per molti soci, specie se lavorano, é l’ ora migliore). E ancor più bizzarra appare perché molti soci sono indignati per la facilità con cui degli estranei riescono ad introdursi in società. Quanto al futuro della Balde, minacciato dal graduale aumento della età media dei soci, sappiamo tutti che il problema delle culle vuote è comune a tutta Italia e non é un problema baldesiano. Domanda: siamo sicuri che le nuove leve, cresciute al riparo da ogni troppo duro cimento (vedi la percentuale di promossi alla maturità pari al 99,7%) desiderino ardentemente far parte di società che garantiscano loro un ” livello di competizione sportiva che meriti il loro tempo” ? E se così fosse , che ne facciamo dei soci quaranta/sessantenni che hanno davanti a se un’aspettativa di vita di altri 40/ 20 anni ( dati Istat), che praticano con soddisfazione sport a livello amatoriale, e che sopratutto pagano la quota sociale da 40 anni e più? Qualche esperto di matematica finanziaria vuol prendersi la briga di calcolare che cifra ha versato alla Balde ciascuno di questi soci?

  6. Che si debba gioire per un Consiglio nato sotto la Presidenza di un signore entrato a metà prezzo in Baldesio…..mi sembra orribile. Detto ciò, proprio per fugare dubbi di legami col passato……..😂pare che il giorno dopo, un ex consigliere girasse per la piscina cantando versi di liberazione verso la Presidenza uscente. Questo la dice tutta…..

    1. Non ho ragione per credere che nelle altre canottieri cremonesi (essendo Cremona la patria dello ” stum schis”) sotto sotto il cosiddetto “ambientino” sia diverso. La differenza é che le altre non hanno un Alberto Corazzi che non ama essere turlupinato, insultato e radiato.

      1. Che cosa le fa credere che nelle altre società l’ambientino non sia diverso?
        Ha elementi concreti a supporto di tutto ciò oppure è una sua sensazione?

  7. Come possa un nuovo Consiglio con un – eventuale – presidente, diventato socio con ingresso agevolato, portare trasparenza e rasserenare l’ambiente non riesco a comprenderlo.
    Prima andrebbero chiariti i “ meriti sportivi “ di quella trentina di soci agevolati, non passati dall’approvazione assembleare come richiesto dallo Statuto.
    Forse bravi nel gioco delle carte ( tre ) .

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