Il Pd a Cremona c’è. E il 24, 25, 26 settembre ha proposto tre diversi incontri con presenze di rilievo del partito. Qualcosa di simile c’era stato alle comunali del 2024 con un passaggio ‘toccata e fuga’ della segretaria Schlein che le ha fatto dire “Questa è una città dove le cose funzionano”. Solo che passaggi così non aiutano a capire e si rischiano abbagli. Eppure la Segretaria (come tutto il Pd) aveva ricevuto informative descrittive dei problemi locali.
Cremona e provincia vivono un dramma: qui si muore come da nessun’altra parte si muore di inquinamento. L’Agenzia Europea per l’Ambiente calcola in 50.000 l’anno i morti italiani solo da Pm 2,5, in prevalenza cittadini della Padania e soprattutto di questa provincia che è ai vertici europei per morti precoci in assenza di patologie. E il Covid l’ha confermato. Nel mese clou della pandemia Cremona ha avuto il primato mondiale di morti in percentuale e questo a causa dei tassi di inquinamento da particolato che fanno da carrier ai virus e, insieme, dell’assenza di una rete di medicina e assistenza territoriale che ha intasato il pronto soccorso cittadino.
E c’è l’altro problema: i tassi regionali più elevati in fatto di popolazione anziana e di cronicità. La soluzione del PD nostrano in tandem con la destra regionale e col placet dei sindacati?
Abbattiamo l’unico ospedale pubblico cittadino, il più recente della Lombardia, ed erigiamone uno dai costi enormi che taglia posti letto e scarica su un territorio sguarnito di presidi di assistenza e medici di base la cronicità, la prevenzione e 25.000 giornate di degenza per acuti dell’area medica e chirurgica. Se la sanità privata plaude, il territorio si è espresso con un Movimento che ha raccolto 6500 firme e proposto assemblee e con il Comitato che rappresento che ha contattato 49 sindaci sul territorio, l’Amministrazione cittadina, il Presidente della Provincia e a livello regionale i consiglieri PD (Majorino in testa) che per mesi si sono negati al confronto, per salire poi al livello nazionale con tre esposti ai ministeri di Salute, Ambiente e Finanze e con informative e appelli alla funzionaria Bonaldi, alla responsabile Sanità del Pd Sereni e alla stessa Schlein. La Segretaria avrebbe potuto arrivare informata.
Un Pd che voglia ‘esserci’ a livello locale, regionale e nazionale non può ignorare le denunce dal basso. La Shlein non ha voluto informarsi e la cosa si è ripetuta
anche il giorno 26 col silenzio del deputato Speranza e il ‘Non conosco i problemi locali’ del deputato Braga a fronte del quesito da me posto ai due relatori, presenti il sindaco Virgilio e il segretario provinciale Azzali.
Se il Pd cittadino ha fatto un errore nella lettura dei bisogni del territorio, i livelli più alti hanno il dovere di chiederne la correzione perché i progetti sbagliati vanno cassati. La politica di partito non è fare giri di walzer preelezioni nelle periferie per ‘marcare’ i territori. È servizio reso ai territori in ragione dei loro bisogni vitali che devono guidare le scelte. Se la destra è mossa da una visione classista e piramidale della società dove ciò che salva è la categoria, il ruolo, il censo, questo non vale per un partito che ha nel nome la vocazione a tutelare il diritto alla vita e alla salute di tutti al di là delle categorie, del ruolo, del censo.
Se sbagliare è umano, correggersi e richiamare alla correzione urge se si cerca il consenso e ci si propone come alternativa alla politica di destra. Si ‘marchi’ la differenza, non il territorio.
Rosella Vacchelli
Comitato per la difesa della sanità pubblica e dell’ospedale di Cremona