Autostrada Cr-Mn per poter bere a garganella l’acqua delle Alpi Orientali

25 Marzo 2024

“Siamo diventati una società in cui sembra che, se non abbiamo una bottiglia d’acqua a portata di mano, può succedere qualcosa di terribile. È una cosa veramente stupida. Come se prima le persone morissero ogni giorno di sete” (Peter Gleick, membro dell’US National Academy of Sciences).

A parte questo e a parte il fatto che bere a collo in pubblico ha poco a che vedere con l’educazione, ma qui si tratta di una condizione sconosciuta ai più, l’impiego delle bottiglie di plastica assume dimensioni colossali se è vero che in Europa ogni anno ne vengono venduti 50 miliardi di pezzi e che solo il 20% viene smaltito correttamente. In Italia si stima un consumo annuo individuale di 180 bottiglie di plastica, la cui produzione comporta l’impiego di 22 litri di petrolio ed una emissione di 23 Kg di CO2 per abitante. (https://www.parmateneo.it/?p=2380#:~:text=Nonostante%20le%20’dicerie’%2C%20l,alterare%20la%20composizione%20della%20plastica%E2%80%9D.).

Senza contare le conseguenti micro e nanoplastiche allegramente disperse nell’ambiente.

Va poi considerato che le acque confezionate nella plastica vengono trasportate quasi sempre su gomma e che se l’Acqua Lete sgorga in provincia di Caserta, così come la Ferrarelle, il camion che le trasporta deve affrontare un lungo e periglioso viaggio di quasi 800 chilometri per arrivare in Lombardia, mentre l’acqua Pejo, la San Pellegrino  e la Levissima percorrono il tragitto inverso per arrivare sino in Sicilia. Certamente un buon motivo per sostenere il progetto del Ponte sullo stretto di Messina, in grado di contribuire ad una distribuzione più celere, equa ed efficace dell’acqua minerale.

Un efficiente collegamento autostradale con il Brennero consentirebbe poi un più facile accesso all’acqua Plose e a quella ipotermale di San Zaccaria, oggi ingiustamente trascurate.

Una situazione che dovrebbe farci riflettere sull’importanza strategica dell’autostrada Cremona-Mantova, ormai una scelta indispensabile per bere a garganella anche l’acqua delle Alpi Orientali. Anche questo è un nostro diritto.

 

OCTOPUS

4 risposte

  1. Quando il presidente di Padania Acque era Claudio Bodini le iniziative importanti per educare i ragazzi a evitare l’utilizzo di bottiglie di plastica erano un classico. Alla scuola Virgilio all’inizio dell’anno scolastico insieme ai miei colleghi Aimi, Sardi, Pedrini e Bacchi organizzavamo il progetto accoglienza per gli alunni che arrivavano in prima media. Il dottor Bodini e i suoi collaboratori riuscivano sempre a ritagliarsi un momento per parlare ai ragazzi del problema enorme dell’inquinamento da plastica. Venivano proiettate immagini e riprese che presentavano le immense isole di plastica che galleggiano sugli oceani. L’attenzione veniva catturata. Inoltre a tutti i ragazzi veniva donata una borraccia, la mitica Goccia, per aiutare a eliminare le bottigliette. Era stato inventato l’enorme pupazzo GluGlu. Era stato organizzato un quadrangolare di pallanuoto con la Bissolati di Fabio Fresia a fare da testimonial. C’era passione in tutto questo, non era pubblicità ma educazione ambientale calata nella pratica quotidiana e sportiva.

  2. Basterebbe bere acqua da bottiglie ririempibili, così come pure latte e tutti i liquidi alimentari. Ai bambini andrebbe insegnato questo, non farli bere in bottigliette di plastica o peggio ancora in bottiglie della fonte Persico che di fonte non ha un bel nulla. Inoltre lì si beve un bel misto di prodotti di falda più cloro aggiunto che solo perché nei parametri (forse) o non analizzati non esistono e ci troviamo un’acqua purissima leggerissima e di FONTE…. TUTTA UNA BALLA .

    1. Una volta si utilizzavano bottiglie di vetro: per l’acqua, per il latte, per il vino.Si restituivano quando erano vuote. Non si potrebbe ritornare a quello?

      1. Sarebbe una grande rivoluzione. La EU, quella che ci impone auto elettriche, case green, che ha introdotto misure sui sacchetti bio, dovrebbe imporre – bottiglia di vetro UNICA uguale per tutti i produttori, intercambiabile e con cauzione per l’utilizzo.
        In Olanda, anni 90, persino la bottiglia in PET era sottoposta alla cauzione.
        Ricordo che siamo tra i paesi con il maggior consumo di acqua imbottigliata procapite … risultato di una politica commerciale del passato, dove alcuni proprietari del marchio avevano anche forti influenze politiche.
        Ma anche per la birra ed il vino serve la cauzione, basta bottiglie per strada e cocci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *