In tribunale a Cremona si è tenuta l’udienza sul reclamo presentato dalla Baldesio contro l’ordinanza del giudice Daniele Moro che aveva disposto la sospensiva della radiazione disposta dal collegio dei probiviri nei confronti del socio Alberto Corazzi lo scorso 19 giugno.
Nel corso dell’udienza i giudici mi hanno posto una domanda che ritengo significativa, chiedendomi quale fosse il mio concreto interesse a rientrare in Baldesio proprio in questo periodo, in attesa della decisione che sarà emessa dal giudice Moro sulla mia radiazione.
Ho risposto in modo molto chiaro: a fine maggio è prevista un’assemblea nella quale il Consiglio Direttivo sottoporrà ai soci progetti per circa 7 milioni di euro, in una fase in cui la società presenta evidenti criticità finanziarie, con saldo dei conti correnti di cui ho visto gli estratti conto al 31 dicembre 2025 in rosso per oltre 214.000 euro.. A fine 2025 la Bissolati aveva un saldo attivo dei conti correnti di 751.000 euro.
In questo contesto ritengo non solo legittimo, ma doveroso, poter partecipare all’assemblea per offrire un contributo consapevole e responsabile alla gestione, anche alla luce delle mie competenze imprenditoriali che mi consentono di leggere e valutare i bilanci e le proposte di investimenti con particolare attenzione.
Ho inoltre evidenziato che in questi giorni sto esercitando il mio diritto di accesso agli atti, visionando integralmente le fatture del 2025, proprio per acquisire una conoscenza documentata e approfondita dei numeri che andranno a comporre il bilancio.
Ho anche fatto presente ai giudici come realtà analoghe, come la Canottieri Bissolati, abbiano recentemente approvato il bilancio consuntivo 2024 senza alcun voto contrario, mentre alla Canottieri Baldesio lo scorso anno si è registrato un dissenso molto significativo, con il 45% dei voti contrari.
Ho inoltre chiarito di non avere alcun conflitto personale con il Consiglio Direttivo, ma di limitarmi a esercitare i miei diritti di socio, e che all’interno della Baldesio coltivo rapporti amichevoli con molti soci, dai quali ho sempre ricevuto stima e considerazione.
A margine, ritengo che quanto emerso renda evidente come il mio impegno non sia dettato da un interesse personale, ma dalla volontà di contribuire alla trasparenza e alla tutela degli interessi di tutti i soci.
Alberto Corazzi
Ed ecco la memoria difensiva depositata dall’avvocato Andrea Mina, difensore di Alberto Corazzi–
Consentire ad Alberto Corazzi di partcipare al voto, di presentare candidature, di intervenire nella vita democratica dell’associazione: sono prerogative che, una volta esercitate da altri in sua assenza, non possono essere retrospettivamente restituite da una sentenza favorevole nel merito. Le delibere nel frattempo adottate senza la sua partecipazione conserveranno i loro effetti.
Non solo, è indubbio che la sanzione incide pesantemente sulla reputazione personale e sociale dell’attore, figura da sempre impegnata nella vita economica e civile della comunità cremonese. L’espulsione costituisce, di per sé, un marchio di discredito che, se non immediatamente neutralizzato, rischia di consolidarsi agli occhi degli altri soci e dell’intera cittadinanza, arrecando all’attore un danno che non potrebbe essere compensato ex post.
Questa è la evidente ragione strutturale dell’irreparabilità del danno, correttamente colta dal primo Giudice nel provvedimento qui reclamato.
In conclusione, il reclamo proposto dalla Canottieri Baldesio non individua alcun vizio logico o giuridico dell’ordinanza impugnata, ma si risolve, nella sostanza, in una richiesta di rivalutazione dei fatti già esaminati dal primo Giudice, operata secondo una errata prospettazione unilaterale e senza confutare e scalfire il percorso argomentativo che ha condotto alla decisione di sospendere il provvedimento di esclusione inflitto al Corazzi dal Collegio dei Probiviri.
Il provvedimento adottato dal Giudice della cautela rappresenta, al contrario, un’applicazione rigorosa e tecnicamente ineccepibile dei principi che governano il sindacato giurisdizionale sui provvedimenti disciplinari associativi, così come delineati dalla giurisprudenza di legittimità richiamata dallo stesso Giudicante.
Nella decisione impugnata, infatti, veniva correttamente applicato il criterio della proporzionalità tra la condotta addebitata e la sanzione irrogata, veniva correttamente rilevata la genericità degli addebiti e la loro inidoneità a giustificare la misura espulsiva adottata e, infine, veniva correttamente indentificato il pregiudizio irreparabile derivante dall’esclusione di un socio da un’associazione nella quale affonda le proprie radici familiari e personali.
In sintesi e in via sostanziale, come già esposto dalla difesa del reclamato in via orale all’udienza fissata per la discussione della richiesta cautelare, tenutasi in data 12.02.2026, ribadiamo che il titolo della vicenda può essere rappresentato nella seguente significativa espressione: “la rivolta di Spartaco”, ovvero “reato di lesa maestà”.
Il reclamato è stato oggetto, dapprima, della sanzione della lunga sospensione, per ben sei mesi, e poi di quella dell’esclusione soltanto perché ha cercato, nel rispetto, ma in esecuzione, dei noti principi di chiarezza, trasparenza e libertà di espressione, di fare luce sulla gestione amministrativa e patrimoniale della Baldesio, incrinando il potere assoluto dell’attuale organo gestorio.
Basti pensare che, prima dell’adozione dei provvedimenti di cui sopra, al Corazzi era stato negato addirittura il diritto di accesso alla visione della documentazione associativa. Da qui il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto, accolto e solo parzialmente eseguito per la condotta ingiustamente oppositiva posta in essere dagli organi associativi.
Poiché il Corazzi agisce spinto dalla volontà di illuminare la fosca e buia atmosfera della Baldesio, non essendo riuscito il tentativo di impedirgli di fare chiarezza nell’attività gestoria, controparte ha ben pensato, come notoriamente avviene nei regimi antidemocratici, di annientare l’avversario prima con la sospensione e poi con l’esclusione. Provvedimenti viziati, come già detto, da infondatezza e da eccesso di potere per sviamento (vizio caratteristico censurato nel diritto amministrativo).
Probabilmente la controparte ha condiviso il famoso motto degli anni bui della Repubblica Italiana: “Colpirne uno per educarne cento”. La sospensione prima e l’esclusione poi di Corazzi, messo alla gogna, devono rappresentare un monito per tutti i soci: chi non china la testa sarà eliminato! È addirittura vietato il diritto di critica e di dissenso! Ciò che avviene in Baldesio è segretato e nessuno ne può parlare extra moenia! Ma Corazzi è ormai come Spartaco. A sue spese e a suo rischio, porta e porterà avanti una battaglia di libertà che ha già visto, e sta vedendo, crescere il consenso dei soci che aspirano a una gestione della Baldesio normale, trasparente e chiara, nel rispetto della fama che l’associazione ha conseguito negli anni sul piano sportivo.
Per tutte le ragioni sin qui esposte, Alberto Corazzi chiede che il Tribunale adito voglia rigettare il reclamo.
CONCLUSIONI
Voglia il Tribunale adito, in composizione Collegiale, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa, rigettare il reclamo proposto dalla Canottieri Baldesio ASD avverso l’ordinanza emessa in data 15.02.2026 dal Tribunale di Cremona – Giudice dott. Daniele Moro, nel procedimento R.G. n°2369-1/2025, e per l’effetto confermare la sospensione dell’efficacia esecutiva della delibera del Collegio dei Probiviri della Canottieri del 19.06.2025, comunicata al socio in data 23.06.2025, con la quale veniva disposta l’esclusione del socio Alberto Corazzi dall’associazione;
condannare la reclamante al pagamento delle spese e degli oneri del presente procedimento.
In via istruttoria, se necessario, si chiede che il Collegio adito voglia sentire a sommari informatori sui fatti di causa i signori:
– Federico Cerra.
– Vittorio Marino.
Si producono:
1) Ricorso per reclamo e provvedimento di fissazione d’udienza notificati.
2) Atto di citazione contenente l’istanza cautelare e documenti allegati.
3) Copia verbale di udienza del 06.02.2025 – già prodotto sub doc. n°50 della citazione.
4) Copia verbale del 22.01.2025 – già prodotto sub doc. n°45 della citazione.
5) Relazione fotografica del parcheggio della Baldesio e dell’ingresso della stanza messa a disposizione per la consultazione documentale.

49 risposte
Mi sono fermato alla frase ‘proporrà all’assemblea interventi per 7 milioni’. Basta già questo per indicare il livello di comprensione del testo di un sondaggio fatto al solo scopo conoscitivo per sondare i desideri dei soci. Malafede come se piovesse.
Corazzi lei sta bene fuori la Baldesio ha bisogno di serietà non di venditori di fumo.
Sig. Codazzi,
lei scrive di essersi fermato alla frase sul “sondaggio”.
È una scelta legittima.
Ma è anche molto significativa.
Perché nell’articolo non c’è solo il sondaggio:
c’è un passaggio in Tribunale,
c’è una difesa giuridica articolata,
c’è un provvedimento del Giudice che ha sospeso la mia esclusione,
c’è un tema di accesso ai documenti e di trasparenza gestionale.
Su tutto questo, nessuna osservazione.
Nessuna contestazione.
Nessun argomento.
Ci si ferma al sondaggio.
E da lì si passa agli attacchi personali.
Allora restiamo sul sondaggio, ma con i numeri.
Io ho preso tutte le voci, una per una, e le ho riclassificate per tipologia.
Risultato: circa 1.700.000 euro sono manutenzioni.
Manutenzioni.
Non desideri.
Obblighi gestionali.
Le faccio un esempio concreto:
oltre 1 milione di euro riguarda la piscina storica della Baldesio — rifacimento impermeabilizzazione, piastrelle, impianti.
Questo non si “sonda”.
Questo si fa.
Inserire queste voci dentro un sondaggio significa mescolare interventi obbligatori con interventi discrezionali, con un effetto evidente sulla percezione dei soci.
Ma il punto è ancora più semplice.
Io ho inviato una diffida formale chiedendo la documentazione tecnica ed economica alla base di quelle cifre.
Perché ai soci viene presentato un piano da circa 6,8 milioni di euro con importi puntuali, mentre per iscritto mi è stato risposto che le stime sarebbero state formulate solo oralmente, senza preventivi.
Eppure, dalle fatture risultano incarichi professionali già pagati su quegli stessi interventi.
Quindi:
– cifre precise per milioni di euro
– dichiarazione di assenza di documenti scritti
– esistenza di fatture per attività progettuali
Questa non è un’opinione.
È una contraddizione documentale.
Lei poi mi accusa pubblicamente di malafede e mi definisce “venditore di fumo”.
Prendo atto delle sue parole, che non riguardano i fatti ma la mia persona e che, in un contesto pubblico, comportano precise responsabilità per chi le esprime.
Infine, la sua frase: “Corazzi sta bene fuori dalla Baldesio”.
Anche qui, un dato oggettivo:
il Giudice Moro non la pensa come lei: ha sospeso la mia esclusione e mi ha reintegrato, ritenendo infondate e sproporzionate le contestazioni nei miei confronti.
Ed è proprio per questo che oggi sono dentro e continuo a controllare la gestione, offrendo il mio contributo a tutti i soci della Baldesio in vista dell’approvazione del bilancio.
Gentile Sig.Corazzi,
ho letto con attenzione la sua risposta e mi permetto però di confutare nell’oggetto quanto asserisce riguardo alla piscina da 33 in quanto i lavori in pratica di totale rifacimento della stessa non possono essere in nessun modo fatti ricadere in semplice manutenzione ordinaria in quanto comportano sicuramente delle modiche sostanziali all’impianto ed alle tubazioni per le quali serve apposita CILA o SCILA a seconda della tipologia di lavoro.
Sono quindi a tutti gli effetti dei lavori di manutenzione straordinaria che richiedono un passaggio assembleare per l’approvazione.
Tanto le dovevo sia per precisione verso chi legge sia per suo personale arricchimento nozionale.
Cordiali saluti
M.Luisa Bettini (Architetto)
Gentile Arch. Bettini,
qui non stiamo discutendo se l’intervento sulla piscina da 33 metri sia ordinario o straordinario. Stiamo parlando di una cosa molto più semplice: la manutenzione di un bene.
Se una piscina necessita del rifacimento dell’impermeabilizzazione, della piastrellatura e dell’adeguamento degli impianti, significa semplicemente che per anni non è stata fatta la manutenzione necessaria. E quando la manutenzione non viene fatta per tempo, diventa inevitabilmente più pesante e costosa.
Ma questo non cambia la natura del problema: la manutenzione non è una scelta da sottoporre a sondaggio. È un obbligo.
I beni della Baldesio non appartengono al Consiglio Direttivo, ma ai soci. E chi amministra ha il dovere di conservarli in efficienza, non di chiedere ai soci se intendono o meno mantenerli.
Per questo è fuorviante inserire nel sondaggio interventi come quello sulla piscina da 33 metri — che sono necessari per evitare il degrado del patrimonio — insieme a progetti che rappresentano nuovi investimenti.
Prima si mantiene ciò che si ha, perché è un dovere verso il patrimonio dei soci. Se questo non viene fatto per anni, è inevitabile che poi si debba intervenire in modo pesante e costoso. Ma resta comunque manutenzione, non una scelta opzionale.
Ed è proprio qui l’equivoco di fondo: la manutenzione non si vota, si fa.
Solo dopo, se le risorse lo consentono, si può iniziare a discutere di nuovi progetti e investimenti.
Non è una regola “di buona amministrazione”. È la base, l’ABC — anzi, la scuola elementare — della gestione di qualsiasi realtà, grande o piccola.
Confondere questi due piani, mettendo tutto nello stesso sondaggio, non aiuta i soci a decidere: li disorienta.
E su temi che valgono milioni di euro, credo che l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno sia proprio la confusione.
Cordiali saluti
Gentile Corazzi,
mi permetto ancora una volta la di contestare la fondatezza di quello che scrive, lei asserisce che la manutenzione è un obbligo e va fatta a prescindere, posso anche darle ragione in linea di principio ma nel concreto non è così, i soci possono anche decidere di non farla e girare le loro uscite verso altro, non è un obbligo, è sempre una scelta che deve per forza passare da un voto assembleare. Succede spesso anche in ambito rurale che molte porzioni di cascinale talvolta anche di pregio architettonico, faccio un esempio, si decida vengano ‘lasciati andare’ allo sfascio per girare i fondi verso altro, magari anche verso qualcosa di meno necessario, ma sono scelte e come tali non possono essere vincolate da idee personali ma vanno condivise in ambito sociale attraverso assemblee.
Tanto dovevo.
Cordiali saluti
Gentile Arch. Bettini,
i soci possono anche non avere competenze gestionali e possono perfino essere portati a confondere un dovere con una scelta, soprattutto se chi propone il sondaggio mette tutto sullo stesso piano.
Ma il punto non è questo.
Il punto è che gli amministratori, proprio perché amministratori, quei doveri li conoscono benissimo e non possono scaricarli sui soci.
È quindi assolutamente surreale sostenere che si possa demandare ai soci la decisione se fare o no la manutenzione.
La manutenzione necessaria non è una preferenza e non diventa facoltativa solo perché qualcuno la inserisce in un sondaggio.
E sia chiaro: anche nell’ipotesi (del tutto teorica) che i soci decidessero di non farla, la responsabilità resterebbe comunque in capo agli amministratori.
Rispondono sia per aver posto ai soci una scelta che non poteva essere posta, sia per aver eventualmente preso spunto da quel voto per non adempiere al proprio dovere.
I soci possono anche votare senza conoscere le regole della gestione.
Chi amministra no.
Per questo il punto resta uno solo.
La manutenzione non si mette in un sondaggio.
Si fa.
Gentile Sig. Corazzi, non voglio dilungarmi oltre per un qualcosa che è oggettivo, ci sono norme ed usi e sono quelli che le ho descritto. Se poi lei ritiene che non siano valide proponga al sodalizio un cambio delle norme dove vi sia l’obbligo di procedere d’ufficio anche per importi rilevanti senza passare dal voto assembleare per le manutenzioni di carattere straordinario.
Mi permetta però un appunto sul metodo, un conto sono delle norme un conto sono delle opinioni, da quello che ho intuito il sondaggio è a scopo conoscitivo e quindi non vedo dove stia il problema, i soci dovranno comunque eventualmente passare da una votazione assembleare dopo aver vagliato nel dettaglio il progetto proposto dal consiglio sull’ammodernamento della struttura. A me viene il dubbio che si stia montando un caso ad hoc per deligittimare un qualcosa che comunque non avrebbe valenza ufficiale proprio perché appunto è un sondaggio di massima.
Cordiali saluti.
Gentile Arch. Bettini,
conosco molto bene le norme cui fa riferimento, e sono proprio quelle del codice civile.
Ed è proprio per questo che il punto non è opinabile.
Chi amministra non decide se mantenere o meno i beni: deve farlo. È un obbligo giuridico e gestionale. Portare la manutenzione necessaria, ordinaria o straordinaria che sia, dentro un sondaggio, anche solo “conoscitivo”, significa spostare sui soci una responsabilità che non è loro.
Il tema non è il passaggio assembleare degli interventi rilevanti, che nessuno ha mai messo in discussione. Il tema è a monte: confondere interventi necessari alla conservazione del patrimonio con scelte discrezionali altera la rappresentazione dei fatti e, di conseguenza, le decisioni dei soci.
Dire che “è solo un sondaggio” non risolve il problema, perché è proprio lo strumento ,costruito in questo modo, a generare equivoco.
Se un intervento è necessario per evitare il degrado di un bene, non diventa facoltativo perché viene inserito in un questionario. Resta un obbligo di chi amministra.
E non è una mia opinione: è un principio che discende dal codice civile. L’Articolo 1176 Codice Civile impone la diligenza del buon padre di famiglia, e l’Articolo 2392 Codice Civile (principio esteso dalla giurisprudenza anche alle associazioni con patrimoni rilevanti) attribuisce agli amministratori la responsabilità della corretta gestione e conservazione del patrimonio.
Il resto sono interpretazioni che non cambiano la sostanza.
Non interessa più a nessuno.
Guardi Sig.ra Paola, sul serio, la cosa onestamente ha stufato e sempre onestamente credo sia irrispettoso nei confronti dei soci continuare a mettere in giro notizie fasulle. Leggo progetti per 7 milioni di euro ma non è vero, è stato fatto un sondaggio tra i soci e correttamente per dar loro un’idea del costo è stato messo di fianco ad ogni intervento un costo di massima. Io l’ho fatto volentieri ed apprezzo tale approccio perché nessun consiglio ma hai preventivamente chiesto un parere ai soci su cosa piacerebbe a loro essere fatto in società.
Il tutto però rimane sempre un sondaggio conoscitivo, nulla di più. Lo scrivere che ci sono in progetto 7 milioni di euro di progetti con i conti in rosso, cosa ancora da dimostrare visto che ad oggi nessun bilancio ufficiale è stato presentato vuol dire solo una cosa : malafede e infangare gratuitamente il nome della società.
Io spero che anche il direttore Zanolli, che legge, pubblichi integralmente il testo della mail inviata ai soci di presentazione del sondaggio in modo che tutti possano valutare. Credo sia una questione fondamentale di par condicio ed anche un gesto di amore verso la verità, quella con la V maiuscola, non quella inventata ad uso e consumo a seconda di dove tira il vento.
Cordiali saluti.
Paolo,
le rispondo punto per punto, così evitiamo equivoci.
1. “Notizie fasulle”
Lei parla di notizie false.
I fatti sono questi: il sondaggio indica interventi per circa 6,8 milioni di euro, con importi riportati accanto a ciascuna voce. Questo è un dato oggettivo.
Inoltre, a fronte di una mia richiesta formale di accesso alla documentazione a supporto di quelle cifre, mi è stato risposto per iscritto che le stime sarebbero state formulate esclusivamente sulla base di valutazioni orali, senza preventivi scritti.
Non si tratta quindi di opinioni, ma di elementi documentati.
2. “Costi di massima per dare un’idea”
Se i numeri indicati sono realmente solo indicativi e non supportati da documentazione tecnica ed economica disponibile ai soci, è evidente che non consentono una valutazione informata di interventi di tale entità.
Se invece — come risulta dalla contabilità — sono stati affidati e pagati incarichi professionali ad architetti per studi di fattibilità e attività progettuali sugli stessi interventi, allora è lecito chiedersi per quale motivo la relativa documentazione non sia stata messa a disposizione a seguito di formale richiesta.
In entrambi i casi, il punto resta invariato:
il socio non dispone di tutti gli elementi necessari per una valutazione consapevole.
3. “È solo un sondaggio conoscitivo”
Se è esclusivamente conoscitivo, ci si limita normalmente a raccogliere preferenze.
Qui, invece, vengono indicati importi rilevanti e dettagliati e, soprattutto, risultano inseriti anche interventi riconducibili a manutenzioni per 1.700.000 euro , che per loro natura costituiscono obblighi gestionali e non scelte discrezionali.
Questo è un elemento oggettivo che incide sulla corretta formazione dell’opinione dei soci.
4. “Conti correnti in rosso da dimostrare”
Su questo punto preciso che i dati richiamati derivano dalla consultazione degli estratti conto visionati dai soci nell’ambito dell’accesso agli atti, quindi non si tratta di valutazioni ma di elementi già riscontrati.
5. “Amore per la verità”
Su questo sono d’accordo.
Proprio per questo ho chiesto formalmente che tutta la documentazione tecnica, economica e contabile venga messa a disposizione dei soci, così da consentire una valutazione basata su dati verificabili.
Perché la verità, quella effettiva, si fonda sui documenti.
Infine, in merito alle espressioni “notizie fasulle” e “malafede”,
si tratta di valutazioni rivolte alla persona e non ai fatti.
Io ho fatto l’opposto: ho richiamato dati, atti e richieste documentate.
In un contesto pubblico, ciascuno è libero di esprimere le proprie opinioni, ma resta ferma la responsabilità delle affermazioni che vengono rese.
Io continuo su un terreno molto semplice:
documenti, numeri e richieste di trasparenza.
Gentile Corazzi, prendo atto di quanto scrive, personalmente sono lontano anni luce dal suo pensiero ed anche dal suo modus operandi. A tal proposito mi collego al suo punto 4 e su tale argomento io non solo credo sia assolutamente scorretto far uscire, decontestualizzati oltretutto, dati sensibili prima della comunicazione ufficiale dell’organo preposto, il consiglio in questo caso, ma credo possa essere addirittura sanzionato per condotta gravemente lesiva della reputazione del sodalizio nel suo complesso in quanto dà adito a possibili interpretazione da parte di chi legge che magari non sono corrette.
Mi sembra questa una condotta assolutamente deplorevole, fatta unicamente con il fine di screditare il consiglio e la gestione in carica, che non vedo cosa possa portare di costruttivo nel sodalizio se non ad acuire tensioni già in essere.
Cordiali saluti.
Paolo L (che hai risposto con questo pseudonimo a Paola L per dileggiarla) il copione è sempre quello: parole grosse, toni allarmati, ma fatti nessuno.
Quando vorrà abbandonare lo pseudonimo (sceriffo?) e, soprattutto, indicare qualcosa di concreto la prenderò in considerazione
Ma tanto ci pensa l’avvocato Mina a ributtarlo dentro….😘
Sig. Corazzi, non capisco cosa mi ha scritto come risposta, il mio nome comunque é Paolo Lipreri se le interessa saperlo per esteso e l’ultimo tenore della sua replica anche se come scritto ne capisco meno della metà ( cosa vuol dire sceriffo e che dileggio Paola L?) diciamo che rende bene l’idea del soggetto in questione. A questo punto quindi la saluto e la lascio alle sue ferree certezze, io non ho intenzione di scambiare opinioni con chi ha già la verità in tasca e si comporta a mio parere non in moto etico.
Cordiali saluti
Paola L ha fatto un commento
Subito dopo lei ha risposto firmandosi Paolo L
io ho fatto solo 2+2
Che non interessi più a nessuno non mi stupisce: il cremonese è così, decine di commenti all’inizio, vesti stracciate, levate di scudi, poi il disinteresse, il silenzio. Un classico! Ma il risveglio potrebbe verificarsi se fosse per caso necessario aumentare la quota. Cosa che mi sento correre giù lungo la schiena. Se non sbaglio questo consiglio ha già provveduto a farlo all’inizio del suo mandato: mentre il consiglio precedente è stato mandato a casa per la richiesta di una cifra da versare una tantum, questo consiglio l’ha resa fissa. Ottima scelta! E noi paghiamo e via andare.
Quanto al sondaggio, ben vengano questi gesti di democrazia e di considerazione per il parere dei soci. Democrazia un po’ tardiva, però. Non mi risulta infatti che sia stato chiesto che cosa pensassimo noi soci del rinnovamento del ristorante da poco rifatto e arredato, e neppure per l’ampliamento del gazebo. Come mai tutta questa attenzione ora? Non vi sembra una sospetta captatio benevolentiae?
È infatti sicuramente un complotto per far sì che il consiglio venga rieletto e che così possa approfittare ancora degli immensi beni della Baldesio e vantarsi a vita del prestigio di aver amministrato la società. So per certo, me lo ha detto la portinaia del mio palazzo, che alcuni si sono fin arricchiti sottraendo soldi e gadgets al sodalizio.
Buongiorno Sig. Socio, lei al supermercato ci va? Le bollette le arrivano? Ha notato qualcosa di strano negli ultimi anni? Pensa sul serio che l’attuale quota sia gestibile ancora per lungo tempo senza dover rinunciare a qualcosa tipo tagliare spese a settori sportivi oppure mettersi il cuore in pace ed accettare una società sempre più cadente perché non vi sono più soldi per le ristrutturazione che andranno fatte? Intanto cominci a ringraziare chi ha portato in tribunale la Baldesio negli ultimi anni perché le cose non venivano fatte come lui voleva, non faccio nomi ma sappiamo tutti di chi si parla. Lo stesso che ha fatto scappare la ESCO che forse qualcosa ci avrebbe fatto risparmiare perché ha avvelenato talmente l’ambiente che gli stessi titolari della società hanno detto che non vi era più un substrato su cui lavorare con serietà e collaborazione. Questo è agli atti, nulla di inventato. Per chi ha un minimo di memoria.
Buona giornata.
Sig Scanzi
vedo che passa dal supermercato alle bollette, fino ad arrivare ai tribunali e alla ESCO, ma senza mai fermarsi su un punto concreto.
Resto invece su un terreno molto più semplice.
Esiste una realtà come la Canottieri Bissolati che, con quote sensibilmente più basse rispetto alla Baldesio, presenta conti correnti attivi per circa 750.000 euro al 31.12.2025.
Non è teoria, non è polemica: è un dato.
E questo dimostra che il problema non è “il mondo che è cambiato”, né le bollette o il supermercato.
La differenza la fa una sola cosa: come si gestisce.
Perché la regola, anche questa molto elementare, è una sola:
bisogna spendere meno di quello che si incassa.
Se questo principio viene rispettato, le società stanno in piedi e crescono.
Se non viene rispettato, si cercano spiegazioni ovunque — tranne che nella gestione.
Il resto, mi permetta, è solo un modo per spostare l’attenzione.
P.S.
Sul “tribunale” ha perfettamente ragione: conviene citarlo. Magari però la prossima volta si ricordi anche il dettaglio, la Baldesio è stata condannata per aver negato ai soci l’accesso agli atti per due anni. A questo punto, più che accusare, forse sarebbe il caso di ringraziare chi ha fatto valere diritti che sono di tutti i soci.
Un sondaggio senza alcun valore.
Arriva tardi perché quando sono state fatte altre scelte importanti, come i 100.000 euro per l’acquisto degli arredi del bar ristorante o l’impegno di 274.000 euro per il noleggio di 42 telecamere, nessun socio è stato interpellato e nessun “sondaggio” è stato ritenuto necessario.
Senza alcun valore perché il cosiddetto sondaggio pubblicato su piattaforma Google Forms non ha alcuna attendibilità e quindi validità.
Un sondaggio costruito in questo modo è, tecnicamente e sostanzialmente, privo di qualsiasi garanzia di attendibilità. Non vi è alcuna certezza sull’identità di chi vota, non esiste un sistema di certificazione del socio, non è esclusa la possibilità di votazioni multiple, né vi è trasparenza sui criteri di raccolta e gestione dei dati. Inoltre, chi gestisce la piattaforma ha piena possibilità di accesso e modifica dei dati raccolti, senza alcun controllo esterno o garanzia di immodificabilità.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento ancora più grave: il sondaggio viene affiancato anche da moduli cartacei consegnati in segreteria, dei quali non si conosce chi li raccolga, chi li inserisca nel sistema e con quali modalità. In altre parole, non esiste alcuna tracciabilità del dato.
È evidente quindi che un simile strumento non ha alcun valore né sotto il profilo decisionale né sotto quello consultivo serio. Non è un’espressione della volontà dei soci, ma al massimo una rilevazione generica, priva di qualunque affidabilità.
Ed è proprio qui che emerge in modo evidente la differenza con realtà simili alla nostra.
Realtà serie e strutturate.
La Canottieri Bissolati, quando si è trovata a valutare investimenti importanti, ha seguito un percorso completamente diverso: prima ha informato i soci in modo trasparente, illustrando i progetti e i costi di massima; poi ha raccolto osservazioni e orientamenti; infine ha rimesso la decisione a una vera assemblea, con voto formale, tracciato e verificabile.
Non un sondaggio anonimo su internet, ma un percorso serio, partecipato e rispettoso delle regole.
La differenza è tutta qui: da una parte strumenti improvvisati, privi di garanzie; dall’altra un metodo che riconosce ai soci un ruolo reale e non solo apparente.
Caro Corazzi, il sondaggio è senza alcun valore per lei, ad oggi da quanto so ha raccolto quasi mille risposte quindi probabilmente a molti è piaciuto. Si metta quindi il cuore in pace e rosichi pure quanto vuole, lei sperava fossero forse qualche decina, sono invece quasi mille. Poi, se non crede ai dati, se ci vede del marcio come su ogni cosa, se ci vede un complotto del consiglio per ottenere potere faccia così, vada in segreteria, tanto è lì tutti i giorni a far perdere tempo, si fa dare i nominativi di chi ha votato e li chiama al telefono a campione per chiedere conferma, cosi vede se ci sono stati o meno brogli. Ovviamente con telefonata fatta in viva voce e alla presenza di testimoni.
Il tempo mi pare non manchi.
Buona indagine.
P.S. Le rammento che la Bissolati, con la quale ultimamente si riempie spesso la bocca, ha per statuto, articolo 24, anche la possibilità di spalmare il voto assembleare su più giorni, cosa da lei sempre contestata in quanto i soci debbono per forza sentire le repliche (le sue ovviamente ndr) per farsi un’idea migliore su cosa votare. Questo tanto per sottolineare che è comodo tirar in ballo soggetti a caso quando fa comodo e far finta di nulla quando l’acqua non arriva al proprio mulino.
Codazzi evidentemente lei non ha molta dimestichezza con i sistemi informativi. Glielo spiego in modo molto semplice.
Google Form è uno strumento utile per organizzare una cena tra amici, per capire chi vuole la pizza Margherita e chi la quattro stagioni.
Non è uno strumento per orientare decisioni da milioni di euro.
Non certifica l’identità di chi risponde,
non impedisce duplicazioni,
non garantisce che chi compila sia davvero il socio,
non consente alcuna verifica indipendente.
In altre parole: non offre alcuna garanzia.
E quindi il numero delle risposte non significa nulla. Possono essere 10, 100 o 1.000: se lo strumento è questo, il risultato non ha alcun valore.
La differenza è tutta qui.
La Canottieri Bissolati, quando deve capire cosa pensano i soci, convoca assemblee, ascolta, discute, si confronta.
Le persone parlano, si assumono la responsabilità di ciò che dicono, si guardano negli occhi.
Corazzi, ha ragione lei. Ha ragione su tutto, come sempre. Oramai prendo atto che nella definizione della sua persona si può aggiungere anche ‘esperto di informatica’. Il concetto di tuttologo a mio parere per lei è fin riduttivo, ha la soluzione per tutto e per tutti ha indicazioni, a quando un libro?
Rimane sempre su ogni cosa quel sottofondo di malafede che rende il mix ancora più convincente, il nuovo Messia.
Vedremo se alla prossima assemblea il suo Verbo verrà ascoltato, le ultime due volte l’illuminazione non è stata colta e come ben lei sa esiste un proverbio ad hoc.
Buona continuazione nel cercare del marcio ovunque, a forza di cercarlo a volte si tende fin indirettamente a produrlo ex novo.
Codazzi, lasciamo stare il “Messia”, i libri e le battute.
Restiamo sui fatti.
Io ho fatto affermazioni precise sullo strumento utilizzato: Google Forms.
Se lei le ritiene sbagliate, lo spieghi.
Spieghi a chi legge:
* come viene certificata l’identità di chi vota
* come si impediscono votazioni multiple
* come si garantisce l’immodificabilità dei dati
* quale soggetto terzo certifica il risultato
Se è in grado di farlo, lo faccia.
Se non lo è, e non lo è, allora il punto è molto semplice:
non si tratta di “Messia” o di opinioni, ma di caratteristiche oggettive dello strumento.
Io descrivo come funziona.
Lei, invece, evita il merito e si rifugia nelle battute.
La differenza è tutta qui.
Caro Socio con Memoria, mi sembra invece che di memoria non ve ne sia tanta, quando mai negli anni i consigli hanno chiesto preventivamente un parere sui lavori poi intrapresi? Le sfugge inoltre anche un particolare, i lavori del bar e del gazebo sono stati alla fine approvati dal voto assembleare quindi anche se non preventivamente sono stati avallati dai soci a cui si vede tali lavori sono piaciuti.
Il resto mi permetta è fuffa.
Cordialmente.
Codazzi
qui non è una questione di opinioni, ma di principi elementari di gestione.
L’approvazione del bilancio consuntivo non costituisce in alcun modo approvazione delle singole spese. Il bilancio fotografa ciò che è già stato fatto, non autorizza nel merito decisioni già assunte.
Sul piano imprenditoriale il punto è ancora più semplice:
sostituire beni ancora recenti e perfettamente funzionali come tavoli e sedie non è un investimento, ma un impiego di risorse che non genera alcun miglioramento economico né operativo.
In qualsiasi azienda, prima si utilizzano e si ammortizzano i beni esistenti fino al loro naturale ciclo di vita, poi si valuta la sostituzione.
Anticipare questo processo significa distruggere valore, non crearlo.
Il fatto che una spesa sia stata successivamente ricompresa in un bilancio approvato non la rende automaticamente opportuna, né tantomeno efficiente sotto il profilo gestionale.
Quanto al “si è sempre fatto così”, mi permetta: è esattamente il motivo per cui certe gestioni non migliorano mai.
Aggiungo che nel 2025 il 45% i soci ha votato contro il bilancio consuntivo mentre alla Bissolati non vi è stato un solo voto contrario.
Caro Direttore, mi permetto di seguito di pubblicare il testo integrale della mail che la società invia ai soci riguardo al sondaggio in modo che tutti possano leggere e capire di cosa si tratta.
Di certo non si può asserire che vi siano progetti in opera per 7 milioni, credo che il testo e la finalità siano ben chiare, lampanti, cristalline.
Di seguito il testo :
Comunicazioni dalla Canottieri Baldesio
Sondaggio tra i soci
Egregi Soci e Socie,
Mancano poche ore alla chiusura del sondaggio dedicato alle possibili migliorie della Canottieri Baldesio, uno strumento pensato per raccogliere le indicazioni dei soci e orientare le scelte future della Società.
La partecipazione è aperta fino al 20 aprile e richiede pochi minuti. All’interno della comunicazione trovate il link per accedere al sondaggio, mentre resta sempre possibile partecipare anche recandosi in Segreteria, con il supporto del personale.
link aggiornato
Per garantire la correttezza della consultazione, ogni socio potrà votare una sola volta e saranno effettuati controlli puntuali per evitare voti doppi o non riconducibili ai soci.
È importante sottolineare che il sondaggio ha finalità esclusivamente consultiva: i risultati serviranno a individuare le preferenze dei soci e a definire le priorità. Il progetto o i progetti più votati verranno quindi approfonditi, con richieste di preventivo e valutazioni tecniche, per essere successivamente presentati e discussi in Assemblea.
Non si tratta quindi di decisioni automatiche, ma di un primo passaggio fondamentale per costruire insieme il futuro della Baldesio.
Ringraziandovi per la collaborazione e per l’attenzione dimostrata verso la vita del Club, vi auguriamo buon proseguimento di attività presso la Canottieri Baldesio.
Cordiali saluti
Il Consiglio Direttivo della Canottieri Baldesio
Il signor Luca Codazzi scrive a nome del Consiglio Direttivo della Canottieri Baldesio? Non trovo il suo nominativo tra i consiglieri della società. A che titolo in calce al suo commento compare il Consiglio Direttivo? Qui l’unico che ci ha sempre messo la faccia, piaccia o non piaccia, è Alberto Corazzi che non è quello che ha “portato in tribunale” la Baldesio per sfizi suoi e per il gusto di metterla alla berlina. Riflettiamo sul fatto che tutte le motivazioni per cui la Baldesio è stata chiamata da Corazzi a rispondere del suo operato, l’operato del Consiglio di cui Luca Codazzi è un esponente occulto, sono state ritenute valide e corrette dai giudici. Era meglio chiudere gli occhi o girarsi dall’altra parte come pare alcuni commentatori avrebbero sperato?
Caro Altro socio Baldesio, vada pure avanti a portare le borse ed a voler far foto ricordo, a quando anche il tassista?
grazie
Codazzi,
lei pubblica l’ultimo testo ma omette di dire che non è quello iniziale del 16 aprile.
Nella prima comunicazione non c’era alcun riferimento a finalità “esclusivamente consultiva”, non si parlava di successivo passaggio assembleare, né di controlli sui voti o verifiche sull’identità dei partecipanti.
Poi è successo qualcosa di molto semplice:
i soci, nella chat della Baldesio, si sono scatenati nelle critiche.
E a quel punto il Consiglio è intervenuto in fretta:
link che non funzionava, aggiornamento del link, rassicurazione che i voti già espressi restavano validi, e solo dopo l’inserimento della parola “consultivo”.
Mi permetta: questo non è un testo “cristallino”.
È un testo corretto in corsa sotto pressione.
Nel frattempo, per “accompagnare” il sondaggio, siamo arrivati a una raffica continua di comunicazioni: ad oggi otto newsletter inviate ai soci per sollecitare la partecipazione. Anche questo è un fatto.
Ma veniamo al punto centrale, che lei continua a negare.
Nel sondaggio sono indicati interventi per circa 6,8 milioni di euro complessivi .
E la cosa ancora più singolare è che nello stesso calderone vengono messe: opere da oltre un milione di euro,
interventi da centinaia di migliaia,
e lavori da poche decine di migliaia.
Senza alcuna distinzione.
Non solo
circa 1.700.000 euro riguardano interventi di manutenzione.
Cioè obblighi gestionali.
E quindi il socio si trova a “votare” nello stesso sondaggio:
la manutenzione necessaria per non far degradare il patrimonio
e investimenti completamente nuovi.
Mi permetta: questo non è un processo decisionale, è confusione.
Infine, al di là di tutte le parole, resta un punto che non si può aggirare.
Lo strumento scelto è Google Form.
E tecnicamente Google Form non offre alcuna garanzia di correttezza del dato:
non certifica in modo certo l’identità del votante,
non consente una verifica indipendente,
e soprattutto i dati restano nella piena disponibilità dell’amministratore del modulo.
Sia chiaro: non sto dicendo che qualcuno li manipoli.
Sto dicendo che, per come è costruito lo strumento, una garanzia oggettiva non esiste.
E questo basta.
Perché su temi che valgono milioni di euro non conta quante belle parole si scrivono nella newsletter:
se lo strumento è inaffidabile, il risultato non ha alcun valore.
Il consiglio è intervenuto per rendere il testo a prova di …… visto che oramai il livello di malafede è tale che serve pure correggere dei testi che già come base erano a prova di ……
Poi, Corazzi, proprio lei si lamenta di alcune mail mandate? Lei che manda una pec ogni due giorni in media sempre con scritte le stesse cose? Lei che sono anni che ripete sempre gli stessi 3 dati presi a caso? Siamo su scherzi a parte? Ahah
Sto ridendo.
Ormai ogni volta che compare “Gino” torna il buon umore.
Poi arrivano anche “sceriffo” e “benessere radiante” e la giornata è sistemata.
Detto questo: il Consiglio sarebbe intervenuto per rendere il testo “affidabile”?
Davvero? E come lo avrebbe reso affidabile, se lo strumento utilizzato è, per sua natura, inaffidabile?
Google Forms non è uno strumento certificato, non garantisce l’identità dei partecipanti, non assicura l’immodificabilità dei dati e non offre alcuna tracciabilità verificabile.
Di conseguenza, qualunque dato venga comunicato non può avere alcun valore, perché non è né certificato né certificabile.
A mio parere Gino (quello originale, o taroccato, o finto, non saprei) con ‘testo a prova di …..’ intende altro nel senso che il significato andava palesato al massimo per togliere qualsiasi dubbio, se mai ve ne fossero stati, sul significato prettamente consultivo della cosa. Ho sentito a riguardo infatti in società versioni a dir poco bizzarre sul fine del sondaggio, ma su questo punto non mi sento di colpevolizzare il consiglio perché alcune versioni erano, diciamo cosi, da far cadere le braccia, per essere ancora educati.
Ci sono interventi che da anni attendono e che negli anni, se non si provvede adeguatamente, non fanno che peggiorare.
E quelli sulla vecchia piscina ne sono l’esempio. Non è responsabile il consiglio attuale, come Corazzi osserva, ma di certo non sono lavori che vanno sottoposti al parere dei soci. Andavano fatti molto tempo fa e ancora sono lì che aspettano mentre i problemi aumentano la loro gravità. Certo che la spesa è ingente, certo che a non tutti i soci interessa: ma se io vado alla Baldesio solo per giocare a carte, faccio un esempio, non è che tutto ciò che non riguarda il taglio dell’ erba sull’argine e il riscaldamento della palazzina del bar non sia importante! E se il sondaggio non risponde alle effettive esigenze se mi esprimo senza ammettere che la società tutta va mantenuta! Per restare all’esempio della vecchia piscina, parliamo tra l’altro di una struttura di valore storico protetta dalla Sovrintendenza. Non si sottopone a un sondaggio, si deve fare!
Socio Baldesio condivido tutto, tranne l’idea che questo Consiglio non sia responsabile.
La responsabilità è evidente:
per tre anni non è stato fatto nulla per una manutenzione seria della piscina da 33 metri, e lo dimostra il “preventivo” che oggi ci viene infilato nel sondaggio. Non si arriva all’ultimo anno a chiedere ai soci se fare una manutenzione: la manutenzione si fa, punto.
Hanno ereditato una piscina in condizioni migliori delle attuali, semplicemente perché aveva tre anni in meno. Oggi siamo qui a discutere interventi di manutenzione per 1.037.000 euro solo sulla piscina da 33 metri…
questo dice tutto sulla gestione di questi tre anni.
Ma non è incredibile che questa iniziativa arrivi solo adesso, a un anno dalla scadenza del mandato?
La domanda è molto semplice: come mai questo sondaggio non è stato fatto all’inizio del mandato?
Dopo il 45% di voti contrari sul bilancio consuntivo 2025, è lecito chiedersi se ci sia una correlazione tra quel risultato e questo improvviso sondaggio a ridosso dell’assemblea
Otto comunicazioni in 30 giorni, con newsletter utilizzate per spingere i soci a votare, danno l’idea di un desiderio spasmodico che lascia più di una perplessità.
E comunque come giustamente ha scritto lei, non si infilano le manutenzioni in un sondaggio.
Le manutenzioni si fanno. Punto.
E solo dopo, se avanzano i soldini, si possono proporre nuovi investimenti
È incredibile che arrivi solo ora! C’è sotto del marcio Corazzi! Complotto! Complotto!
Io manderei una PEC per chiedere chiarimenti sulla tempistica quantomeno sospetta, e se non rispondono entro due ore ne manderei un’altra di diffida!
Gentile socio,
non è così automatico, serve comunque una approvazione assembleare in quanto trattasi di manutenzione straordinaria e l’assemblea può anche decidere di non farlo e destinare soldi ad altre strutture.
Il discorso della manutenzione non vincola all’obbligo altrimenti come amo sempre dire avremmo le città splendenti di palazzi sempre quasi nuovi.
Il sondaggio mi è parso di capire contiene progetti di manutenzione straordinaria e progetti di miglioria, non vedo questo scandalo averli messi assieme in quanto, anzi, possono delineare una linea di tendenza tra i soci che permette di scartare a priori alcune proposte concentrandosi su altre e facendo risparmiare cosi tempo ed inutili costi di preventivazione.
Cordiali saluti
M.Luisa Bettini
Corazzi corazzi…. Stati attento….che prima o poi la corda si spezza e ti arriva in faccia…
Leggo che “Gino” adesso si firma “il vero Gino”. Cambio di pseudonimo, stessa sostanza.
La frase “prima o poi la corda si spezza e ti arriva in faccia” non è un’opinione: è una minaccia.
È un linguaggio mafioso, che non ha nulla a che vedere con un confronto tra soci.
Le minacce non mi fanno alcuna paura.
Ma non passano sotto silenzio.
Provvederò a denunciare quanto scritto ai Carabinieri, perché venga identificato chi si nasconde dietro questi pseudonimi
Esperto anche in materia mafiosa oltre che filantropo ecc. ecc.?Ma quale minaccia…su dai che quando le scrivi tu sulla chat vanno bene? Ti ricordi quella del formaggio?.
intanto risaliamo al vero Gino tramite il suo IP…
Spero che tutti questi ( ammesso che non sia sempre lo stesso/a) soci nemici di Corazzi che si permettono di minacciare e più o meno velatamente insultare vengano smascherati e siano costretti ad assumersi le loro responsabilità. Perché una cosa è discutere e argomentare educatamente pur esprimendo idee differenti mantenendo l’anonimato per salvarsi dal covo di vipere della tanto blasonata Baldesio ora caduta rovinosamente in un baratro per lo meno imbarazzante, un’altra è augurare il male agli avversari. La polizia postale potrebbe comunque risalire ai veri e falsi Gino, agli sceriffi, e a tutti quelli che offendono e augurano il male.
Ma non era a favore del consiglio attuale con tanto di voto? Bah…sto bene io che non capisco un caxxo😘
Sig.ra Germana, che catastrofismi! covo di vipere, baratro imbarazzante, insulti velati. Io da frequentatore abituale questo baratro proprio non lo percepisco, anzi, mi sembra nel complesso ben curata e non mi pare sia certo un covo di vipere.
Una curiosità infine, leggendo tutti i commenti non mi pare di aver letto insulti velati o altro, a parte uno che si poteva evitare. Mi pare anzi un dibattito costruttivo, diciamo sicuramente con parti nettamente schierate e poco inclini alla mediazione ma da lì a scrivere che vi sono insulti mi piacerebbe sapere dove li ha letti con esattezza.
Gianpaolo
Il covo di vipere sta qui, nei commenti, nelle chat di cui mi riferiscono. Il baratro è quello in cui Corazzi avrebbe trascinato la Baldesio per aver esercitato dei diritti: il tribunale gli ha dato ragione per ora. Avrebbe dovuto stare zitto? Se più giudici si sono espressi a suo favore avrebbe dovuto tirarsi indietro quando c’era qualcuno che a torto gli impediva di avere ciò che spettava a lui come a tutti noi? Tutto è iniziato con il diniego a vedere documenti che deve essere possibile consultare. Perché? Perché se tutto era in ordine? Avvisare che la corda prima o poi gli si spezzerà in faccia non è un avvertimento minaccioso, dal sapore quasi di stampo mafioso? Poi la Baldesio è un luogo bellissimo nel quale sono sempre stata bene. Il clima non è quello che si respira qui. Forse, lo dico al direttore Zanolli, meglio non dare più spazio a nient’altro che alle notizie, a quanto accade, più che alle opinioni e ai commenti.
Vai avanti a far le foto e a guardare le carte che tiri a sera meglio.
Veda lei che in chat, che poi chat non è ma è in pratica un monologo, e di una pochezza infinita aggiungo, parla, anzi, straparla, sempre solo un soggetto. Decine di soci se ne sono andati stufi di leggere sempre le stesse cose giorno e notte, tiri lei le conclusioni. Se avesse la possibilità di leggerne solo una piccola parte non esprimerebbe questi commenti.