Gentile direttore
ho letto il comunicato del Consiglio Direttivo, pubblicato anche sul suo blog, e prendo atto di due cose. La prima: il Consiglio si autoproclama, elogia il proprio operato e non si pone una sola domanda sul perché i soci lo abbiano sfiduciato. La seconda, più grave: non ha capito che il suo mandato è finito. Ed è finito non soltanto per i due bilanci bocciati, ma per come si è comportato con i soci in questi anni.
Si è presentato in assemblea indossando magliette che recavano un insulto. Ha radiato un socio che muoveva critiche. Quel socio sono io, poi reintegrato dai giudici. Ha negato ai soci il diritto di conoscere i documenti della Società, costringendoli a rivolgersi a un giudice, che ha riconosciuto quel diritto e ha condannato la Baldesio anche al pagamento delle spese. Ha denunciato quello stesso socio per un reato che il giudice ha dichiarato insussistente, con la formula «il fatto non sussiste». Non sono opinioni: sono cinque provvedimenti, firmati da sette giudici diversi, tutti contro il Consiglio.
Ed è con stupore che prendo atto che le dimissioni siano arrivate solo nove giorni dopo la sfiducia dell’assemblea e soltanto dopo che i soci avevano annunciato la raccolta di firme per convocare un’assemblea straordinaria con all’ordine del giorno la revoca del Consiglio Direttivo.
In cinque pagine non c’è una riga di autocritica. Io mi limito a far parlare i numeri.
- Il «patrimonio cresciuto» e il «debito ridotto» non sono meriti di questa gestione.
Il debito che cala — i mutui I.C.S. 2010, 2012 e 2017 e il prestito chirografario del 2020 — è interamente debito ereditato dalle gestioni precedenti, e si restituisce secondo un piano d’ammortamento deciso anni fa: pagarne le rate è il semplice scorrere del calendario, non una scelta di gestione. L’unico debito nuovo, semmai, lo ha acceso questa gestione: i 300.000 euro del punto 6. Quanto al «patrimonio», è fatto in larga parte di beni immobili e impianti — circa 15 milioni a bilancio — non di denaro disponibile. Con il patrimonio non si pagano gli stipendi né si sistema una piscina: quelli si pagano con la cassa.
- La cassa — ciò che il Consiglio controllava davvero — è andata all’opposto: dal segno più al segno meno.
La liquidità è passata da +247.000 euro (fine 2022) a −213.000 euro (fine 2025): oggi i conti correnti sono in rosso presso due istituti, la Banca Popolare di Cremona e la Banca Popolare di Sondrio. Nello stesso periodo l’accantonamento annuo al fondo di riserva ordinaria — il vero motore che alimenta il patrimonio — si è ridotto di due terzi, da 419.000 a 142.000 euro, mentre i costi complessivi salivano di quasi mezzo milione. Una ricchezza che si consuma, non che si crea.
- Centocinquantaduemila euro di arredi per il bar; e la piscina storica, invece, messa a sondaggio.
Negli ultimi due anni la voce «arredi e apparecchiature» è cresciuta di 152.804 euro: il Consiglio stesso rivendica «l’ammodernamento della zona ristorante con nuovi arredi, nuovi colori e nuova illuminazione», locali peraltro dati in gestione a terzi. Ma quegli arredi non erano indecorosi: erano recenti, acquistati dai Consigli precedenti con la ristrutturazione della club house, e nessun socio se ne era lamentato. Quei 152.000 euro potevano essere destinati alla piscina storica da 33 metri; invece, sui lavori di quella piscina il Consiglio ha chiesto ai soci un parere con un sondaggio, un parere su interventi che un’amministrazione esegue, non sottopone al voto. È una questione di priorità.
- Il «risparmio» sul personale non c’è stato: nel 2025 il costo del lavoro è il più alto del decennio.
Il direttore è stato licenziato nel 2023 e mai sostituito: la sua sola uscita avrebbe dovuto far risparmiare circa 50.000 euro l’anno. Eppure nel 2025 il costo del personale ha toccato 425.876 euro, +18,5% sul 2022, con i buoni pasto più che raddoppiati (da 12.098 a 27.209 euro). Il motivo è scritto nei verbali: ventidue interventi sul personale in trenta mesi — promozioni, passaggi di livello, aumenti, welfare, fino a una quarta impiegata in segreteria — approvati quasi tutti all’unanimità, con un solo voto non unanime. Un organico non si governa così: distribuire aumenti a pioggia, senza una politica retributiva mirata, fa crescere i costi fissi, non la motivazione. Il risparmio annunciato non si è mai visto.
- E sopprimere il direttore non è una razionalizzazione: è togliere la guida alla macchina.
Il direttore è la figura che coordina e controlla il lavoro di tutti. Eliminarla, senza sostituirla, significa scaricarne i compiti sul personale rimasto, fino ad affidare il coordinamento degli operai a uno degli operai stessi: di fatto, metterli a controllare se stessi. Non è un risparmio, è un vuoto di governo e i conti lo confermano perché il costo non è sceso ma salito. Il paragone, a parità di città, è eloquente e si basa sui documenti pubblici della società consorella: la Canottieri Bissolati gestisce oltre mille soci in più mantenendo il direttore e una segreteria di tre persone, contro le quattro della Baldesio. Quando c’è chi organizza, servono meno persone per fare di più.
- Sul fotovoltaico i soci avevano scelto «sì, ma senza debito». Il Consiglio ha fatto il contrario, da solo.
Il 21 giugno 2025 l’assemblea aveva approvato la formula ESCO: una società di ingegneria finanzia gli impianti e rientra negli anni con i risparmi, senza un euro di debito per la Baldesio. Ritiratosi il partner nel febbraio 2026, il Consiglio non ha informato i soci: ha deliberato da solo, con il verbale del 22 aprile, il ricorso a un finanziamento bancario chirografario di 300.000 euro presso BPER Banca (84 mesi, tasso variabile) — mai votato dai soci, neppure inserito nel sondaggio — e ha installato i pannelli anche dopo il no dell’assemblea del 6 giugno.
C’è un ultimo fatto che dice molto. Il Consiglio stesso ha dichiarato, sul proprio sito ufficiale, di raggiungere il 70% dei soci con newsletter ed email: per sua stessa ammissione, dunque, il restante 30% — quasi mille soci — non riceve quelle comunicazioni. E intanto le spese postali della Società sono crollate da 7.781 euro (2023) a 852 (2025): l’invio della convocazione a casa è stato di fatto soppresso. Per far sapere ai soci che l’assemblea si teneva, siamo stati noi soci a pagare di tasca nostra tre inserzioni sul quotidiano La Provincia. In una società che possiede beni per quindici milioni di euro, sono i soci a doversi pagare la convocazione.
Avremmo voluto spiegare questi numeri in assemblea. Non ci è stato permesso: a chi presentava i conti, mezz’ora senza limiti; a noi soci, due minuti a testa, con il microfono staccato allo scadere e il diritto di replica negato. Otto interventi: sedici minuti di confronto tra i soci e chi ha amministrato per un anno. È questa la democrazia? Se avessimo potuto spiegare come si legge quel bilancio, forse quel comunicato non sarebbe stato scritto così.
Una cosa, invece, la dico con orgoglio: il risultato dell’assemblea del 6 giugno. La maggioranza dei soci presenti ha respinto sia il consuntivo sia il preventivo, la gestione e la visione di questo Consiglio. Quei numeri restano, e non si possono cambiare. Questo Consiglio se ne va; il prossimo sa già, almeno, quale strada non dovrà percorrere.
La mia parola, allora, va ai giovani. Il patrimonio che abbiamo il dovere di consegnarvi non è fatto di tavoli, di sedie, di muri; e non è fatto neppure di trampolini, di piscine, di campi da tennis: quello è soltanto il guscio. Il vero patrimonio della Baldesio è fatto di valori — rispetto, educazione, condivisione, amicizia — e di un modo di stare insieme in cui le regole valgono per tutti allo stesso modo. Sono valori che vanno coltivati ogni giorno: il rispetto per i soci, la capacità di accettare le critiche, la volontà di aprire il dialogo invece di chiuderlo. Custoditeli. E partecipate: alla prossima assemblea, quella che eleggerà il nuovo Consiglio, venite numerosi, non lasciate ad altri la vostra casa. Noi abbiamo fatto la nostra parte: ora il testimone è vostro.
Alberto Corazzi
socio A.S.D. Canottieri Baldesio
Nella foto centrale la piscina storica della Baldesio

41 risposte
Rispetto, educazione, condivisione, amicizia….quello che avete portato voi negli ultimi 4 anni e che, sicuramente, porterà il nuovo consiglio….voi avete fatto la vostra parte…e sicuramente se ne sono resi conto tutti negli ultimi 4 anni e più….quindi, a questo punto, non ci resta che ringraziarvi, certi che il vostro lavoro di sentinelle della legalità e per il bene supremo della Baldesio continuerà di sicuro. Siamo certi che il prossimo Consiglio farà tutto in modo più che perfetto, ad iniziare dal ripristino delle fantastiche ortensie alla potatura dei rami in Novembre per la quale avete chiamato la Forestale e via discorrendo…perché, in caso contrario, ovvero, se le PEC in segreteria dovessero di colpo cessare, poi un paio di domande uno se le fa….Ringraziamo ancora il Socio storico (Ninola, Petile e Pepe Mola si rivolterebbero nella tomba…) e i suoi accoliti….per quanto riguarda la distensione e il ritorno alla cordialità in Baldesio mi sa che si debba attendere ancora un bel pò comunque..
Geometra, il nuovo consiglio comincerà dalla cassa che le ricordo è in ROSSO di 213.000 euro. (con relativi interessi passivi)
Corazzi ripeta piu volte con me, cassa non è uguale a flusso di cassa, sono due cose diverse, su dai, cassa non è uguale a flusso di cassa. Il nuovo consiglio parte da una cassa e da un flusso di cassa che non possono essere gli stessi del 2025 in quanto sono dati che variano con il tempo. Qui siamo sul serio all’ABC della contabilità, forse anche prima.
Dai su, ripetiamo assieme……
Alcuni bene informati parlano di un’altra società canottieri che avrebbe 650.000 euro di debiti da sanare. Pensi lei quanto è grave la situazione a destra e a sinistra dei nostri ponti sul Po.
Quale sarebbe la “società canottieri che avrebbe 650.000 euro di debiti da sanare”?
E’ un problema loro ; se è curioso, si informi… Farà un po’ fatica. L’informazione controllata non le sarà di aiuto.
di sicuro non è la Bissolati che sul conto corrente al 31.12.2025 aveva + 751.000
Quindi la Bissolati è diventata una banca? Nello statuto come Core Business ora presta i soldi e non è più asd? E comunque un saldo di conto corrente non vuol dire nulla, per chi mastica un minimo ma proprio minimo di contabilità.
Lasci stare Ninoola, Petile e Pepe Mola! E potrei aggiungere molti altri nomi di persone che hanno fatto la Baldesio perché per motivi anagrafici me li ricordo tutti. Dario Ferrari, il ragionier Soldi… Per non dimenticare come tutti quanti ricavano dritto con Matteo Marussich. Mi creda: loro come molti altri è da mo’ che si stanno agitando! Come avrebbero reagito di fronte al consiglio che al completo indossa delle magliette volgari? Come avrebbero reagito di fronte a un presidente che partecipa a una rissa (verbale) al bar? Questo solo per fare alcuni esempi… Meglio che non si avventuri egregio signore perché sono i soci che non dovrebbero dimenticare e che avrebbero dovuto fin da subito chiarire che alla Baldesio simili comportamenti non sono accettabili, così come anche altrove: si tratta di educazione, semplice educazione. Un valore che c’era e che tutti rispettavano, dai bambini agli anziani.
….simili comportamenti solo dal Consiglio, ovviamente! La rissa verbale al bar? Mi risulta, oltretutto da testimoni “anti Guadagnoli”, che il presidente è stato attaccato (verbalmente), minacciato invitandolo a “venire fuori” mentre gli si urlava a un centimetro dalla faccia, e non ha reagito…cara signora, io ho conosciuto personalmente tutti i personaggi citati….sicuramente non sono personaggi a livello della “sana opposizione” che abbiamo assistito in questi anni….poi, sinceramente, sono stufo di ste menate….ognuno resta della propria opinione e non sarà un nuovo Consiglio a risanare fratture interne ormai più che consolidate….i miei ossequi.
Ha ragione. Anche io sono stufa di menate di questo e di altro genere. Quindi io la pianto qui. Con una piccola precisazione: non è questione di essere pro o contro, e conoscendo i protagonisti della vicenda del bar sinceramente. IO C’ERO. se si basa sulle solite “voci” mi domando come possa credere, visti i loro temperamenti opposti. Come il socio Nicola Persico ha scritto mettendo nero su bianco e firmando con nome e cognome, i fatti si sono svolti diversamente da come le hanno riferito. E con la coda delle pressioni su Monfardini perché non ci fossero conseguenze a carico del Presidente. Non creda ai ” i m’ha dit” …
Ognuno crede a quello che vuole credere, anche di fronte all’ evidenza. Soprattutto se ci si basa su quello che viene riferito.
Concordo con te
Buongiorno Sig. Corazzi, leggo sempre con interesse tutto quanto viene scritto e se su alcuni punti sono in accordo, ad esempio quello di gestione dell’ultima assemblea, su altri lo sono meno, ad esempio quando si appella ai giovani. Quelli che erano in chat li ha in pratica tutti bannati per opinioni diverse dalla sua, spera ora vengano in assemblea ? Frequento spesso il tanto bistrattato gazebo e non mi pare lei abbia trovato molto seguito tra essi, anzi, mon esagero se dico che lei non sia in zona una persona ben gradita. Belle parole quindi amicizia, armonia e altro ma forse doveva pensarci prima perché ora è tardi ed i giovani con tutti i difetti che hanno temo abbiano pure quello di non dimenticarsi tanto facilmente. E questo è un peccato, forse se avesse tenuto lei per primo i toni e comportamenti in un altro ambito ora la situazione sarebbe ben diversa.
Cordiali saluti
Mariella Rossi
Gentile signora Rossi,
La ringrazio per l’attenzione con cui mi legge e per la cortesia del tono: che almeno sull’assemblea ci si ritrovi, mi fa piacere.
Lei scrive che non sarei persona gradita. Può darsi; ma il gradimento è un sentimento, non una sentenza. Anche il Consiglio non mi gradiva e mi ha radiato. Senonché i giudici, che pesano i fatti e non le simpatie, mi hanno reintegrato: cinque provvedimenti, sette magistrati diversi. Come dicevano i latini, amicus Plato, sed magis amica veritas (mi è amico Platone, ma assai più amica la verità)
Quanto al gazebo che Lei frequenta, le confesso che ogni volta che vi passo non vi trovo che sorrisi. Ma né un gazebo né una chat sono tribunali: il verdetto che conta lo emette l’assemblea. E il 6 giugno la maggioranza ha respinto consuntivo e preventivo, costringendo il Consiglio a dimettersi nove giorni dopo. Numeri messi a verbale, non chiacchiere di cortile: e i numeri, a differenza delle simpatie, non si cambiano.
Con distinti saluti confidando che Lei, persona attenta, sappia distinguere ciò che è gradevole da ciò che è giusto.
Che dire di questa analisi? Perfetta! Documentata e particolareggiata.
Asimov ci farebbe un nuovo libro.
Ora Corazzi non può non presentarsi candidato presidente della Baldesio, altrimenti sarebbe una farsa.
Per quello servirebbe coraggio.
Ora basta, Corazzi! La ringrazio per aver scoperchiato il pentolone, a volte in modo esagerato e troppo insistente, ha vinto su tutta la linea. A questo punto, o si candida o lascia che altri lavorino in pace senza la spada di Damocle sulla testa. Riconosco i suoi meriti, ma è il momento di ritirarsi o di presentarsi come ha sempre fatto a viso aperto.
Certo che il Sig. Corazzi a mistificare la realtà a suo uso e consumo vedo che ci prende gusto ma deve stare attento perché ci sono soggetti che ricordano anche il passato, come ad esempio il sottoscritto.
– Corazzi parla di un prestito richiesto senza chiedere il permesso.
A parte che lo statuto, sempre lo stesso statuto di cui il Corazzi si riempie sempre la bocca in sua difesa, lo permette, permette infatti al consiglio di compiere operazioni straordinarie e se non ne è a conoscenza (strano però dopo anni che massacra tutti) consiglierei un ripasso, ora però lo stesso Corazzi si rivela di parte perché omette, volutamente, che lo stesso strumento è stato usato dal precedente consiglio Arisi per tamponare gli extra costi di ristrutturazione del bar (1 preventivo ed affidamento a ditta di proprietà socio Baldesio ma li quindi tutto bene). Extra costo di ben 500000 euro di cui non è mai stata documentazione seppur richiesta più volte al socio Cerra (ohibo’ quindi mica ha iniziato questo consiglio a non far vedere le carte!? 500000 euro di extracosto poi tutto a posto? Nessuno disse nulla, strano, a si ma non era questo consiglio quindi tutto bene).
– Corazzi sminuisce il debito che cala ma allora li deve mettere un poco di ordine alle sue critiche perché, uno o due anni fa, il suo motto principale di critica era che il consiglio non aveva i soldi per pagare i mutui, ora invece salta fuori che li hanno pagati, quindi Corazzi cosa facciamo? Ci rimandiamo la critica del tempo? Se non si ricorda se vuole ho ancora degli screenshot a tema per rinvigorirle la memoria.
Avrei anche altri punti ma poi non voglio rubare troppo le caramelle ai bambini per cui mi fermo qui, tutto quanto scritto da me è comunque agli atti della Baldesio, se qualcuno vuole approfondire. Cerra stiamo ancora attendendo una sua risposta in merito si ricorda di darla?
Comunque per la Baldesio sono contento perché si aprono tempi di gioia felicità ed ottima gestione in quanto i lettori possono ben giudicare gli attori in gioco.
Un nuovo Eldorado per la Baldesio, evviva.
Codazzi (nome di fantasia?)
non mi servono i Suoi screenshot: a risponderle basta una riga del bilancio 2025.
Domanda:
Se la riserva ordinaria (l’utile dell’anno) ammonta a 142.000 euro, e le quote di mutuo da rimborsare nello stesso anno sono 389.000, con quali soldi è stata pagata la differenza di 247.000?
L’aiuto io dai…
con soldi che la gestione non aveva.
Sono usciti dalla cassa, scesa di altri 102.000 euro fino a meno 213.000, con i conti correnti in rosso presso due banche. E un conto in rosso ha un nome solo: debito.
Nessuna contraddizione, dunque. Le bastava leggere una riga.
Sul resto non mi soffermo: non merita risposta, come comprenderà chiunque legga i Suoi commenti.
Non merito risposta perché caro Corazzi non avrebbe risposte da darmi che non facciano cadere l’asino, molto semplicemente, quindi sceglie di non rispondere dando così conferma di quanto scritto.
La saluto e ripeto se vuole le giro gli screenshot di quello e di tanto altro che è agli atti, ci sono ancora in giro ad esempio i simpatici suoi video sull’ex consgilere del nuoto, carini, a parti invertite altro che tribunali.
Chi ha letto il bilancio sul giornalino sa che i 142.000 euro non sono “i soldi che la gestione aveva”: sono l’accantonamento finale al fondo di riserva, calcolato dopo aver già sottratto gli ammortamenti. Gli ammortamenti, oltre 200.000 euro,non escono dal conto corrente: registrano il consumo di impianti e attrezzature già pagati negli anni passati.
La cassa generata dalla gestione ordinaria è stata 349.000 euro, più del doppio di quanto scritto.
Le rate dei mutui si pagano con quella cassa.
Quando non basta a coprire insieme le rate e gli investimenti nuovi, il saldo del conto scende: è esattamente quello che succede quando si decide di investire usando il debito. Non è un segnale di gestione in perdita, è la conseguenza normale di una scelta finanziaria deliberata.
Come ha già scritto il Sig. Codazzi: cassa e flusso di cassa sono due cose diverse.
Confonderle è l’ABC della contabilità, ma in direzione sbagliata.
Resta una domanda senza risposta: il Sig. Codazzi ha sollevato questioni precise sulla gestione dei consigli precedenti. Corazzi non ha risposto nel merito. Chissà perché.
Nel 2022 la riserva ordinaria era 419.246 euro contro rate mutui di 347.216: copertura 120%. Nel 2025 è 142.498 contro 380.367: copertura 37,5%. Questa non è un’opinione, è il rendiconto finanziario ufficiale della Società. Il tracollo è certificato dagli stessi documenti che il Consiglio ha firmato.
Quanto all’accusa di confondere cassa e flusso di cassa la cassa finale a -213.491 euro e il flusso negativo a -102.505 euro. Chi non sa leggere un bilancio in questa conversazione non sono io.
Non ha risposto a questo.
Resta una domanda senza risposta: il Sig. Codazzi ha sollevato questioni precise sulla gestione dei consigli precedenti. Corazzi non ha risposto nel merito. Chissà perché.
Il rendiconto finanziario ufficiale (quello firmato dai Revisori e pubblicato sul giornalino) parla chiaro.
La liquidità generata dalla gestione reddituale nel 2025 è stata 365.000 euro, non 142.000: quella è solo la quota accantonata a riserva ordinaria, una delle componenti di quella liquidità.
Le quote dei mutui rimborsate nel 2025 ammontano a 389.000 euro.
La cassa scende perché si è scelto di investire, non perché la gestione ordinaria sia in perdita.
Un flusso di cassa negativo dopo anni di investimenti straordinari non è un “tracollo”, è aritmetica.
Come ha già scritto il Sig. Codazzi: cassa e flusso di cassa sono due cose diverse.
I documenti firmati dai Revisori lo confermano, per chi li legge per intero.
Resta una domanda senza risposta: il Sig. Codazzi ha sollevato questioni precise sulla gestione dei consigli precedenti.
Corazzi non ha ancora risposto nel merito. Chissà perché.
Egregio direttore buongiorno,
rubo la sua ospitalità sul blog per chiederle, se lo ritiene interessante, di approfondire una cosa: gira in società oramai da tempo una voce sulla presunta esistenza di un documento dove sono elencate diciamo così le varie marachelle fatte in passato dai vari consigli che si sono succeduti nel tempo, potrebbe con le sua influenza andare a fondo a questa cosa? Pare vi sia un elenco di persone fatte entrare come socie pagando quote forfettarie ‘da amico’ e tanto altro, stipendi fatti passare come rimborsi benzina, rimborsi spese girati come compensi che dovevano essere gratuiti e chi più ne ha più ne metta.
I soci Baldesio credo meritino chiarezza su questi punti perché si predica correttezza e rispetto delle regole ma se poi questi sono i fatti butta molto male.
Magari sa è una voce da massaia ma si ricorda cosa diceva il compianto Senatore Andreotti ? Che a pensar male si fa peccato ma il più delle volte ci si azzecca.
Vorremmo quindi sviluppi, da buona massaia sono curiosa e poi come ben sa quando si gioca a carte si chiacchiera e questo sarebbe un bell’argomento.
Le auguro una buona giornata.
Giusy
Un classico: c’è una massaia che lancia il sasso e nasconde la mano! Come tutti gli anonimi che circolano sul blog.
Nello stagno a volte un sasso può provocare uno tsunami.
E temo che questo non sia un sasso ma un macigno.
Chi vuol intendere intenda.
A conti fatti gli ultimi due Consigli sono stati i più disastrosi…. Sono d’accordo sul fatto che venga fatta chiarezza anche sulla passata gestione, le voci sono troppe per non essere verificate e si continua a batter cassa per la verità. Aldilà di aspetti penali, che non rientrano certamente nel perimetro, sarebbe il malcostume… a farci navigare… nell’offesa di aver tradito la fiducia dei Soci.
Chi sa, parli.
Commento ed opinione da applauso ma sa, se si indaga sul penultimo consiglio poi cade tutto il castello di critica creato dal Corazzi sulla legalità, sul rispetto dello statuto, sui revisori che devono controllare, sui finanziamenti che devono passare da assemblea ed altro di sentito negli anni….e dopo anni di critica aspra risulterebbe imbarazzante per questi attori far cadere tutto non trova? Lo stesso Cerra a cui già il penultimo consiglio aveva negato la documentazione ora fa spallucce, sul serio vogliamo consegnare la Baldesio a gente con questa coerenza? Sul serio vogliamo consegnare la Baldesio a gente che prima crea video ad personam con musichetta e ritornello spendi e spandi e poi come se nulla fosse diventano amici per la pelle solo per far cadere il consiglio? Non mi dilungo oltre perché la lista non è lunga, è quasi infinita.
Luca….hai fatto il riassunto perfetto…anche se ti sei dimenticato alcune cose…utilizzo privato di pulmino Baldesio per gita Gardaland per esempio…prezzo speciale per festa di capodanno…
Poi Cerra… ti prego lasciamolo al benessere radiante
Codazzi, i castelli li costruisce lei. Io ho le sentenze.
Cinque pronunciamenti del Tribunale di Cremona, tra il dicembre 2024 e l’aprile 2026, sette giudici diversi, tutti in senso sfavorevole al Consiglio che lei difende. Non è un’opinione: sono fascicoli processuali.
Giudice Benedetta Fattori, 23 dicembre 2024: ha ordinato alla Baldesio di consegnare ai soci la documentazione richiesta, condannando l’Associazione alle spese. La linea difensiva del Consiglio è stata definita testualmente «generica pretestuosità».
G.I.P. Elisa Mombelli, 26 giugno 2025: ha rigettato la richiesta di archiviazione e disposto la prosecuzione del procedimento penale a carico di Guadagnoli e altri sette consiglieri per diffamazione aggravata. La condotta dei consiglieri è stata qualificata «certamente biasimevole e, in questo caso, inutilmente dileggiante».
G.I.P. Pierpaolo Beluzzi, 16 gennaio 2026: ha archiviato la querela che il Consiglio aveva presentato contro di me. Formula testuale del dispositivo: «il fatto non sussiste».
Giudice Daniele Moro, 15 febbraio 2026: ha sospeso la mia esclusione deliberata dal Collegio dei Probiviri, giudicando cinque dei sei capi di addebito «manifestamente generici» e «inesatti». La condotta del Consiglio è stata qualificata «abuso del diritto o comportamento contrario al principio di buona fede in senso oggettivo».
Collegio Milesi-Gradi-Meloni, 29 aprile 2026: ha rigettato integralmente il reclamo proposto dalla Baldesio contro l’ordinanza Moro. Le allegazioni del Consiglio sono state definite «inammissibile integrazione postuma della motivazione della delibera». La Baldesio è stata condannata al raddoppio del contributo unificato per soccombenza pretestuosa.
Questo è il castello Codazzi. Non crolla: è già crollato, aula per aula, giudice per giudice.
Corazzi stia nel merito degli argomenti, o è troppo difficile? Sembra alla lunga un triste disco rotto, ci sono domande a cui non risponde, chissà come mai, delle sentenze al socio Baldesio frega come il due di picche in un mazzo da briscola, risponda e stia sul tema di quanto le viene chiesto altrimenti uno le risposte se le dà già in automatico da solo.
Salve. Una cosa al di là di tutto e delle simpatie pro o contro….per farla in breve: il Consiglio ha dato le dimissioni…Corazzi ha ottenuto quello che voleva….adesso però, non pago, continua…esposto ai revisori, vuole la testa dei Probiviri…vuole radiare il Consiglio dimissionario se vince la causa….basta, per Dio!! Basta…oggi altro articolo su La Provincia..al di là della solita risposta “i giudici mi hanno dato ragione!” e “i soci han votato contro il bilancio!”….quanti? 370? quelli che sono…cmq a fronte di 3.200 soci….ma, a un certo punto, c’è qualcosa che si chiama BUONSENSO che dovrebbe trionfare…invece è un continuo cercare la polemica su tutto, scagliare frecciatine….ora si fa propaganda per i candidati al Consiglio graditi a Corazzi….perché a questo punto, se salissero persone a lui non gradite ricominciamo da capo….ci vuole il tanto proclamato rispetto verso tutti quei SOCI (e sono tanti, mi creda…) che ne han fin sopra i capelli…il clima in Società è sempre più teso….diamocene un taglio, per cortesia! Ha vinto lei, ora basta! Tanto, immagino già la risposta…che tanto lei ha sempre ragione, ecc, ecc..
Rispondo solo sull’ultimo punto.
cinque sentenze, sette giudici, hanno stabilito che le mie azioni riguardavano violazioni di diritti, accesso agli atti negato, esclusione abusiva, condotte qualificate come contrarie alla buona fede. Non antipatie personali. Diritti.
Chiunque salga al prossimo Consiglio, amico, nemico o sconosciuto e rispetti lo Statuto, il Regolamento e i diritti dei soci, di Alberto Corazzi non sentirà nemmeno parlare. Se invece chiunque salga, compresi gli amici, dovesse violare i diritti dei soci, farò esattamente quello che ho sempre fatto: chiedere che vengano rispettati. Come i giudici hanno accertato essere mio pieno diritto fare.
Vedi come sopra, disco rotto. Parecchie domande che le sono state fatte meritano risposta, il non rispondere nel merito vuol dire solo una cosa, che è cascato l’asino, Benedetta Fattori o meno.
no caro codazzi. Nessun meno davanti giudice Fattori…
Siamo in Italia (non a Kabul) e la parola di sette giudici cui lei fa orecchie di mercante mettendo i suoi meno seppellisce per sempre tutte le sue illazioni velenose
si rassegni ..
…abbiamo capito….ma che palle con sto Kabul!!