Baldesio. La storia vera e documentata delle ammissioni di soci a tariffe agevolate

9 Settembre 2026

Le carte contro il prospetto anonimo diffuso il 9 settembre 2026 a tre giorni dal voto. Cinquant’anni di consuetudine, sette anni di certificazioni dei Revisori, una sola assemblea sovrana: la storia vera delle ammissioni agevolate, documenti alla mano

Nella mattinata del 9 settembre 2026, a tre giorni dall’assemblea elettiva convocata per sabato
12 settembre 2026, è comparso in circolazione tra i soci della Canottieri Baldesio un prospetto
intitolato «Elenco ammissioni tassa ridotta (senza nominativo)». Il documento elenca, per il
periodo 2012-2020, ventitré ammissioni di soci a tariffa agevolata, indicando per ciascuna il
settore sportivo, l’anno, l’importo pagato, l’importo ordinario previsto, la data della delibera
consiliare e il nominativo del presidente deliberante. I nominativi dei soci beneficiari sono
oscurati; i nominativi dei presidenti, Francesco Sanfelici, Mario Ferraroni e Stefano Arisi, sono
lasciati in chiaro. Tra essi, quello di Sanfelici, oggi candidato alla medesima assemblea
elettiva.

Chi scrive, socio Alberto Corazzi, ha ricostruito la vicenda sulla base esclusiva di documenti
sociali ufficiali: il Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo, il Libro dei Verbali del Collegio dei
Revisori dei Conti, i bilanci pubblicati sul periodico sociale, la corrispondenza PEC con la
Società. Ogni affermazione contenuta in queste pagine poggia su un documento identificato per
data e collocazione, che l’autore è in grado di esibire e, ove richiesto, di allegare. Lo scopo è uno
solo: mettere ogni socio in condizione di giudicare con le carte, non con le suggestioni, e
restituire ai presidenti che hanno guidato la Baldesio l’onore del loro operato, che un foglio
anonimo vorrebbe mettere in discussione a settantadue ore dal voto.

La consuetudine: origine, finalità, natura collegiale

Le ammissioni a condizioni economiche agevolate non sono un’invenzione recente né
l’iniziativa di un singolo presidente. Si tratta di una consuetudine praticata fin dagli
anni Settanta, nata per agevolare l’ingresso nella compagine sociale di atleti che avevano dato
anni della propria vita alla Baldesio, spesso figli di famiglie operaie, in ragione dei risultati
sportivi conseguiti difendendo i colori sociali e della specchiata moralità. Il prospetto oggi in
circolazione, del resto, lo conferma da sé: copre tre presidenze diverse e quasi un decennio di
delibere e le agevolazioni sono sistematicamente riferite ai settori agonistici (nuoto,
canottaggio, canoa, tennis).

Va inoltre chiarito che il prospetto fotografa esclusivamente i dati che sono stati forniti, cioè la
finestra temporale degli ultimi quindici anni indicata nell’istanza che ne ha occasionato la
formazione: la consuetudine è ben più antica, e uno spoglio dei libri sociali dei cinquant’anni
precedenti restituirebbe, con ogni evidenza, la stessa fisionomia, con altri consigli, altri
presidenti e altri atleti. È proprio questo il tratto distintivo di una consuetudine: attraversa le
gestioni, non appartiene a nessuna di esse.

Sotto il profilo formale, ogni ammissione agevolata è stata assunta con delibera del Consiglio
Direttivo, come lo stesso prospetto documenta indicando per ciascuna posizione la data della
delibera. Le delibere di ammissione sono, per statuto, atti collegiali dell’organo amministrativo: vi concorrono il presidente, il vicepresidente e i consiglieri, sotto la vigilanza del Collegio dei
Revisori dei Conti che partecipa alle sedute. Attribuire tali decisioni al solo presidente pro
tempore, come fa il prospetto, restituisce una rappresentazione parziale e personalizzata di
scelte che furono, in ogni singolo caso, dell’intero Consiglio.

Una prassi scritta nei bilanci e approvata dalle assemblee

La consuetudine non è mai stata occulta. Le tasse di ammissione agevolate transitavano ogni
anno nei bilanci sociali come voce autonoma. Il conto economico consuntivo 2021, pubblicato
sul periodico sociale Baldesio Notizie n. 1 dell’aprile 2022 (spedito per posta, all’epoca, a casa di
ogni socio), espone tra i ricavi la voce «Tasse di ammissione nuovi soci», articolata in «Da
Ragazzi ad Ordinari» (€ 38.300), «Coniugi – Atleti – Figli» (€ 75.250) e «Nuovi Soci» (€
86.000). La categoria degli atleti ammessi a condizioni particolari era dunque esposta, distinta e
leggibile da chiunque, e ogni anno l’assemblea dei soci approvava quei bilanci: il consuntivo
2021 fu approvato dall’assemblea del 14 maggio 2022 con 155 voti favorevoli e 5 contrari.

Sette anni di certificazioni: che cosa hanno scritto i Revisori dei Conti

Il Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori consegna una sequenza impressionante per
continuità e univocità. Tre diversi collegi, sette esercizi consecutivi, un solo giudizio.
Bilancio 2018 (relazione del 12 aprile 2019, Revisori Edoardo Potenza, Paolo Ferrari, Michele
Modesti): le azioni deliberate dagli organi sociali «sono conformi alla legge ed allo statuto
sociale e non sono manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interesse o
tali da compromettere l’integrità del patrimonio dell’associazione».
Bilancio 2019 (relazione dell’11 maggio 2020, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): i Revisori
attestano «l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della legge e dello Statuto sociale»
e «l’assenza di irregolarità, omissioni, fatti censurabili od eventi che debbano essere segnalati
all’Assemblea».
Bilancio 2020 (relazione del 28 aprile 2021, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): identica
attestazione di osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati» e di assenza di irregolarità.
Bilancio 2021 (relazione dell’11 aprile 2022, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): ancora una
volta, «l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della legge e dello Statuto» e
«l’assenza di irregolarità, omissioni, fatti censurabili od eventi che debbano essere segnalati
all’Assemblea».
Bilancio 2022 (relazione del 24 marzo 2023, Revisori Alberto Lancetti, Mario Ruggeri,
Michele Modesti): il Collegio, che ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio Direttivo,
rileva «la piena osservanza delle regole».
Bilancio 2023 (relazione del 2 maggio 2024, Revisori Ruggeri, Modesti, Angelo Pirali): «non si
rilevano irregolarità, omissioni od eventi che debbano essere segnalati all’Assemblea».
Bilancio 2024 (relazione del 16 maggio 2025, Revisori Ruggeri, Modesti, Pirali): «Abbiamo
vigilato l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della Legge e dello Statuto sociale.
Sulla base di quanto emerso, non si rilevano particolari irregolarità, omissioni od eventi che
debbano essere segnalati all’Assemblea».
Sette esercizi, sei professionisti succedutisi nel Collegio (Potenza, Ferrari, Modesti, Lancetti,
Ruggeri, Pirali), la formula «usi e prassi consolidati» ripetuta come un sigillo. Chi oggi insinua
irregolarità nelle ammissioni agevolate deve spiegare ai soci come mai nessun organo di controllo, in sette anni di vigilanza esercitata partecipando a tutte le riunioni del Consiglio,
abbia mai segnalato alcunché all’Assemblea.

Il presidio dell’organo di controllo: il rilievo del 4 novembre 2019

C’è di più, e depone ulteriormente a favore della correttezza del sistema. Il Collegio dei Revisori
non si limitava a certificare: vigilava nel merito, e quando ravvisò un profilo da sistemare lo
mise a verbale. Nel verbale della verifica periodica del 4 novembre 2019 (Libro dei Verbali del
Collegio, pagg. 78-79, Revisori Ferrari, Modesti e Potenza) si legge che, esaminati gli ultimi
verbali consiliari, il Collegio rilevò che nel Consiglio Direttivo del 24 luglio 2019 era stata
deliberata la concessione di «una quota di ingresso ridotta a particolari soggetti (ex atleti e
collaboratori con determinati curricula)» e, richiamato l’art. 34 dello Statuto, per il quale tassa di
ammissione, quote sociali e contributi «sono determinati dall’Assemblea per ogni categoria di
soci», evidenziò «tale anomalia al Consiglio Direttivo, invitandolo a porvi rimedio». Copia del
verbale fu consegnata al Presidente perché la portasse a conoscenza del successivo Consiglio.
Questo documento è decisivo per due ragioni. La prima: dimostra che il sistema dei controlli
funzionava, che nulla avveniva all’insaputa di nessuno e che la questione fu qualificata
dall’organo di controllo per quello che era, un’anomalia di competenza formale (la
determinazione delle tariffe spetta all’Assemblea), non un illecito, non un’appropriazione, non
un fatto censurabile: tanto è vero che gli stessi Revisori, nelle relazioni ai bilanci di quegli anni,
continuarono ad attestare l’assenza di irregolarità da segnalare all’Assemblea. La seconda: segna
l’inizio del percorso di regolarizzazione che condusse, per tappe trasparenti, alla proposta
statutaria del 2022.

Vi è un dettaglio che merita di essere sottolineato, perché il prospetto anonimo, a saperlo
leggere, si smentisce da solo: la delibera del 24 luglio 2019 esaminata dai Revisori compare nel
prospetto stesso, dove figura un’ammissione del settore nuoto dell’anno 2019, con delibera in
pari data, per € 3.000 a fronte di € 8.600. Il foglio oggi in circolazione contiene dunque una
posizione già passata, sette anni fa, al vaglio dell’organo di controllo, che la qualificò come
anomalia di competenza formale e nulla più. E che quella vigilanza non fosse di facciata lo
attesta il verbale della verifica periodica del 15 ottobre 2019 (Libro dei Verbali del Collegio,
pagg. 75-77): riconciliazioni bancarie al centesimo su tre conti correnti, controllo dei
versamenti F24 e delle liquidazioni IVA, verifica dei registri sociali e del libro soci,
ricognizione delle carte di credito in uso agli allenatori. Un organo di controllo che scendeva a
questo livello di dettaglio non avrebbe mancato di rilevare irregolarità nelle ammissioni, se
irregolarità vi fossero state.

Il tentativo di formalizzazione statutaria del 2022

Il rimedio sollecitato dai Revisori prese forma nella seduta del Consiglio Direttivo del 22 aprile
2022 (Libro dei Verbali del Consiglio, pagg. 35-40), presenti i Consiglieri Alberto Alquati,
Stefano Arisi, Maurizio Mazzolari, Marco Luigi Montagni, Giancarlo Romagnoli, Daniela
Zeglioli, Gianfranco Del Bon, Alberto Guadagnoli e Andrea Rossi, nonché i Revisori Paolo
Ferrari e Michele Modesti (assente giustificato il Revisore Edoardo Potenza). Al punto 4
dell’ordine del giorno il Consiglio, «dopo ampia discussione, delibera la variazione dello
Statuto» con l’inserimento all’art. 25 della facoltà di accogliere le domande di ammissione
«presentate, su motivata proposta del Consigliere delegato al Settore, da atleti e da tesserati che
abbiano difeso i colori sociali conseguendo risultati sportivi di particolare rilevanza,
determinando, in ragione dell’importanza dei traguardi raggiunti, una riduzione della tassa di
ammissione in misura comunque non superiore ai 3/4 di quella fissata per i Soci ordinari».

La relazione del presidente Arisi pubblicata su Baldesio Notizie dell’aprile 2022 precisa che la
convocazione dell’assemblea straordinaria derivava dalla necessità, «evidenziata anche dal
Collegio dei Revisori dei Conti, di normare all’interno dello Statuto la possibilità da parte del
Consiglio di poter accogliere, con trattamento economico differenziato, le domande di
ammissione alla Società presentate da atleti particolarmente meritevoli». Sul medesimo numero
del periodico furono pubblicati, affiancati, il testo integrale del vecchio art. 25 e quello della
proposta di variazione: ogni socio ricevette a casa, per posta, ogni singola parola su cui sarebbe
stato chiamato a votare. Il Consiglio dell’epoca, dunque, non negava la prassi: la rivendicava
alla luce del sole e proponeva ai soci di trasformarla in regola statutaria trasparente. Va
sottolineato, perché il verbale lo attesta, che a quella seduta e a quella delibera partecipò anche il
consigliere Alberto Guadagnoli.

L’assemblea straordinaria del 14 maggio 2022 respinse la proposta: 84 voti favorevoli, 113
contrari, 1 astenuto, come risulta dal verbale del Consiglio Direttivo del 7 giugno 2022 (Libro
dei Verbali, pagg. 41-50), che ratifica gli esiti delle votazioni assembleari; a quella seduta erano
presenti i consiglieri Alquati, Arisi, Mazzolari, Montagni, Romagnoli, Zeglioli, Del Bon e
Rossi (assente giustificato il consigliere Guadagnoli) e i Revisori dei Conti Modesti, Lancetti e
Ruggeri. Da quel momento, nel rispetto della volontà espressa dai soci, la prassi è decaduta.
Non a caso il prospetto oggi in circolazione si ferma al 2020: dopo la pronuncia dell’Assemblea
non risultano ulteriori ammissioni agevolate.

Che cosa dice davvero il prospetto in circolazione

Letto senza pregiudizi, il prospetto documenta esattamente la consuetudine sopra descritta. Le
ventitré posizioni elencate coprono gli anni dal 2012 al 2020 e tre presidenze. Secondo il
prospetto stesso, sei posizioni sono riconducibili a delibere assunte sotto la presidenza di
Francesco Sanfelici (cinque nel 2013 e una deliberata a gennaio 2015), sedici a delibere della
presidenza di Mario Ferraroni (2012 e 2015-2019) e una alla presidenza di Stefano Arisi (2020).
Quanto alle posizioni della presidenza Sanfelici, il prospetto documenta importi versati sempre
rilevanti: € 4.240 (pari alla metà esatta della tassa ordinaria di € 8.480) per quattro ammissioni
del settore nuoto del 2013, € 2.000 per un’ammissione del settore canottaggio, € 2.500 per
un’ammissione del settore nuoto del 2015. Nessuna ammissione a costo zero risulta deliberata
sotto quella presidenza; le due sole posizioni del prospetto con importo pari a zero appartengono
del resto alla categoria «Altro» (anni 2012 e 2018), estranea ai settori agonistici: la consuetudine
sportiva vera e propria non ha mai conosciuto gratuità, ma soltanto riduzioni parziali. Le
agevolazioni dell’epoca Sanfelici appaiono dunque, per settore, misura e sistematicità,
pienamente coerenti con la finalità storica della consuetudine: riduzioni parziali, riferite ad atleti
dei settori agonistici, deliberate collegialmente e confluite in bilanci regolarmente approvati.

Dalla ricostruzione esce rafforzata anche la presidenza di Stefano Arisi. Sotto quella presidenza
il prospetto registra una sola ammissione agevolata (settore nuoto, 2020, € 4.300 su € 8.600, pari
alla metà esatta della tariffa); fu quella presidenza, raccogliendo il rilievo formulato dai Revisori
il 4 novembre 2019, a portare la questione alla luce del sole proponendo ai soci di disciplinarla
nello Statuto; e fu quella presidenza, dopo il voto contrario dell’Assemblea, a rispettarne la
volontà cessando la prassi. Trasparenza nella proposta, rispetto nell’esito: l’esatto contrario di
ciò che il prospetto anonimo vorrebbe insinuare.

Quanto alla presidenza di Mario Ferraroni, alla quale il prospetto riconduce il numero maggiore
di posizioni, vale quanto vale per tutte: si tratta di delibere collegiali di Consigli composti da
nove persone, assunte sotto la vigilanza di Revisori che partecipavano alle sedute e che, anno
dopo anno, hanno certificato l’osservanza di usi e prassi consolidati senza mai segnalare alcunché alle assemblee. Se qualcuno ritiene che in singoli casi la consuetudine sia stata applicata oltre la sua finalità, il luogo per accertarlo sono gli organi sociali del nuovo corso, con i verbali integrali alla mano, non un foglio anonimo a ridosso del voto.

I precedenti dinieghi opposti alle richieste di accesso

La divulgazione odierna va messa a confronto con la condotta tenuta dalla Società, pochi mesi
fa, di fronte a richieste di accesso ai medesimi dati. Il sottoscritto ha richiesto formalmente
l’elenco dei soci in più occasioni, e la richiesta è stata respinta per iscritto due volte. Con PEC
del 27 aprile 2026, ore 16:56, la Società ha dichiarato: «La richiesta dei nominativi di tutti i soci
(nuovi, cessati o iscritti al 31/12/2025) è parimenti respinta. L’elenco soci è un documento
interno contenente dati personali sensibili la cui ostensione a terzi, senza specifica finalità di
legge (es. verifica validità assemblea in loco), vìola i principi di minimizzazione e necessità del
GDPR». Con PEC del 28 aprile 2026, ore 18:21, la posizione è stata ribadita e dichiarata
«ferma». Nella medesima PEC del 27 aprile la Società ha altresì dichiarato di non essere «tenuta
a produrre documenti inesistenti».

Il 1° settembre 2026 è stata trasmessa alla Società, e successivamente divulgata tra i soci,
l’istanza di altro socio avente ad oggetto la documentazione delle ammissioni agevolate degli
ultimi quindici anni, con richiesta espressa dell’elenco nominativo, diffida e messa in mora con
termine di quindici giorni. Otto giorni dopo, il 9 settembre 2026, è comparso tra i soci il
prospetto anonimo: un elaborato di nuova formazione, frutto di uno spoglio mirato dei libri
sociali e delle delibere consiliari. Esattamente il genere di documento che, nell’aprile 2026, la
Società dichiarava di non dover produrre.

Le incongruenze della divulgazione

Il raffronto tra i due episodi consegna ai soci alcune domande alle quali, ad oggi, non è stata data
risposta. Perché la medesima tipologia di dati, negata nell’aprile 2026 con doppio rifiuto scritto
motivato con il GDPR, risulta oggi divulgata in forma elaborata, a tre giorni dall’assemblea
elettiva?

Chi ha formato il prospetto, su quale autorizzazione o delibera, e in che rapporto tale
attività sta con il regime di prorogatio in cui il Consiglio uscente attualmente opera?

E soprattutto: perché l’oscuramento è selettivo? Nel prospetto sono coperti i nominativi dei soci
beneficiari, mentre sono lasciati in chiaro, unici dati personali leggibili, i nominativi dei
presidenti deliberanti, tra i quali quello di un candidato all’assemblea elettiva del 12 settembre
2026.

Se la finalità fosse la trasparenza, il documento sarebbe integrale; se fosse la riservatezza,
sarebbe integralmente anonimo. La combinazione scelta, nomi dei soci coperti e nomi dei
presidenti esposti, unita alla tempistica, induce inevitabilmente l’intera base sociale a
domandarsi quale sia lo scopo reale dell’operazione, e se essa non miri a screditare chi si candida
al nuovo Consiglio.

Si registra del resto, tra i soci, la voce insistente secondo cui la formazione e la diffusione del
prospetto costituirebbero una manovra preordinata a screditare taluni candidati in vista
dell’assemblea elettiva. Chi scrive riferisce tale voce quale mero fatto: spetta alla Società
smentirla documentalmente, rispondendo alle domande di cui sopra.

Un’ultima incongruenza merita di essere fissata. Chi oggi lascia circolare l’elenco come atto
d’accusa contro le presidenze del passato dovrebbe ricordare che il Consiglio Direttivo del 22
aprile 2022, con la partecipazione del consigliere Guadagnoli, deliberò di proporre
all’assemblea proprio la formalizzazione statutaria di quelle agevolazioni. Allora regola da
approvare, oggi fango da spargere: la differenza non sta nei documenti, sta nel calendario.

La PEC trasmessa al Consiglio Direttivo il 9 settembre 2026

In pari data, il sottoscritto ha trasmesso al Consiglio Direttivo, e per conoscenza al Collegio dei
Revisori dei Conti e al Collegio dei Probiviri, una PEC formale con la quale ha chiesto risposta
scritta ai seguenti quesiti e le seguenti consegne:

a) se il prospetto sia stato formato e rilasciato dalla Società (Consiglio Direttivo e/o Segreteria), da chi materialmente, su quale autorizzazione o delibera e in riscontro a quale istanza;

b) la data di ricezione dell’istanza del 1° settembre 2026 e gli estremi del riscontro fornito, con indicazione dei destinatari;

c) la consegna di copia integrale di tutta la documentazione resa disponibile in riscontro a detta istanza;

d) la consegna del prospetto in versione integrale, senza oscuramento dei nominativi, richiamando la Corte di Cassazione (Sez. I, ord. n. 5405/2023) sul diritto del socio di conoscere la precisa identità della compagine associativa e la regolarità dei singoli associati, nonché l’art. 7, comma 1, lett. e), del d.lgs. n. 36/2021 sulla parità di trattamento tra gli associati;

e) le ragioni del mutamento di condotta rispetto ai dinieghi dell’aprile 2026;

f) i criteri dell’oscuramento selettivo, con la domanda espressa se con tale scelta la Società intenda insinuare che sotto le presidenze nominate siano stati commessi atti illegittimi;

g) per ciascuna delibera richiamata nel prospetto, la composizione integrale del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori in carica alla data della delibera, essendo le ammissioni atti collegiali e non atti del solo Presidente. Il termine per il riscontro è stato fissato in 24 ore, attesa l’imminenza dell’Assemblea elettiva, con l’avvertenza che la PEC sarà conservata, unitamente al riscontro o al mancato riscontro, ai fini di ogni opportuna valutazione nelle sedi competenti, ivi compreso il Garante per la protezione dei dati personali.

Conclusioni: l’onore dei presidenti e il giudizio dei soci

La ricostruzione documentale consegna un quadro univoco. Le ammissioni agevolate furono
una consuetudine pluridecennale, di finalità sportiva e sociale, gestita con delibere collegiali di
Consigli di nove persone, esposta ogni anno nei bilanci approvati dalle assemblee, vigilata da
un organo di controllo che partecipava a tutte le sedute e che per sette esercizi consecutivi, con
tre collegi diversi, ne ha certificato la conformità a usi e prassi consolidati senza mai segnalare
irregolarità; una consuetudine che lo stesso organo di controllo, nel novembre 2019, chiese di
ricondurre alla competenza assembleare, che il Consiglio del 2022 propose lealmente di
trasformare in norma statutaria e che cessò quando l’Assemblea, sovrana, respinse quella
proposta.

Francesco Sanfelici, Mario Ferraroni e Stefano Arisi hanno guidato la Baldesio dentro questa
cornice: alla luce del sole, con atti collegiali, sotto controllo, nei bilanci, davanti alle Assemblee.

A fronte di ciò sta un foglio anonimo, di formazione e paternità non dichiarate, diffuso a
settantadue ore dal voto, costruito in modo da coprire i beneficiari ed esporre i soli presidenti,
tra cui un candidato. Ogni socio è in grado di misurare da sé la distanza tra la sostanza
documentale dei fatti e la forma scelta per la loro divulgazione. Il buon nome dei presidenti della
Baldesio non ha bisogno di difese d’ufficio: bastano le carte, che questo documento si è limitato
a mettere in fila e che l’autore tiene a disposizione di chiunque voglia verificarle.

Chi ha domande da porre le rivolga a chi, due volte per iscritto, ha negato ai soci l’accesso ai medesimi dati.

Fonti documentali (tutte disponibili presso l’autore): prospetto «Elenco ammissioni tassa ridotta (senza nominativo)» in circolazione dal 9 settembre 2026; istanza di accesso di altro socio del 1° settembre 2026; PEC della Società del 27 aprile 2026, ore 16:56, e del 28 aprile 2026, ore 18:21; Baldesio Notizie n. 1, aprile 2022 (convocazione delle Assemblee del 14 maggio 2022, relazione del Presidente, conto economico consuntivo 2021, testo della proposta di variazione dell’art. 25); Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo: verbali del 22 aprile 2022 (pagg. 35-40) e del 7 giugno 2022 (pagg. 41-50); Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori dei Conti: verbali del 15 ottobre 2019 (pagg. 75-77) e del 4 novembre 2019 (pagg. 78-79), relazioni ai bilanci 2018 (12 aprile
2019), 2019 (11 maggio 2020), 2020 (28 aprile 2021), 2021 (11 aprile 2022), 2022 (24 marzo 2023), 2023 (2 maggio 2024) e 2024 (16 maggio 2025); PEC del sottoscritto al Consiglio Direttivo del 9 settembre 2026.

Il presente documento riferisce fatti documentati e formula, sui punti non documentabili, esclusivamente domande.

 

Alberto Corazzi

socio Baldesio

Nella foto centrale il Consiglio Direttivo dimissionario della Baldesio

Sotto il link della pec inviata da Corazzi al Consiglio Direttivo della Baldesio il 9 settembre 2026

Pec Cora 9set26

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