Le carte contro il prospetto anonimo diffuso il 9 settembre 2026 a tre giorni dal voto. Cinquant’anni di consuetudine, sette anni di certificazioni dei Revisori, una sola assemblea sovrana: la storia vera delle ammissioni agevolate, documenti alla mano
Nella mattinata del 9 settembre 2026, a tre giorni dall’assemblea elettiva convocata per sabato
12 settembre 2026, è comparso in circolazione tra i soci della Canottieri Baldesio un prospetto
intitolato «Elenco ammissioni tassa ridotta (senza nominativo)». Il documento elenca, per il
periodo 2012-2020, ventitré ammissioni di soci a tariffa agevolata, indicando per ciascuna il
settore sportivo, l’anno, l’importo pagato, l’importo ordinario previsto, la data della delibera
consiliare e il nominativo del presidente deliberante. I nominativi dei soci beneficiari sono
oscurati; i nominativi dei presidenti, Francesco Sanfelici, Mario Ferraroni e Stefano Arisi, sono
lasciati in chiaro. Tra essi, quello di Sanfelici, oggi candidato alla medesima assemblea
elettiva.
Chi scrive, socio Alberto Corazzi, ha ricostruito la vicenda sulla base esclusiva di documenti
sociali ufficiali: il Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo, il Libro dei Verbali del Collegio dei
Revisori dei Conti, i bilanci pubblicati sul periodico sociale, la corrispondenza PEC con la
Società. Ogni affermazione contenuta in queste pagine poggia su un documento identificato per
data e collocazione, che l’autore è in grado di esibire e, ove richiesto, di allegare. Lo scopo è uno
solo: mettere ogni socio in condizione di giudicare con le carte, non con le suggestioni, e
restituire ai presidenti che hanno guidato la Baldesio l’onore del loro operato, che un foglio
anonimo vorrebbe mettere in discussione a settantadue ore dal voto.
La consuetudine: origine, finalità, natura collegiale
Le ammissioni a condizioni economiche agevolate non sono un’invenzione recente né
l’iniziativa di un singolo presidente. Si tratta di una consuetudine praticata fin dagli
anni Settanta, nata per agevolare l’ingresso nella compagine sociale di atleti che avevano dato
anni della propria vita alla Baldesio, spesso figli di famiglie operaie, in ragione dei risultati
sportivi conseguiti difendendo i colori sociali e della specchiata moralità. Il prospetto oggi in
circolazione, del resto, lo conferma da sé: copre tre presidenze diverse e quasi un decennio di
delibere e le agevolazioni sono sistematicamente riferite ai settori agonistici (nuoto,
canottaggio, canoa, tennis).
Va inoltre chiarito che il prospetto fotografa esclusivamente i dati che sono stati forniti, cioè la
finestra temporale degli ultimi quindici anni indicata nell’istanza che ne ha occasionato la
formazione: la consuetudine è ben più antica, e uno spoglio dei libri sociali dei cinquant’anni
precedenti restituirebbe, con ogni evidenza, la stessa fisionomia, con altri consigli, altri
presidenti e altri atleti. È proprio questo il tratto distintivo di una consuetudine: attraversa le
gestioni, non appartiene a nessuna di esse.
Sotto il profilo formale, ogni ammissione agevolata è stata assunta con delibera del Consiglio
Direttivo, come lo stesso prospetto documenta indicando per ciascuna posizione la data della
delibera. Le delibere di ammissione sono, per statuto, atti collegiali dell’organo amministrativo: vi concorrono il presidente, il vicepresidente e i consiglieri, sotto la vigilanza del Collegio dei
Revisori dei Conti che partecipa alle sedute. Attribuire tali decisioni al solo presidente pro
tempore, come fa il prospetto, restituisce una rappresentazione parziale e personalizzata di
scelte che furono, in ogni singolo caso, dell’intero Consiglio.
Una prassi scritta nei bilanci e approvata dalle assemblee
La consuetudine non è mai stata occulta. Le tasse di ammissione agevolate transitavano ogni
anno nei bilanci sociali come voce autonoma. Il conto economico consuntivo 2021, pubblicato
sul periodico sociale Baldesio Notizie n. 1 dell’aprile 2022 (spedito per posta, all’epoca, a casa di
ogni socio), espone tra i ricavi la voce «Tasse di ammissione nuovi soci», articolata in «Da
Ragazzi ad Ordinari» (€ 38.300), «Coniugi – Atleti – Figli» (€ 75.250) e «Nuovi Soci» (€
86.000). La categoria degli atleti ammessi a condizioni particolari era dunque esposta, distinta e
leggibile da chiunque, e ogni anno l’assemblea dei soci approvava quei bilanci: il consuntivo
2021 fu approvato dall’assemblea del 14 maggio 2022 con 155 voti favorevoli e 5 contrari.
Sette anni di certificazioni: che cosa hanno scritto i Revisori dei Conti
Il Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori consegna una sequenza impressionante per
continuità e univocità. Tre diversi collegi, sette esercizi consecutivi, un solo giudizio.
Bilancio 2018 (relazione del 12 aprile 2019, Revisori Edoardo Potenza, Paolo Ferrari, Michele
Modesti): le azioni deliberate dagli organi sociali «sono conformi alla legge ed allo statuto
sociale e non sono manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interesse o
tali da compromettere l’integrità del patrimonio dell’associazione».
Bilancio 2019 (relazione dell’11 maggio 2020, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): i Revisori
attestano «l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della legge e dello Statuto sociale»
e «l’assenza di irregolarità, omissioni, fatti censurabili od eventi che debbano essere segnalati
all’Assemblea».
Bilancio 2020 (relazione del 28 aprile 2021, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): identica
attestazione di osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati» e di assenza di irregolarità.
Bilancio 2021 (relazione dell’11 aprile 2022, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): ancora una
volta, «l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della legge e dello Statuto» e
«l’assenza di irregolarità, omissioni, fatti censurabili od eventi che debbano essere segnalati
all’Assemblea».
Bilancio 2022 (relazione del 24 marzo 2023, Revisori Alberto Lancetti, Mario Ruggeri,
Michele Modesti): il Collegio, che ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio Direttivo,
rileva «la piena osservanza delle regole».
Bilancio 2023 (relazione del 2 maggio 2024, Revisori Ruggeri, Modesti, Angelo Pirali): «non si
rilevano irregolarità, omissioni od eventi che debbano essere segnalati all’Assemblea».
Bilancio 2024 (relazione del 16 maggio 2025, Revisori Ruggeri, Modesti, Pirali): «Abbiamo
vigilato l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della Legge e dello Statuto sociale.
Sulla base di quanto emerso, non si rilevano particolari irregolarità, omissioni od eventi che
debbano essere segnalati all’Assemblea».
Sette esercizi, sei professionisti succedutisi nel Collegio (Potenza, Ferrari, Modesti, Lancetti,
Ruggeri, Pirali), la formula «usi e prassi consolidati» ripetuta come un sigillo. Chi oggi insinua
irregolarità nelle ammissioni agevolate deve spiegare ai soci come mai nessun organo di controllo, in sette anni di vigilanza esercitata partecipando a tutte le riunioni del Consiglio,
abbia mai segnalato alcunché all’Assemblea.
Il presidio dell’organo di controllo: il rilievo del 4 novembre 2019
C’è di più, e depone ulteriormente a favore della correttezza del sistema. Il Collegio dei Revisori
non si limitava a certificare: vigilava nel merito, e quando ravvisò un profilo da sistemare lo
mise a verbale. Nel verbale della verifica periodica del 4 novembre 2019 (Libro dei Verbali del
Collegio, pagg. 78-79, Revisori Ferrari, Modesti e Potenza) si legge che, esaminati gli ultimi
verbali consiliari, il Collegio rilevò che nel Consiglio Direttivo del 24 luglio 2019 era stata
deliberata la concessione di «una quota di ingresso ridotta a particolari soggetti (ex atleti e
collaboratori con determinati curricula)» e, richiamato l’art. 34 dello Statuto, per il quale tassa di
ammissione, quote sociali e contributi «sono determinati dall’Assemblea per ogni categoria di
soci», evidenziò «tale anomalia al Consiglio Direttivo, invitandolo a porvi rimedio». Copia del
verbale fu consegnata al Presidente perché la portasse a conoscenza del successivo Consiglio.
Questo documento è decisivo per due ragioni. La prima: dimostra che il sistema dei controlli
funzionava, che nulla avveniva all’insaputa di nessuno e che la questione fu qualificata
dall’organo di controllo per quello che era, un’anomalia di competenza formale (la
determinazione delle tariffe spetta all’Assemblea), non un illecito, non un’appropriazione, non
un fatto censurabile: tanto è vero che gli stessi Revisori, nelle relazioni ai bilanci di quegli anni,
continuarono ad attestare l’assenza di irregolarità da segnalare all’Assemblea. La seconda: segna
l’inizio del percorso di regolarizzazione che condusse, per tappe trasparenti, alla proposta
statutaria del 2022.
Vi è un dettaglio che merita di essere sottolineato, perché il prospetto anonimo, a saperlo
leggere, si smentisce da solo: la delibera del 24 luglio 2019 esaminata dai Revisori compare nel
prospetto stesso, dove figura un’ammissione del settore nuoto dell’anno 2019, con delibera in
pari data, per € 3.000 a fronte di € 8.600. Il foglio oggi in circolazione contiene dunque una
posizione già passata, sette anni fa, al vaglio dell’organo di controllo, che la qualificò come
anomalia di competenza formale e nulla più. E che quella vigilanza non fosse di facciata lo
attesta il verbale della verifica periodica del 15 ottobre 2019 (Libro dei Verbali del Collegio,
pagg. 75-77): riconciliazioni bancarie al centesimo su tre conti correnti, controllo dei
versamenti F24 e delle liquidazioni IVA, verifica dei registri sociali e del libro soci,
ricognizione delle carte di credito in uso agli allenatori. Un organo di controllo che scendeva a
questo livello di dettaglio non avrebbe mancato di rilevare irregolarità nelle ammissioni, se
irregolarità vi fossero state.
Il tentativo di formalizzazione statutaria del 2022
Il rimedio sollecitato dai Revisori prese forma nella seduta del Consiglio Direttivo del 22 aprile
2022 (Libro dei Verbali del Consiglio, pagg. 35-40), presenti i Consiglieri Alberto Alquati,
Stefano Arisi, Maurizio Mazzolari, Marco Luigi Montagni, Giancarlo Romagnoli, Daniela
Zeglioli, Gianfranco Del Bon, Alberto Guadagnoli e Andrea Rossi, nonché i Revisori Paolo
Ferrari e Michele Modesti (assente giustificato il Revisore Edoardo Potenza). Al punto 4
dell’ordine del giorno il Consiglio, «dopo ampia discussione, delibera la variazione dello
Statuto» con l’inserimento all’art. 25 della facoltà di accogliere le domande di ammissione
«presentate, su motivata proposta del Consigliere delegato al Settore, da atleti e da tesserati che
abbiano difeso i colori sociali conseguendo risultati sportivi di particolare rilevanza,
determinando, in ragione dell’importanza dei traguardi raggiunti, una riduzione della tassa di
ammissione in misura comunque non superiore ai 3/4 di quella fissata per i Soci ordinari».
La relazione del presidente Arisi pubblicata su Baldesio Notizie dell’aprile 2022 precisa che la
convocazione dell’assemblea straordinaria derivava dalla necessità, «evidenziata anche dal
Collegio dei Revisori dei Conti, di normare all’interno dello Statuto la possibilità da parte del
Consiglio di poter accogliere, con trattamento economico differenziato, le domande di
ammissione alla Società presentate da atleti particolarmente meritevoli». Sul medesimo numero
del periodico furono pubblicati, affiancati, il testo integrale del vecchio art. 25 e quello della
proposta di variazione: ogni socio ricevette a casa, per posta, ogni singola parola su cui sarebbe
stato chiamato a votare. Il Consiglio dell’epoca, dunque, non negava la prassi: la rivendicava
alla luce del sole e proponeva ai soci di trasformarla in regola statutaria trasparente. Va
sottolineato, perché il verbale lo attesta, che a quella seduta e a quella delibera partecipò anche il
consigliere Alberto Guadagnoli.
L’assemblea straordinaria del 14 maggio 2022 respinse la proposta: 84 voti favorevoli, 113
contrari, 1 astenuto, come risulta dal verbale del Consiglio Direttivo del 7 giugno 2022 (Libro
dei Verbali, pagg. 41-50), che ratifica gli esiti delle votazioni assembleari; a quella seduta erano
presenti i consiglieri Alquati, Arisi, Mazzolari, Montagni, Romagnoli, Zeglioli, Del Bon e
Rossi (assente giustificato il consigliere Guadagnoli) e i Revisori dei Conti Modesti, Lancetti e
Ruggeri. Da quel momento, nel rispetto della volontà espressa dai soci, la prassi è decaduta.
Non a caso il prospetto oggi in circolazione si ferma al 2020: dopo la pronuncia dell’Assemblea
non risultano ulteriori ammissioni agevolate.
Che cosa dice davvero il prospetto in circolazione
Letto senza pregiudizi, il prospetto documenta esattamente la consuetudine sopra descritta. Le
ventitré posizioni elencate coprono gli anni dal 2012 al 2020 e tre presidenze. Secondo il
prospetto stesso, sei posizioni sono riconducibili a delibere assunte sotto la presidenza di
Francesco Sanfelici (cinque nel 2013 e una deliberata a gennaio 2015), sedici a delibere della
presidenza di Mario Ferraroni (2012 e 2015-2019) e una alla presidenza di Stefano Arisi (2020).
Quanto alle posizioni della presidenza Sanfelici, il prospetto documenta importi versati sempre
rilevanti: € 4.240 (pari alla metà esatta della tassa ordinaria di € 8.480) per quattro ammissioni
del settore nuoto del 2013, € 2.000 per un’ammissione del settore canottaggio, € 2.500 per
un’ammissione del settore nuoto del 2015. Nessuna ammissione a costo zero risulta deliberata
sotto quella presidenza; le due sole posizioni del prospetto con importo pari a zero appartengono
del resto alla categoria «Altro» (anni 2012 e 2018), estranea ai settori agonistici: la consuetudine
sportiva vera e propria non ha mai conosciuto gratuità, ma soltanto riduzioni parziali. Le
agevolazioni dell’epoca Sanfelici appaiono dunque, per settore, misura e sistematicità,
pienamente coerenti con la finalità storica della consuetudine: riduzioni parziali, riferite ad atleti
dei settori agonistici, deliberate collegialmente e confluite in bilanci regolarmente approvati.
Dalla ricostruzione esce rafforzata anche la presidenza di Stefano Arisi. Sotto quella presidenza
il prospetto registra una sola ammissione agevolata (settore nuoto, 2020, € 4.300 su € 8.600, pari
alla metà esatta della tariffa); fu quella presidenza, raccogliendo il rilievo formulato dai Revisori
il 4 novembre 2019, a portare la questione alla luce del sole proponendo ai soci di disciplinarla
nello Statuto; e fu quella presidenza, dopo il voto contrario dell’Assemblea, a rispettarne la
volontà cessando la prassi. Trasparenza nella proposta, rispetto nell’esito: l’esatto contrario di
ciò che il prospetto anonimo vorrebbe insinuare.
Quanto alla presidenza di Mario Ferraroni, alla quale il prospetto riconduce il numero maggiore
di posizioni, vale quanto vale per tutte: si tratta di delibere collegiali di Consigli composti da
nove persone, assunte sotto la vigilanza di Revisori che partecipavano alle sedute e che, anno
dopo anno, hanno certificato l’osservanza di usi e prassi consolidati senza mai segnalare alcunché alle assemblee. Se qualcuno ritiene che in singoli casi la consuetudine sia stata applicata oltre la sua finalità, il luogo per accertarlo sono gli organi sociali del nuovo corso, con i verbali integrali alla mano, non un foglio anonimo a ridosso del voto.
I precedenti dinieghi opposti alle richieste di accesso
La divulgazione odierna va messa a confronto con la condotta tenuta dalla Società, pochi mesi
fa, di fronte a richieste di accesso ai medesimi dati. Il sottoscritto ha richiesto formalmente
l’elenco dei soci in più occasioni, e la richiesta è stata respinta per iscritto due volte. Con PEC
del 27 aprile 2026, ore 16:56, la Società ha dichiarato: «La richiesta dei nominativi di tutti i soci
(nuovi, cessati o iscritti al 31/12/2025) è parimenti respinta. L’elenco soci è un documento
interno contenente dati personali sensibili la cui ostensione a terzi, senza specifica finalità di
legge (es. verifica validità assemblea in loco), vìola i principi di minimizzazione e necessità del
GDPR». Con PEC del 28 aprile 2026, ore 18:21, la posizione è stata ribadita e dichiarata
«ferma». Nella medesima PEC del 27 aprile la Società ha altresì dichiarato di non essere «tenuta
a produrre documenti inesistenti».
Il 1° settembre 2026 è stata trasmessa alla Società, e successivamente divulgata tra i soci,
l’istanza di altro socio avente ad oggetto la documentazione delle ammissioni agevolate degli
ultimi quindici anni, con richiesta espressa dell’elenco nominativo, diffida e messa in mora con
termine di quindici giorni. Otto giorni dopo, il 9 settembre 2026, è comparso tra i soci il
prospetto anonimo: un elaborato di nuova formazione, frutto di uno spoglio mirato dei libri
sociali e delle delibere consiliari. Esattamente il genere di documento che, nell’aprile 2026, la
Società dichiarava di non dover produrre.
Le incongruenze della divulgazione
Il raffronto tra i due episodi consegna ai soci alcune domande alle quali, ad oggi, non è stata data
risposta. Perché la medesima tipologia di dati, negata nell’aprile 2026 con doppio rifiuto scritto
motivato con il GDPR, risulta oggi divulgata in forma elaborata, a tre giorni dall’assemblea
elettiva?
Chi ha formato il prospetto, su quale autorizzazione o delibera, e in che rapporto tale
attività sta con il regime di prorogatio in cui il Consiglio uscente attualmente opera?
E soprattutto: perché l’oscuramento è selettivo? Nel prospetto sono coperti i nominativi dei soci
beneficiari, mentre sono lasciati in chiaro, unici dati personali leggibili, i nominativi dei
presidenti deliberanti, tra i quali quello di un candidato all’assemblea elettiva del 12 settembre
2026.
Se la finalità fosse la trasparenza, il documento sarebbe integrale; se fosse la riservatezza,
sarebbe integralmente anonimo. La combinazione scelta, nomi dei soci coperti e nomi dei
presidenti esposti, unita alla tempistica, induce inevitabilmente l’intera base sociale a
domandarsi quale sia lo scopo reale dell’operazione, e se essa non miri a screditare chi si candida
al nuovo Consiglio.
Si registra del resto, tra i soci, la voce insistente secondo cui la formazione e la diffusione del
prospetto costituirebbero una manovra preordinata a screditare taluni candidati in vista
dell’assemblea elettiva. Chi scrive riferisce tale voce quale mero fatto: spetta alla Società
smentirla documentalmente, rispondendo alle domande di cui sopra.
Un’ultima incongruenza merita di essere fissata. Chi oggi lascia circolare l’elenco come atto
d’accusa contro le presidenze del passato dovrebbe ricordare che il Consiglio Direttivo del 22
aprile 2022, con la partecipazione del consigliere Guadagnoli, deliberò di proporre
all’assemblea proprio la formalizzazione statutaria di quelle agevolazioni. Allora regola da
approvare, oggi fango da spargere: la differenza non sta nei documenti, sta nel calendario.
La PEC trasmessa al Consiglio Direttivo il 9 settembre 2026
In pari data, il sottoscritto ha trasmesso al Consiglio Direttivo, e per conoscenza al Collegio dei
Revisori dei Conti e al Collegio dei Probiviri, una PEC formale con la quale ha chiesto risposta
scritta ai seguenti quesiti e le seguenti consegne:
a) se il prospetto sia stato formato e rilasciato dalla Società (Consiglio Direttivo e/o Segreteria), da chi materialmente, su quale autorizzazione o delibera e in riscontro a quale istanza;
b) la data di ricezione dell’istanza del 1° settembre 2026 e gli estremi del riscontro fornito, con indicazione dei destinatari;
c) la consegna di copia integrale di tutta la documentazione resa disponibile in riscontro a detta istanza;
d) la consegna del prospetto in versione integrale, senza oscuramento dei nominativi, richiamando la Corte di Cassazione (Sez. I, ord. n. 5405/2023) sul diritto del socio di conoscere la precisa identità della compagine associativa e la regolarità dei singoli associati, nonché l’art. 7, comma 1, lett. e), del d.lgs. n. 36/2021 sulla parità di trattamento tra gli associati;
e) le ragioni del mutamento di condotta rispetto ai dinieghi dell’aprile 2026;
f) i criteri dell’oscuramento selettivo, con la domanda espressa se con tale scelta la Società intenda insinuare che sotto le presidenze nominate siano stati commessi atti illegittimi;
g) per ciascuna delibera richiamata nel prospetto, la composizione integrale del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori in carica alla data della delibera, essendo le ammissioni atti collegiali e non atti del solo Presidente. Il termine per il riscontro è stato fissato in 24 ore, attesa l’imminenza dell’Assemblea elettiva, con l’avvertenza che la PEC sarà conservata, unitamente al riscontro o al mancato riscontro, ai fini di ogni opportuna valutazione nelle sedi competenti, ivi compreso il Garante per la protezione dei dati personali.
Conclusioni: l’onore dei presidenti e il giudizio dei soci
La ricostruzione documentale consegna un quadro univoco. Le ammissioni agevolate furono
una consuetudine pluridecennale, di finalità sportiva e sociale, gestita con delibere collegiali di
Consigli di nove persone, esposta ogni anno nei bilanci approvati dalle assemblee, vigilata da
un organo di controllo che partecipava a tutte le sedute e che per sette esercizi consecutivi, con
tre collegi diversi, ne ha certificato la conformità a usi e prassi consolidati senza mai segnalare
irregolarità; una consuetudine che lo stesso organo di controllo, nel novembre 2019, chiese di
ricondurre alla competenza assembleare, che il Consiglio del 2022 propose lealmente di
trasformare in norma statutaria e che cessò quando l’Assemblea, sovrana, respinse quella
proposta.
Francesco Sanfelici, Mario Ferraroni e Stefano Arisi hanno guidato la Baldesio dentro questa
cornice: alla luce del sole, con atti collegiali, sotto controllo, nei bilanci, davanti alle Assemblee.
A fronte di ciò sta un foglio anonimo, di formazione e paternità non dichiarate, diffuso a
settantadue ore dal voto, costruito in modo da coprire i beneficiari ed esporre i soli presidenti,
tra cui un candidato. Ogni socio è in grado di misurare da sé la distanza tra la sostanza
documentale dei fatti e la forma scelta per la loro divulgazione. Il buon nome dei presidenti della
Baldesio non ha bisogno di difese d’ufficio: bastano le carte, che questo documento si è limitato
a mettere in fila e che l’autore tiene a disposizione di chiunque voglia verificarle.
Chi ha domande da porre le rivolga a chi, due volte per iscritto, ha negato ai soci l’accesso ai medesimi dati.
Fonti documentali (tutte disponibili presso l’autore): prospetto «Elenco ammissioni tassa ridotta (senza nominativo)» in circolazione dal 9 settembre 2026; istanza di accesso di altro socio del 1° settembre 2026; PEC della Società del 27 aprile 2026, ore 16:56, e del 28 aprile 2026, ore 18:21; Baldesio Notizie n. 1, aprile 2022 (convocazione delle Assemblee del 14 maggio 2022, relazione del Presidente, conto economico consuntivo 2021, testo della proposta di variazione dell’art. 25); Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo: verbali del 22 aprile 2022 (pagg. 35-40) e del 7 giugno 2022 (pagg. 41-50); Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori dei Conti: verbali del 15 ottobre 2019 (pagg. 75-77) e del 4 novembre 2019 (pagg. 78-79), relazioni ai bilanci 2018 (12 aprile
2019), 2019 (11 maggio 2020), 2020 (28 aprile 2021), 2021 (11 aprile 2022), 2022 (24 marzo 2023), 2023 (2 maggio 2024) e 2024 (16 maggio 2025); PEC del sottoscritto al Consiglio Direttivo del 9 settembre 2026.
Il presente documento riferisce fatti documentati e formula, sui punti non documentabili, esclusivamente domande.
Alberto Corazzi
socio Baldesio
Nella foto centrale il Consiglio Direttivo dimissionario della Baldesio
Sotto il link della pec inviata da Corazzi al Consiglio Direttivo della Baldesio il 9 settembre 2026

62 risposte
Che sport è “altro”?
Io che sono entrato pagando per intero tutto, che ho svolto attività sportiva ad alto livello, sicuramente a livello più elevato di molti che hanno avuto delle assurde agevolazioni, non sono certo soddisfatto dalla valanga di giustificazioni. Non è giusto! I meriti sportivi devono essere veri, non basta fare parte della squadra di nuoto master che viene trainata dai risultati di pochi a vantaggio del gruppo intero!
“spesso figli di famiglie operaie”…. Concetto espresso da Sanfelici nella presentazione della lista dove lei non era presente…
La dice lunga..
Il vero Gino con simpatia…
Grazie a chi mi sostiene
A mio parere il titolo corretto dovrebbe essere:
” L’interpretazione dei fatti secondo la documentazione del Signor Alberto Corazzi”
Vedo che dopo il mio commento è stato cambiato il titolo.
Il Signor Corazzi inifito paladino dello statuto, e chi è nella sua chat ben lo sa, adesso parla di usi e consuetudini.
Semplicemente MERAVIGLIOSO !!!
Sempre detto , il signor Corazzi è il Dogma !
secondo la documentazione ufficiale della ASD Baldesio
secondo la documentazione ufficiale della ASD Baldesio.
adesso che la legalità è contro si punta sull’uso e consuetudine….gli specchi stridono.
Il ragionamento giuridico si regge su quattro pilastri.
**1. Che cos’è una consuetudine.** Il diritto riconosce la consuetudine quando concorrono due elementi: la ripetizione costante e uniforme di un comportamento per un tempo apprezzabile (la *diuturnitas*) e la convinzione di chi lo pratica che quel comportamento sia legittimo e doveroso (l’*opinio iuris*). Alla Baldesio ci sono entrambi: decenni di ammissioni agevolate deliberate con le stesse modalità, per la stessa finalità, e la convinzione, condivisa da presidenti, consiglieri, revisori e assemblee di generazioni diverse, che ciò rientrasse nei poteri del Consiglio sulle domande di ammissione.
**2. Perché vale anche senza Statuto.** Un’associazione è un ordinamento privato che, per l’art. 36 del codice civile, è regolato «dagli accordi degli associati»: e gli accordi non vivono solo nello Statuto scritto, ma anche nei comportamenti concludenti ripetuti e accettati da tutti. Lo Statuto attribuiva al Consiglio la decisione sulle ammissioni; la consuetudine si è formata *praeter statutum*, cioè accanto allo Statuto, riempiendo uno spazio che il testo non disciplinava: la misura della tassa in casi meritevoli. Non era un comportamento nascosto contro le regole: era la regola non scritta, praticata alla luce del sole.
**3. Perché era conosciuta e accettata.** Qui sta la prova regina: la consuetudine è opponibile perché tutti gli organi l’hanno conosciuta e convalidata. I Consigli deliberavano collegialmente e verbalizzavano; i Revisori partecipavano alle sedute e certificavano per iscritto, anno dopo anno, l’osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati», formula che è essa stessa il riconoscimento tecnico della consuetudine; le Assemblee approvavano bilanci in cui quelle tasse figuravano come voce autonoma, stampata sul giornalino spedito a ogni socio. L’approvazione del bilancio da parte dell’organo sovrano, ripetuta per decenni con piena conoscibilità del dato, vale come ratifica continua della prassi.
**4. Perché è finita, e perché anche la fine la conferma.** Una consuetudine cessa quando la volontà espressa dell’ordinamento la supera. Nel 2019 i Revisori rilevarono che l’art. 34 riservava all’Assemblea la determinazione delle tasse: un’anomalia di competenza formale, non un illecito, tanto che nessuna irregolarità fu mai segnalata. Il Consiglio fece l’unica cosa corretta: propose di trasformare la consuetudine in norma scritta. L’Assemblea del 2022 respinse, e la prassi cessò immediatamente. Questo epilogo dimostra due cose insieme: che la fonte sovrana era riconosciuta da tutti nei soci, e che fino a quel pronunciamento la consuetudine era vissuta come pienamente legittima. Chi oggi la giudica col metro del dopo commette l’errore che i giuristi chiamano retroattività del giudizio: applicare a ieri una volontà che i soci hanno espresso solo nel 2022.
In sintesi: non tutto ciò che è legittimo sta scritto. Nelle comunità, come negli ordinamenti, vale anche ciò che tutti hanno fatto, saputo, controllato e approvato per decenni. E quando i soci hanno voluto cambiare, si è cambiato: il che è esattamente il contrario dell’abuso.
Sì ma devono esserci meriti, con vittorie e altro …non nuotare nei master gratis fare due garette in mare partecipare alle cene….
se ne faccia una ragione….ha toppato.
Si possono sapere quali siano i risultati ottenuti da questi soci privilegiarti e speciali?
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah si sente puzza di bruciato lontano un miglio e lo stridere delle unghie sui vetri. Caro Corazzi, lo statuto e le regole non si possono tirar fuori a proprio uso e consumo o a seconda dell’opportunità, o valgono per tutti o non valgono per nessuno. Ed anche le documentazioni Caro Corazzi o si pubblicano tutte o non si pubblicano del tutto. Perché non cita le considerazioni in merito del revisore Potenza che faceva presente che queste cose non si potevano fare o gli estratti dei verbali dove i vari consigli sapevano che non erano prassi corrette ma andavano avanti uguale? Perché non cita anche il voto dell’assemblea che respinse la possibilità per il consiglio di poter stabilire tariffe differenti in autonomia? Tutti documenti ufficiali e agli atti caro Corazzi, strano non li abbia visti. Caro Corazzi faceva meglio a non uscire cosi allo scoperto, sembra il tentativo, goffo, di salvare il salvabile e i soci si ricordi non amano passare per fessi.
Evidentemente non mastica il diritto.
Le vengo incontro Luca Codazzi
Il ragionamento giuridico si regge su quattro pilastri.
**1. Che cos’è una consuetudine.** Il diritto riconosce la consuetudine quando concorrono due elementi: la ripetizione costante e uniforme di un comportamento per un tempo apprezzabile (la *diuturnitas*) e la convinzione di chi lo pratica che quel comportamento sia legittimo e doveroso (l’*opinio iuris*). Alla Baldesio ci sono entrambi: decenni di ammissioni agevolate deliberate con le stesse modalità, per la stessa finalità, e la convinzione, condivisa da presidenti, consiglieri, revisori e assemblee di generazioni diverse, che ciò rientrasse nei poteri del Consiglio sulle domande di ammissione.
**2. Perché vale anche senza Statuto.** Un’associazione è un ordinamento privato che, per l’art. 36 del codice civile, è regolato «dagli accordi degli associati»: e gli accordi non vivono solo nello Statuto scritto, ma anche nei comportamenti concludenti ripetuti e accettati da tutti. Lo Statuto attribuiva al Consiglio la decisione sulle ammissioni; la consuetudine si è formata *praeter statutum*, cioè accanto allo Statuto, riempiendo uno spazio che il testo non disciplinava: la misura della tassa in casi meritevoli. Non era un comportamento nascosto contro le regole: era la regola non scritta, praticata alla luce del sole.
**3. Perché era conosciuta e accettata.** Qui sta la prova regina: la consuetudine è opponibile perché tutti gli organi l’hanno conosciuta e convalidata. I Consigli deliberavano collegialmente e verbalizzavano; i Revisori partecipavano alle sedute e certificavano per iscritto, anno dopo anno, l’osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati», formula che è essa stessa il riconoscimento tecnico della consuetudine; le Assemblee approvavano bilanci in cui quelle tasse figuravano come voce autonoma, stampata sul giornalino spedito a ogni socio. L’approvazione del bilancio da parte dell’organo sovrano, ripetuta per decenni con piena conoscibilità del dato, vale come ratifica continua della prassi.
**4. Perché è finita, e perché anche la fine la conferma.** Una consuetudine cessa quando la volontà espressa dell’ordinamento la supera. Nel 2019 i Revisori rilevarono che l’art. 34 riservava all’Assemblea la determinazione delle tasse: un’anomalia di competenza formale, non un illecito, tanto che nessuna irregolarità fu mai segnalata. Il Consiglio fece l’unica cosa corretta: propose di trasformare la consuetudine in norma scritta. L’Assemblea del 2022 respinse, e la prassi cessò immediatamente. Questo epilogo dimostra due cose insieme: che la fonte sovrana era riconosciuta da tutti nei soci, e che fino a quel pronunciamento la consuetudine era vissuta come pienamente legittima. Chi oggi la giudica col metro del dopo commette l’errore che i giuristi chiamano retroattività del giudizio: applicare a ieri una volontà che i soci hanno espresso solo nel 2022.
In sintesi: non tutto ciò che è legittimo sta scritto. Nelle comunità, come negli ordinamenti, vale anche ciò che tutti hanno fatto, saputo, controllato e approvato per decenni. E quando i soci hanno voluto cambiare, si è cambiato: il che è esattamente il contrario dell’abuso.
Legga l’articolo
Inutile ripetere quello che ho già scritto.
Inutile anche il suo tentativo di provocarmi. Con me non funziona
Io mi stupisco come la baldesio abbia ancora delle segretarie…io mi sarei licenziato ad aver a che fare con certi psicopatici
Ecco poi cosa si intende per ‘verità ad uso e consumo’, questo Caro Corazzi il suo commento in chat di due giorni fa alla vicenda dopo che veniva incalzato anche dai suoi fidi adepti.
“Chiederemo al Nuovo Consiglio di prepararci una tabella per gli ultimi 10 anni
Data ammissione socio
Quota ammissione pagata
In caso di importo inferiore al dovuto la motivazione dello sconto.
Se non fosse una motivazione prevista da statuto e regolamento il socio dovrà versare il dovuto fino al raggiungimento della normale tassa di ammissione + interessi.
Le casse della Baldesio non devono MAI rimetterci
Sarà la prima prova di trasparenza richiesta al Nuovo Consiglio”
Poi quando sono usciti i risultati della ricerca che vanno oltre i 10 anni e quindi si è accorto che la cosa toccava anche il suo candidato presidente magicamente si è cambiato versione in ‘usi e costumi consentiti’ tirando fuori nella pappardella sopra citazioni a delibere dei revisori ( quando sono a vantaggio della propria tesi i revisori a questo punto fanno il loro dovere? vanno bene quindi anche le delibere collegiali seppur vi fosse un revisore che faceva notare che invece la cosa non era a norma di statuto? ) e approvazioni assembleari ( assemblea che se non viene messa al corrente cosa approva??? ). L’unica volta che l’assemblea è stata tirata in causa ha bocciato, veda lei, ma questo non può ricordarselo visto che lei alla Baldesio non è mai venuto negli anni.
Vede quindi Caro Corazzi, a volte si farebbe meglio a tacere e se uno vuol fare l’integerrimo Giudice Supremo o lo fa per tutto e super partes oppure è un attimo che da Giudice Supremo passa per……… Supremo.
Ci rifletta su la prossima volta e accetti un consiglio, preferisca lasciare nel dubbio piuttosto che dare certezze.
P.s. in ultimo ma non in ultimo, la tabella che tanto denigra è fatta come ha scritto sopra nel suo primo intervento, postuma non va bene quindi neppure quella ?
Luca Codazzi…
Evidentemente non ha letto l’articolo del Direttore né la pec che invierò.
Se l’avesse fatto avrebbe evitato di coprirsi di ridicolo.
Non li leggo più da tempo, sono delle stronzate nella maggior parte dei casi.
ecco appunto.
Questo è Luca Codazzi
Raglio d’asino non sale al cielo
Guardi, sig. Codazzi….oltre alla solita lettera a La Provincia dove racconta sempre la SUA verità, mi han fatto notare che oggi (giorno dell’assemblea) ha mandato l’ennesima PEC chilometrica che enuncia i doveri dei Consiglieri….praticamente una sorta di monito per il nuovo consiglio…o fate così o torno alla carica come 4 anni fa….praticamente se non sarà eletto Sanfelici sarà ancora graticola mediatica alla prima iniziativa del consiglio che non gli andrà a genio…chi pensa che col cambio di consiglio finiscano le menate si sbaglia di grosso…vediamo come questi gestiranno la cosa…tanti auguri…perché lavorare con queste condizioni non è il massimo…sinceramente, come Soci Baldesio, avremmo decisamente fatto a meno di certi personaggi, mai visti e conosciuti prima di 4 o 5 anni fa in Società (Socio storico..).
Spero di essere smentito dai fatti con il cambio ai vertici della Baldesio…ma mi sa…
Nessuna PEC come lei sostiene falsamente.
Solo un messaggio in chat in cui chiarisco ai soci quali sono i diritti e i doveri in capo ai consiglieri di una ASD. Un contributo prezioso
Accipicchia, non sapevo che la legge Merlin fosse stata abrogata….
Sig. Corazzi da quando delle scorrettezze procedurali diventano usi e consuetudine? Ha cavillato sulle tovagliette di carta del bar fino a ieri e oggi giustifica abusi pluriennali con ammanchi considerevoli per le casse sociali classificandoli in usi e consuetudini? Sta scherzando immagino, come immagino stia scherzando quando dice che l’assemblea approvava perché i dati erano nei bilanci, a questo punto nei bilanci approvati ci sono anche le telecamere, la pavimentazione del gazebo e tanto altro. Personalmente con questa lettera ho ben capito chi ho davanti, le chiedo poi di evitare di andare a ritroso nel tempo 30, 40 o 50 anni fa c’era gente alla Baldesio che non faceva scappare nemmeno una virgola, ma sul serio però, e lo faceva non guardando in faccia nessuno, non come lei che lo fa quando le conviene e generalizza quando invece le fa più comodo.
Ruffini l’aiuto io a comprendere
Il ragionamento giuridico si regge su quattro pilastri.
**1. Che cos’è una consuetudine.** Il diritto riconosce la consuetudine quando concorrono due elementi: la ripetizione costante e uniforme di un comportamento per un tempo apprezzabile (la *diuturnitas*) e la convinzione di chi lo pratica che quel comportamento sia legittimo e doveroso (l’*opinio iuris*). Alla Baldesio ci sono entrambi: decenni di ammissioni agevolate deliberate con le stesse modalità, per la stessa finalità, e la convinzione, condivisa da presidenti, consiglieri, revisori e assemblee di generazioni diverse, che ciò rientrasse nei poteri del Consiglio sulle domande di ammissione.
**2. Perché vale anche senza Statuto.** Un’associazione è un ordinamento privato che, per l’art. 36 del codice civile, è regolato «dagli accordi degli associati»: e gli accordi non vivono solo nello Statuto scritto, ma anche nei comportamenti concludenti ripetuti e accettati da tutti. Lo Statuto attribuiva al Consiglio la decisione sulle ammissioni; la consuetudine si è formata *praeter statutum*, cioè accanto allo Statuto, riempiendo uno spazio che il testo non disciplinava: la misura della tassa in casi meritevoli. Non era un comportamento nascosto contro le regole: era la regola non scritta, praticata alla luce del sole.
**3. Perché era conosciuta e accettata.** Qui sta la prova regina: la consuetudine è opponibile perché tutti gli organi l’hanno conosciuta e convalidata. I Consigli deliberavano collegialmente e verbalizzavano; i Revisori partecipavano alle sedute e certificavano per iscritto, anno dopo anno, l’osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati», formula che è essa stessa il riconoscimento tecnico della consuetudine; le Assemblee approvavano bilanci in cui quelle tasse figuravano come voce autonoma, stampata sul giornalino spedito a ogni socio. L’approvazione del bilancio da parte dell’organo sovrano, ripetuta per decenni con piena conoscibilità del dato, vale come ratifica continua della prassi.
**4. Perché è finita, e perché anche la fine la conferma.** Una consuetudine cessa quando la volontà espressa dell’ordinamento la supera. Nel 2019 i Revisori rilevarono che l’art. 34 riservava all’Assemblea la determinazione delle tasse: un’anomalia di competenza formale, non un illecito, tanto che nessuna irregolarità fu mai segnalata. Il Consiglio fece l’unica cosa corretta: propose di trasformare la consuetudine in norma scritta. L’Assemblea del 2022 respinse, e la prassi cessò immediatamente. Questo epilogo dimostra due cose insieme: che la fonte sovrana era riconosciuta da tutti nei soci, e che fino a quel pronunciamento la consuetudine era vissuta come pienamente legittima. Chi oggi la giudica col metro del dopo commette l’errore che i giuristi chiamano retroattività del giudizio: applicare a ieri una volontà che i soci hanno espresso solo nel 2022.
In sintesi: non tutto ciò che è legittimo sta scritto. Nelle comunità, come negli ordinamenti, vale anche ciò che tutti hanno fatto, saputo, controllato e approvato per decenni. E quando i soci hanno voluto cambiare, si è cambiato: il che è esattamente il contrario dell’abuso.
Salve Corazzi, mi sono permesso di fare una piccola ricerca in segreteria, i documenti sono anche a sua disposizione e ho dato indicazione di tenerglieli da parte, come la mettiamo quindi con questi verbali che si vede che nella ‘dettagliata’ analisi sopra le erano sfuggiti? Distrazione o altro?
Verbale del consiglio del 08/04/2019
dove viene rilevato : il consiglio rimane sempre in attesa di prendere una decisione strutturata per l’importante problematica di ingresso Soci con tariffa agevolata.
Verbale del 04/11/2019 del Collegio dei Revisori dove viene rilevato : la delibera di ingresso agevolato del 24/07/2019 è un’anomalia rispetto all’art. 34 dello Statuto; invito al Consiglio a porvi rimedio.
Verbale del consiglio del 29/11/2019 : I Consiglieri confermano di aver ricevuto il verbale dei Revisori e ne prendono atto con nessuna delibera conseguente.
Non mi sembra per nulla scrupoloso
Evidentemente non ha letto l’articolo che sta commentando.
Tutto quello che scrive è già citato ma c’è molto di più.
Legga. Forse capirà
Che tempismo! Evidentemente Corazzi già sapeva e si era premurato di non farsi cogliere impreparato. Anche per coprire il candidato che appoggerà e che è coinvolto, come altri ex presidenti, in questa operazione. Sono d’accordo con chi precedendomi ha fatto balenare la possibilità del commissariamento. Non mi piacciono le minestre riscaldate, né chi è stato autorizzato a servirsi di scorciatoie.
raglio d’asino non arriva al cielo
Va forse ricordato che la legge Merlin aveva abolito i casini e, con rispetto parlando, i puttanai. Vedo adesso, con grande e personale soddisfazione, che, almeno sulle rive del Grande Fiume, queste importanti attività si svolgono finalmente alla luce del sole. Era ora!
Come disse Emilio Fede….CHE FIGURA DI MERD@ Spartaco….
raglio d’asino non arriva al cielo
Scusa vitto ma hai cambiato il titolo dopo i commenti?
Ho abbassato l’articolo dalla posizione in evidenza in cui si trovava per lasciare spazio all’altra lista e ho dovuto accorciare il titolo.
A ecco un barbatrucco
Macché barbatrucco!
dopo il mio commento sull’uso della parola verità
Buongiorno, mai mi sarei sognata un giorno di leggere questo della mia amata Baldesio, una cosa però voglio dirle sig. Corazzi, la sua ricostruzione potrà stare anche in piedi dal punto di vista documentale, cosa oltretutto da appurare visto quello che ho letto nei commenti precedenti dove si fa menzione di dati da lei volutamente omessi, ma di certo non sta in piedi dal punto di vista della moralità e dell’etica che dovrebbero essere i cardini di questa società. Catalogare il tutto in usi e costumi lo trovo al limite dell’indecoroso e trovo la cosa doppiamente stucchevole che venga dalla persona che fino a ieri contava le foglie degli alberi. Personalmente ritengo di non poter dare valenza alla sua spiegazione in quanto sembra una corsa alla giustificazione tout court, ora io capisco che si debba tentare di portare acqua al mulino del proprio candidato ma credo che vi siano linee che per decenza non debbano essere superate, un conto è giustificare se ci sono le motivazioni un conto è giustificare a priori svendendo la propria credibilità e dignità.
Buona giornata.
Ma di cosa parla ?
Si rilegga tutta la mia analisi
A SALVAGUARDIA DEL BUON NOME DEI PRESIDENTI DELLA BALDESIO
Le carte contro il prospetto anonimo diffuso a tre giorni dal voto
Cinquant’anni di consuetudine, sette anni di certificazioni dei Revisori, una sola Assemblea sovrana: la storia vera delle ammissioni agevolate, documenti alla mano
Analisi documentale del Socio Alberto Corazzi — Cremona, 9 settembre 2026
1. Oggetto e scopo del documento
Nella mattinata del 9 settembre 2026, a tre giorni dall’Assemblea elettiva convocata per sabato 12 settembre 2026, è comparso in circolazione tra i soci della Canottieri Baldesio un prospetto intitolato «Elenco ammissioni tassa ridotta (senza nominativo)». Il documento elenca, per il periodo 2012-2020, ventitré ammissioni di soci a tariffa agevolata, indicando per ciascuna il settore sportivo, l’anno, l’importo pagato, l’importo ordinario previsto, la data della delibera consiliare e il nominativo del Presidente deliberante. I nominativi dei soci beneficiari sono oscurati; i nominativi dei Presidenti, Francesco Sanfelici, Mario Ferraroni e Stefano Arisi, sono lasciati in chiaro. Tra essi, quello dell’Ing. Sanfelici, oggi candidato alla medesima Assemblea elettiva.
Chi scrive, socio Alberto Corazzi, ha ricostruito la vicenda sulla base esclusiva di documenti sociali ufficiali: il Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo, il Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori dei Conti, i bilanci pubblicati sul periodico sociale, la corrispondenza PEC con la Società. Ogni affermazione contenuta in queste pagine poggia su un documento identificato per data e collocazione, che l’autore è in grado di esibire e, ove richiesto, di allegare. Lo scopo è uno solo: mettere ogni socio in condizione di giudicare con le carte, non con le suggestioni, e restituire ai Presidenti che hanno guidato la Baldesio l’onore del loro operato, che un foglio anonimo vorrebbe mettere in discussione a settantadue ore dal voto.
2. La consuetudine: origine, finalità, natura collegiale
Le ammissioni a condizioni economiche agevolate non sono un’invenzione recente né l’iniziativa di un singolo presidente. Si tratta di una consuetudine risalente, praticata fin dagli anni Settanta, nata per agevolare l’ingresso nella compagine sociale di atleti che avevano dato anni della propria vita alla Baldesio, spesso figli di famiglie operaie, in ragione dei risultati sportivi conseguiti difendendo i colori sociali e della specchiata moralità. Il prospetto oggi in circolazione, del resto, lo conferma da sé: copre tre presidenze diverse e quasi un decennio di delibere, e le agevolazioni sono sistematicamente riferite ai settori agonistici (nuoto, canottaggio, canoa, tennis).
Va inoltre chiarito che il prospetto fotografa esclusivamente i dati che sono stati forniti, cioè la finestra temporale degli ultimi quindici anni indicata nell’istanza che ne ha occasionato la formazione: la consuetudine è ben più antica, e uno spoglio dei libri sociali dei cinquant’anni precedenti restituirebbe, con ogni evidenza, la stessa fisionomia, con altri Consigli, altri Presidenti e altri atleti. È proprio questo il tratto distintivo di una consuetudine: attraversa le gestioni, non appartiene a nessuna di esse.
Sotto il profilo formale, ogni ammissione agevolata è stata assunta con delibera del Consiglio Direttivo, come lo stesso prospetto documenta indicando per ciascuna posizione la data della delibera. Le delibere di ammissione sono, per Statuto, atti collegiali dell’organo amministrativo: vi concorrono il Presidente, il Vicepresidente e i Consiglieri, sotto la vigilanza del Collegio dei Revisori dei Conti che partecipa alle sedute. Attribuire tali decisioni al solo Presidente pro tempore, come fa il prospetto, restituisce una rappresentazione parziale e personalizzata di scelte che furono, in ogni singolo caso, dell’intero Consiglio.
3. Una prassi scritta nei bilanci e approvata dalle Assemblee
La consuetudine non è mai stata occulta. Le tasse di ammissione agevolate transitavano ogni anno nei bilanci sociali come voce autonoma. Il conto economico consuntivo 2021, pubblicato sul periodico sociale Baldesio Notizie n. 1 dell’aprile 2022 (spedito per posta, all’epoca, a casa di ogni socio), espone tra i ricavi la voce «Tasse di ammissione nuovi soci», articolata in «Da Ragazzi ad Ordinari» (€ 38.300), «Coniugi – Atleti – Figli» (€ 75.250) e «Nuovi Soci» (€ 86.000). La categoria degli atleti ammessi a condizioni particolari era dunque esposta, distinta e leggibile da chiunque, e ogni anno l’Assemblea dei soci approvava quei bilanci: il consuntivo 2021 fu approvato dall’Assemblea del 14 maggio 2022 con 155 voti favorevoli e 5 contrari.
4. Sette anni di certificazioni: che cosa hanno scritto i Revisori dei Conti
Il Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori consegna una sequenza impressionante per continuità e univocità. Tre diversi collegi, sette esercizi consecutivi, un solo giudizio.
Bilancio 2018 (relazione del 12 aprile 2019, Revisori Edoardo Potenza, Paolo Ferrari, Michele Modesti): le azioni deliberate dagli organi sociali «sono conformi alla legge ed allo statuto sociale e non sono manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interesse o tali da compromettere l’integrità del patrimonio dell’associazione».
Bilancio 2019 (relazione dell’11 maggio 2020, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): i Revisori attestano «l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della legge e dello Statuto sociale» e «l’assenza di irregolarità, omissioni, fatti censurabili od eventi che debbano essere segnalati all’Assemblea».
Bilancio 2020 (relazione del 28 aprile 2021, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): identica attestazione di osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati» e di assenza di irregolarità.
Bilancio 2021 (relazione dell’11 aprile 2022, Revisori Potenza, Ferrari, Modesti): ancora una volta, «l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della legge e dello Statuto» e «l’assenza di irregolarità, omissioni, fatti censurabili od eventi che debbano essere segnalati all’Assemblea».
Bilancio 2022 (relazione del 24 marzo 2023, Revisori Alberto Lancetti, Mario Ruggeri, Michele Modesti): il Collegio, che ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio Direttivo, rileva «la piena osservanza delle regole».
Bilancio 2023 (relazione del 2 maggio 2024, Revisori Ruggeri, Modesti, Angelo Pirali): «non si rilevano irregolarità, omissioni od eventi che debbano essere segnalati all’Assemblea».
Bilancio 2024 (relazione del 16 maggio 2025, Revisori Ruggeri, Modesti, Pirali): «Abbiamo vigilato l’osservanza, conforme ad usi e prassi consolidati, della Legge e dello Statuto sociale. Sulla base di quanto emerso, non si rilevano particolari irregolarità, omissioni od eventi che debbano essere segnalati all’Assemblea».
Sette esercizi, sei professionisti succedutisi nel Collegio (Potenza, Ferrari, Modesti, Lancetti, Ruggeri, Pirali), la formula «usi e prassi consolidati» ripetuta come un sigillo. Chi oggi insinua irregolarità nelle ammissioni agevolate deve spiegare ai soci come mai nessun organo di controllo, in sette anni di vigilanza esercitata partecipando a tutte le riunioni del Consiglio, abbia mai segnalato alcunché all’Assemblea.
5. Il presidio dell’organo di controllo: il rilievo del 4 novembre 2019
C’è di più, e depone ulteriormente a favore della correttezza del sistema. Il Collegio dei Revisori non si limitava a certificare: vigilava nel merito, e quando ravvisò un profilo da sistemare lo mise a verbale. Nel verbale della verifica periodica del 4 novembre 2019 (Libro dei Verbali del Collegio, pagg. 78-79, Revisori Ferrari, Modesti e Potenza) si legge che, esaminati gli ultimi verbali consiliari, il Collegio rilevò che nel Consiglio Direttivo del 24 luglio 2019 era stata deliberata la concessione di «una quota di ingresso ridotta a particolari soggetti (ex atleti e collaboratori con determinati curricula)» e, richiamato l’art. 34 dello Statuto, per il quale tassa di ammissione, quote sociali e contributi «sono determinati dall’Assemblea per ogni categoria di soci», evidenziò «tale anomalia al Consiglio Direttivo, invitandolo a porvi rimedio». Copia del verbale fu consegnata al Presidente perché la portasse a conoscenza del successivo Consiglio.
Questo documento è decisivo per due ragioni. La prima: dimostra che il sistema dei controlli funzionava, che nulla avveniva all’insaputa di nessuno e che la questione fu qualificata dall’organo di controllo per quello che era, un’anomalia di competenza formale (la determinazione delle tariffe spetta all’Assemblea), non un illecito, non un’appropriazione, non un fatto censurabile: tanto è vero che gli stessi Revisori, nelle relazioni ai bilanci di quegli anni, continuarono ad attestare l’assenza di irregolarità da segnalare all’Assemblea. La seconda: segna l’inizio del percorso di regolarizzazione che condusse, per tappe trasparenti, alla proposta statutaria del 2022.
Vi è un dettaglio che merita di essere sottolineato, perché il prospetto anonimo, a saperlo leggere, si smentisce da solo: la delibera del 24 luglio 2019 esaminata dai Revisori compare nel prospetto stesso, dove figura un’ammissione del settore nuoto dell’anno 2019, con delibera in pari data, per € 3.000 a fronte di € 8.600. Il foglio oggi in circolazione contiene dunque una posizione già passata, sette anni fa, al vaglio dell’organo di controllo, che la qualificò come anomalia di competenza formale e nulla più. E che quella vigilanza non fosse di facciata lo attesta il verbale della verifica periodica del 15 ottobre 2019 (Libro dei Verbali del Collegio, pagg. 75-77): riconciliazioni bancarie al centesimo su tre conti correnti, controllo dei versamenti F24 e delle liquidazioni IVA, verifica dei registri sociali e del libro soci, ricognizione delle carte di credito in uso agli allenatori. Un organo di controllo che scendeva a questo livello di dettaglio non avrebbe mancato di rilevare irregolarità nelle ammissioni, se irregolarità vi fossero state.
6. Il tentativo di formalizzazione statutaria del 2022
Il rimedio sollecitato dai Revisori prese forma nella seduta del Consiglio Direttivo del 22 aprile 2022 (Libro dei Verbali del Consiglio, pagg. 35-40), presenti i Consiglieri Alberto Alquati, Stefano Arisi, Maurizio Mazzolari, Marco Luigi Montagni, Giancarlo Romagnoli, Daniela Zeglioli, Gianfranco Del Bon, Alberto Guadagnoli e Andrea Rossi, nonché i Revisori Paolo Ferrari e Michele Modesti (assente giustificato il Revisore Edoardo Potenza). Al punto 4 dell’ordine del giorno il Consiglio, «dopo ampia discussione, delibera la variazione dello Statuto» con l’inserimento all’art. 25 della facoltà di accogliere le domande di ammissione «presentate, su motivata proposta del Consigliere delegato al Settore, da atleti e da tesserati che abbiano difeso i colori sociali conseguendo risultati sportivi di particolare rilevanza, determinando, in ragione dell’importanza dei traguardi raggiunti, una riduzione della tassa di ammissione in misura comunque non superiore ai 3/4 di quella fissata per i Soci ordinari».
La relazione del Presidente Arisi pubblicata su Baldesio Notizie dell’aprile 2022 precisa che la convocazione dell’Assemblea Straordinaria derivava dalla necessità, «evidenziata anche dal Collegio dei Revisori dei Conti, di normare all’interno dello Statuto la possibilità da parte del Consiglio di poter accogliere, con trattamento economico differenziato, le domande di ammissione alla Società presentate da atleti particolarmente meritevoli». Sul medesimo numero del periodico furono pubblicati, affiancati, il testo integrale del vecchio art. 25 e quello della proposta di variazione: ogni socio ricevette a casa, per posta, ogni singola parola su cui sarebbe stato chiamato a votare. Il Consiglio dell’epoca, dunque, non negava la prassi: la rivendicava alla luce del sole e proponeva ai soci di trasformarla in regola statutaria trasparente. Va sottolineato, perché il verbale lo attesta, che a quella seduta e a quella delibera partecipò anche il consigliere Alberto Guadagnoli.
L’Assemblea Straordinaria del 14 maggio 2022 respinse la proposta: 84 voti favorevoli, 113 contrari, 1 astenuto, come risulta dal verbale del Consiglio Direttivo del 7 giugno 2022 (Libro dei Verbali, pagg. 41-50), che ratifica gli esiti delle votazioni assembleari; a quella seduta erano presenti i Consiglieri Alquati, Arisi, Mazzolari, Montagni, Romagnoli, Zeglioli, Del Bon e Rossi (assente giustificato il consigliere Guadagnoli) e i Revisori dei Conti Modesti, Lancetti e Ruggeri. Da quel momento, nel rispetto della volontà espressa dai soci, la prassi è decaduta. Non a caso il prospetto oggi in circolazione si ferma al 2020: dopo la pronuncia dell’Assemblea non risultano ulteriori ammissioni agevolate.
7. Che cosa dice davvero il prospetto in circolazione
Letto senza pregiudizi, il prospetto documenta esattamente la consuetudine sopra descritta. Le ventitré posizioni elencate coprono gli anni dal 2012 al 2020 e tre presidenze. Secondo il prospetto stesso, sei posizioni sono riconducibili a delibere assunte sotto la presidenza di Francesco Sanfelici (cinque nel 2013 e una deliberata a gennaio 2015), sedici a delibere della presidenza di Mario Ferraroni (2012 e 2015-2019) e una alla presidenza di Stefano Arisi (2020).
Quanto alle posizioni della presidenza Sanfelici, il prospetto documenta importi versati sempre rilevanti: € 4.240 (pari alla metà esatta della tassa ordinaria di € 8.480) per quattro ammissioni del settore nuoto del 2013, € 2.000 per un’ammissione del settore canottaggio, € 2.500 per un’ammissione del settore nuoto del 2015. Nessuna ammissione a costo zero risulta deliberata sotto quella presidenza; le due sole posizioni del prospetto con importo pari a zero appartengono del resto alla categoria «Altro» (anni 2012 e 2018), estranea ai settori agonistici: la consuetudine sportiva vera e propria non ha mai conosciuto gratuità, ma soltanto riduzioni parziali. Le agevolazioni dell’epoca Sanfelici appaiono dunque, per settore, misura e sistematicità, pienamente coerenti con la finalità storica della consuetudine: riduzioni parziali, riferite ad atleti dei settori agonistici, deliberate collegialmente e confluite in bilanci regolarmente approvati.
Dalla ricostruzione esce rafforzata anche la presidenza di Stefano Arisi. Sotto quella presidenza il prospetto registra una sola ammissione agevolata (settore nuoto, 2020, € 4.300 su € 8.600, pari alla metà esatta della tariffa); fu quella presidenza, raccogliendo il rilievo formulato dai Revisori il 4 novembre 2019, a portare la questione alla luce del sole proponendo ai soci di disciplinarla nello Statuto; e fu quella presidenza, dopo il voto contrario dell’Assemblea, a rispettarne la volontà cessando la prassi. Trasparenza nella proposta, rispetto nell’esito: l’esatto contrario di ciò che il prospetto anonimo vorrebbe insinuare.
Quanto alla presidenza di Mario Ferraroni, alla quale il prospetto riconduce il numero maggiore di posizioni, vale quanto vale per tutte: si tratta di delibere collegiali di Consigli composti da nove persone, assunte sotto la vigilanza di Revisori che partecipavano alle sedute e che, anno dopo anno, hanno certificato l’osservanza di usi e prassi consolidati senza mai segnalare alcunché alle Assemblee. Se qualcuno ritiene che in singoli casi la consuetudine sia stata applicata oltre la sua finalità, il luogo per accertarlo sono gli organi sociali del nuovo corso, con i verbali integrali alla mano, non un foglio anonimo a ridosso del voto.
8. I precedenti dinieghi opposti alle richieste di accesso
La divulgazione odierna va messa a confronto con la condotta tenuta dalla Società, pochi mesi fa, di fronte a richieste di accesso ai medesimi dati. Il sottoscritto ha richiesto formalmente l’elenco dei soci in più occasioni, e la richiesta è stata respinta per iscritto due volte. Con PEC del 27 aprile 2026, ore 16:56, la Società ha dichiarato: «la richiesta dei nominativi di tutti i soci (nuovi, cessati o iscritti al 31/12/2025) è parimenti respinta. L’elenco soci è un documento interno contenente dati personali sensibili la cui ostensione a terzi, senza specifica finalità di legge (es. verifica validità assemblea in loco), viola i principi di minimizzazione e necessità del GDPR». Con PEC del 28 aprile 2026, ore 18:21, la posizione è stata ribadita e dichiarata «ferma». Nella medesima PEC del 27 aprile la Società ha altresì dichiarato di non essere «tenuta a produrre documenti inesistenti».
Il 1° settembre 2026 è stata trasmessa alla Società, e successivamente divulgata tra i soci, l’istanza di altro socio avente ad oggetto la documentazione delle ammissioni agevolate degli ultimi quindici anni, con richiesta espressa dell’elenco nominativo, diffida e messa in mora con termine di quindici giorni. Otto giorni dopo, il 9 settembre 2026, è comparso tra i soci il prospetto anonimo: un elaborato di nuova formazione, frutto di uno spoglio mirato dei libri sociali e delle delibere consiliari. Esattamente il genere di documento che, nell’aprile 2026, la Società dichiarava di non dover produrre.
9. Le incongruenze della divulgazione
Il raffronto tra i due episodi consegna ai soci alcune domande alle quali, ad oggi, non è stata data risposta. Perché la medesima tipologia di dati, negata nell’aprile 2026 con doppio rifiuto scritto motivato con il GDPR, risulta oggi divulgata in forma elaborata, a tre giorni dall’Assemblea elettiva? Chi ha formato il prospetto, su quale autorizzazione o delibera, e in che rapporto tale attività sta con il regime di prorogatio in cui il Consiglio uscente attualmente opera? E soprattutto: perché l’oscuramento è selettivo? Nel prospetto sono coperti i nominativi dei soci beneficiari, mentre sono lasciati in chiaro, unici dati personali leggibili, i nominativi dei Presidenti deliberanti, tra i quali quello di un candidato all’Assemblea elettiva del 12 settembre 2026. Se la finalità fosse la trasparenza, il documento sarebbe integrale; se fosse la riservatezza, sarebbe integralmente anonimo. La combinazione scelta, nomi dei soci coperti e nomi dei Presidenti esposti, unita alla tempistica, induce inevitabilmente l’intera base sociale a domandarsi quale sia lo scopo reale dell’operazione, e se essa non miri a screditare chi si candida al nuovo Consiglio.
Si registra del resto, tra i soci, la voce insistente secondo cui la formazione e la diffusione del prospetto costituirebbero una manovra preordinata a screditare taluni candidati in vista dell’Assemblea elettiva. Chi scrive riferisce tale voce quale mero fatto: spetta alla Società smentirla documentalmente, rispondendo alle domande di cui sopra.
Un’ultima incongruenza merita di essere fissata. Chi oggi lascia circolare l’elenco come atto d’accusa contro le presidenze del passato dovrebbe ricordare che il Consiglio Direttivo del 22 aprile 2022, con la partecipazione del consigliere Guadagnoli, deliberò di proporre all’Assemblea proprio la formalizzazione statutaria di quelle agevolazioni. Allora regola da approvare, oggi fango da spargere: la differenza non sta nei documenti, sta nel calendario.
10. La PEC trasmessa al Consiglio Direttivo il 9 settembre 2026
In pari data, il sottoscritto ha trasmesso al Consiglio Direttivo, e per conoscenza al Collegio dei Revisori dei Conti e al Collegio dei Probiviri, una PEC formale con la quale ha chiesto risposta scritta ai seguenti quesiti e le seguenti consegne: a) se il prospetto sia stato formato e rilasciato dalla Società (Consiglio Direttivo e/o Segreteria), da chi materialmente, su quale autorizzazione o delibera e in riscontro a quale istanza; b) la data di ricezione dell’istanza del 1° settembre 2026 e gli estremi del riscontro fornito, con indicazione dei destinatari; c) la consegna di copia integrale di tutta la documentazione resa disponibile in riscontro a detta istanza; d) la consegna del prospetto in versione integrale, senza oscuramento dei nominativi, richiamando la Corte di cassazione (Sez. I, ord. n. 5405/2023) sul diritto del socio di conoscere la precisa identità della compagine associativa e la regolarità dei singoli associati, nonché l’art. 7, comma 1, lett. e), del d.lgs. n. 36/2021 sulla parità di trattamento tra gli associati; e) le ragioni del mutamento di condotta rispetto ai dinieghi dell’aprile 2026; f) i criteri dell’oscuramento selettivo, con la domanda espressa se con tale scelta la Società intenda insinuare che sotto le presidenze nominate siano stati commessi atti illegittimi; g) per ciascuna delibera richiamata nel prospetto, la composizione integrale del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori in carica alla data della delibera, essendo le ammissioni atti collegiali e non atti del solo Presidente. Il termine per il riscontro è stato fissato in 24 ore, attesa l’imminenza dell’Assemblea elettiva, con l’avvertenza che la PEC sarà conservata, unitamente al riscontro o al mancato riscontro, ai fini di ogni opportuna valutazione nelle sedi competenti, ivi compreso il Garante per la protezione dei dati personali.
11. Conclusioni: l’onore dei Presidenti e il giudizio dei soci
La ricostruzione documentale consegna un quadro univoco. Le ammissioni agevolate furono una consuetudine pluridecennale, di finalità sportiva e sociale, gestita con delibere collegiali di Consigli di nove persone, esposta ogni anno nei bilanci approvati dalle Assemblee, vigilata da un organo di controllo che partecipava a tutte le sedute e che per sette esercizi consecutivi, con tre collegi diversi, ne ha certificato la conformità a usi e prassi consolidati senza mai segnalare irregolarità; una consuetudine che lo stesso organo di controllo, nel novembre 2019, chiese di ricondurre alla competenza assembleare, che il Consiglio del 2022 propose lealmente di trasformare in norma statutaria e che cessò quando l’Assemblea, sovrana, respinse quella proposta.
Francesco Sanfelici, Mario Ferraroni e Stefano Arisi hanno guidato la Baldesio dentro questa cornice: alla luce del sole, con atti collegiali, sotto controllo, nei bilanci, davanti alle Assemblee. A fronte di ciò sta un foglio anonimo, di formazione e paternità non dichiarate, diffuso a settantadue ore dal voto, costruito in modo da coprire i beneficiari ed esporre i soli Presidenti, tra cui un candidato. Ogni socio è in grado di misurare da sé la distanza tra la sostanza documentale dei fatti e la forma scelta per la loro divulgazione. Il buon nome dei Presidenti della Baldesio non ha bisogno di difese d’ufficio: bastano le carte, che questo documento si è limitato a mettere in fila e che l’autore tiene a disposizione di chiunque voglia verificarle. Chi ha domande da porre le rivolga a chi, due volte per iscritto, ha negato ai soci l’accesso ai medesimi dati.
Fonti documentali (tutte disponibili presso l’autore): prospetto «Elenco ammissioni tassa ridotta (senza nominativo)» in circolazione dal 9 settembre 2026; istanza di accesso di altro socio del 1° settembre 2026; PEC della Società del 27 aprile 2026, ore 16:56, e del 28 aprile 2026, ore 18:21; Baldesio Notizie n. 1, aprile 2022 (convocazione delle Assemblee del 14 maggio 2022, relazione del Presidente, conto economico consuntivo 2021, testo della proposta di variazione dell’art. 25); Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo: verbali del 22 aprile 2022 (pagg. 35-40) e del 7 giugno 2022 (pagg. 41-50); Libro dei Verbali del Collegio dei Revisori dei Conti: verbali del 15 ottobre 2019 (pagg. 75-77) e del 4 novembre 2019 (pagg. 78-79), relazioni ai bilanci 2018 (12 aprile 2019), 2019 (11 maggio 2020), 2020 (28 aprile 2021), 2021 (11 aprile 2022), 2022 (24 marzo 2023), 2023 (2 maggio 2024) e 2024 (16 maggio 2025); PEC del sottoscritto al Consiglio Direttivo del 9 settembre 2026. Il presente documento riferisce fatti documentati e formula, sui punti non documentabili, esclusivamente domande.
Si rilegga l’articolo
Evidentemente non lo ha fatto
Sulle altre calunnie rimando al raglio d’asino
Non funziona così. Corazzi rimanda a questo articolo come se fosse la Bibbia. Ma da qui si capisce che le regole sono addomesticabili, che si è preso per buono quello che nel tempo è stato fatto in barba allo statuto, che il presidente Sanfelici è stato uno dei protagonisti degli ingressi privilegiati, che non sono stai resi noti quali siano i meriti sportivi reali per cui sono stati ammessi e autorizzati, che non si sa in base a che cosa l’uno pagasse una cifra e l’altro un’altra… insomma: Corazzi ha lottato per delegittimare un consiglio (che non meritava altro, sia ben chiaro) e ora si arrampica sugli specchi per difendere il candidato presente che appoggia. Corazzi ha deluso.
Non sa di cosa sta parlando
non conosce il diritto.
Il ragionamento giuridico si regge su quattro pilastri.
**1. Che cos’è una consuetudine.** Il diritto riconosce la consuetudine quando concorrono due elementi: la ripetizione costante e uniforme di un comportamento per un tempo apprezzabile (la *diuturnitas*) e la convinzione di chi lo pratica che quel comportamento sia legittimo e doveroso (l’*opinio iuris*). Alla Baldesio ci sono entrambi: decenni di ammissioni agevolate deliberate con le stesse modalità, per la stessa finalità, e la convinzione, condivisa da presidenti, consiglieri, revisori e assemblee di generazioni diverse, che ciò rientrasse nei poteri del Consiglio sulle domande di ammissione.
**2. Perché vale anche senza Statuto.** Un’associazione è un ordinamento privato che, per l’art. 36 del codice civile, è regolato «dagli accordi degli associati»: e gli accordi non vivono solo nello Statuto scritto, ma anche nei comportamenti concludenti ripetuti e accettati da tutti. Lo Statuto attribuiva al Consiglio la decisione sulle ammissioni; la consuetudine si è formata *praeter statutum*, cioè accanto allo Statuto, riempiendo uno spazio che il testo non disciplinava: la misura della tassa in casi meritevoli. Non era un comportamento nascosto contro le regole: era la regola non scritta, praticata alla luce del sole.
**3. Perché era conosciuta e accettata.** Qui sta la prova regina: la consuetudine è opponibile perché tutti gli organi l’hanno conosciuta e convalidata. I Consigli deliberavano collegialmente e verbalizzavano; i Revisori partecipavano alle sedute e certificavano per iscritto, anno dopo anno, l’osservanza «conforme ad usi e prassi consolidati», formula che è essa stessa il riconoscimento tecnico della consuetudine; le Assemblee approvavano bilanci in cui quelle tasse figuravano come voce autonoma, stampata sul giornalino spedito a ogni socio. L’approvazione del bilancio da parte dell’organo sovrano, ripetuta per decenni con piena conoscibilità del dato, vale come ratifica continua della prassi.
**4. Perché è finita, e perché anche la fine la conferma.** Una consuetudine cessa quando la volontà espressa dell’ordinamento la supera. Nel 2019 i Revisori rilevarono che l’art. 34 riservava all’Assemblea la determinazione delle tasse: un’anomalia di competenza formale, non un illecito, tanto che nessuna irregolarità fu mai segnalata. Il Consiglio fece l’unica cosa corretta: propose di trasformare la consuetudine in norma scritta. L’Assemblea del 2022 respinse, e la prassi cessò immediatamente. Questo epilogo dimostra due cose insieme: che la fonte sovrana era riconosciuta da tutti nei soci, e che fino a quel pronunciamento la consuetudine era vissuta come pienamente legittima. Chi oggi la giudica col metro del dopo commette l’errore che i giuristi chiamano retroattività del giudizio: applicare a ieri una volontà che i soci hanno espresso solo nel 2022.
In sintesi: non tutto ciò che è legittimo sta scritto. Nelle comunità, come negli ordinamenti, vale anche ciò che tutti hanno fatto, saputo, controllato e approvato per decenni. E quando i soci hanno voluto cambiare, si è cambiato: il che è esattamente il contrario dell’abuso.
Nessuno specchio
Solo verbali, delibere, assemblee
Funziona così in democrazia
Se da una parte chi ha voluto screditare la lista appoggiata da Corazzi ( e possiamo fare legittime supposizioni su chi avesse interesse a colpire lui attraverso i suoi) si comporta da vero avvoltoio, dall’altra meglio sapere prima con chi si ha a che fare! Avvoltoi da una parte, dunque, e dall’altra persone che non hanno rispettato statuto e regolamento, e neppure l’opinione dei revisori che l’ hanno fatto notare. Persone che interpretano a loro uso e consumo in nome del “si è sempre fatto così” comportamenti di cui i soci non erano al corrente. Abbiamo il coraggio di mandare tutti a casa prima che combinino altro. Né l’una né l’altra lista rappresentano la Baldesio.
Sono d’accordo con chi pensa che se si vuole rappresentare una società come la Baldesio debba essere entrato come socio in modo corretto e senza approfittare di assurdi privilegi. La Baldesio non è dei furbetti. Chi non ha conseguito meriti sportivi documentati e di un certo rilievo non è uguale a tutti noi. Se intende esserlo, regolarizzi la sua posizione.
Due liste, dispiace dirlo, molto discutibili. Varrebbe la pena che nessuno andasse a votare.
Forse è proprio questo che si vorrebbe ottenere col foglietto anonimo
Ma resterei delusi.
Si voterà
Il nuovo consiglio sarà eletto
E la Baldesio verrà rifondata sul rispetto delle regole e delle persone.
Summa perfetta del non aver capito nulla, ma nessuno credo si stupisca della cosa. Innanzitutto la cosa è servita per spazzar via la sua eccelsa lista che sapeva di stantìo lontano un miglio poi per il resto vada avanti per la sua strada come sempre che vedrà che soddisfazioni. La attendiamo alle prossime puntate, che saranno a breve sicuramente.
Buona giornata e vada avanti a rimirare sia i pannelli solari sia le telecamere che li sono e li rimangono anche con questo nuovo consiglio, se ne faccia una ragione e pedalare.
quanto astio .., e come mi fa piacere.
È finita.
La BALDESIO riparte
Buon lavoro al nuovo Consiglio.
Finita con la sconfitta sonora della sua lista, anche e soprattutto per la vergogna degli ingressi agevolati.
Se ne faccia una ragione e non salga ora in modo altrettanto vergognoso sul carro del vincitore, questo consiglio non è farina del suo sacco.
L’ultimo evento atmosferico mi ha privato dell’antenna e della parabola.
Nessun problema, basta leggere articoli e commenti ed hai uno spettacolo da avanguardia.
Emergono asti, ripicche, dichiarate o da carbonari, ego emergenti, saccenza che inondano il web ed il tutto senza calcolare che ci sono centinaia di soci che guardano schifati questo triste spettacolo, indegno per il blasone della Baldesio (che ormai non esiste più, visto il continuo e costante “sputtanamento”).
Non ne possono più, ed in maniera educata desiderano solo che tutto finisca.
Vogliono poter andare alla Baldesio senza che nessuno sbomballi oltre il dovuto con veleni e campagne elettorali.
Per cui visto il clima, potrebbe essere eletto anche Mattarella come Presidente, ma c’è la certezza che questa atmosfera da Guardie contro Ladri, Paladini del Popolo (il Popolo attenzione che se li sceglie da solo), Giustizieri della notte….non finirà.
Ormai la strada tracciata è questa .
L’unica cosa che succederà è un aumento orchitico derivante da questo continuo stato di Guerra.
Alla fine in assemblea spero prevalga il ..chi è senza peccato scagli la prima pietra: eh, li sorgerà il vero problema a quanto pare.
Completamente d’accordo con il sig. Guido.
In maniera semplice e coincisa ha espresso il parere di molti (in teoria la maggior parte, credo) dei Soci.
Indipendentemente dalle simpatie.
Ho appena visto l’ennesimo articolo qui sul blog del Direttore Zanolli sulla Baldesio….ovviamente a firma di..indovinate chi?…che adesso chiede al nuovo consiglio di indagare…io dico…a parte il fatto che ogni questione riguardante la Baldesio deve passare dal commento di Corazzi, e già qui…ormai il messaggio che passa a chi non fa parte del Sodalizio è Baldesio = Corazzi…e non mi pare il caso…cos’è adesso? L’opinionista ufficiale della Società? Tipo a Forum? Non ho mai visto articoli di altri Soci più o meno conosciuti nei quali dicano anzi, pretendano, di dire cosa bisogna fare o meno, chi appoggino alle elezioni…e diamo in 3.200….quindi, per poi dirla in breve, se non dovesse essere eletto il suo o i suoi candidati, cosa succede? Ricominciamo da capo come 4 anni fa? Perché il rischio è potente…o si fa quel che dice lui o ricominceranno le PEC..mai cessate, tra l’altro…e allora non ci sarà più la “scusa” di Guadagnoli & C.
Leggo su ogni lista il punto fermo di riportare il clima di serenità e convivialità fra i Soci…finché si continuerà così la vedo dura…molto dura, perché adesso la situazione, già pesante prima, sta diventando proprio esasperante! Tutti i santi giorni a fare polemica e a inondare la segreteria di PEC di 40 pagine…ma basta!
Si, abbiamo capito la solfa che i 5 giudici le han dato ragione…ma visto cosa combinano giudici, GIP e magistratura di questi tempi non c’è da andarne fieri…
Abbiamo capito tutti ormai che andrà avanti ancora e ancora perché lei ha sempre ragione…ma i Soci della Baldesio ne han veramente le tasche piene! Adesso ci sarà un nuovo consiglio! Bene! Da chiunque sia composto lo lasci lavorare in pace e poi si vedrà…ma basta!!!
Anonimo Bitta
Io sono un semplice Socio
Ed esercito solo i miei diritti di socio.
Se il nuovo consiglio opererà rispettando le regole io non avrò nulla da contestare.
Vada a rileggersi le 5 ordinanze di 7 giudici a mio favore tutte espresse sotto il consiglio uscente.
Lì c’è tutto
Corazzi a trastevere le avrebbero urlato ‘d’acce en tajo, hai rotto er cazzo’.
si rassegni
La BALDESIO riparte
se le da fastidio vada a Trastevere
Raglio d’asino non giunse in cielo.
Il nuovo consiglio sarà eletto e agirà nel rispetto delle regole….ma non quelle che dice lei, sig. Corazzi….perché la guerra con l’ex consiglio è iniziata così…se lei, dall’alto delle sue competenze, vuole gestire la Baldesio, si metta in gioco e si candidi….troppo facile stare sempre all’opposizione a criticare! Cos’è, Elly Schlein?
Cmq faccia come le pare, come sempre.
Quelle che dico io sono le regole previste dalla legge dallo Statuto e dai Regolamenti
Regole e statuto rispettati come gli ingressi agevolati d’altronde
..ahahaha… meno male che i soci hanno saputo distinguere la realtà dalle stucchevoli giustificazioni che puzzavano di falso lontano un miglio.
Infatti.
I soci hanno sfiduciato il consiglio mandandolo a casa
Mai successo che in Baldesio venissero bocciati sia il bilancio consuntivo che il bilancio preventivo
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