Il sondaggio promosso dalla Canottieri Baldesio sul rinnovo e la manutenzione di impianti e servizi ha registrato una partecipazione significativa, con 1.015 votanti su 3.215 soci. Una partecipazione pari a quasi il 32% del corpo sociale rappresenta un successo democratico importante. Questo livello di coinvolgimento non fornisce solo un’indicazione, ma un mandato statistico robusto e inequivocabile per orientare le scelte future e le priorità della Canottieri Baldesio.
Dal punto di vista demografico, la partecipazione è stata trainata in particolare dalle fasce centrali, con i soci tra i 46 e i 65 anni che rappresentano quasi la metà dei votanti complessivi. Nel dettaglio, 461 le donne e 554 gli uomini coinvolti, se si considerano tutte le diverse fasce d’età.
Tra gli interventi che hanno ottenuto una maggioranza di consenso emergono con chiarezza alcune priorità. In testa la riqualificazione e cura della piscina da 33 metri, che raccoglie il 67,78% dei voti favorevoli. Seguono la schermatura e il riordino delle zone rifiuti (58,82%), la nuova asfaltatura di viali e parcheggi (57,93%), la riqualificazione della sala polivalente (56,85%) e il restyling degli spogliatoi maschili (54,78%). Più contenuto, ma comunque sopra la soglia del 50%, il consenso per la nuova piscina dei bambini (50,15%).
Diverso l’esito per altri interventi, che registrano una prevalenza di voti contrari. Tra questi il rifacimento del fondo del palazzetto polivalente, il rinnovo della recinzione esterna e l’ampliamento delle aree gazebo ed estiva. Percentuali di opposizione più marcate riguardano invece proposte come la copertura invernale della piscina da 50 metri, il rifacimento dell’illuminazione dei parchi e, soprattutto, nuovi interventi strutturali come il campo da basket coperto e la tensostruttura per i campi da tennis, che superano ampiamente il 70% di voti contrari .
I risultati del sondaggio saranno ora recepiti dal Consiglio Direttivo come mandato strategico prioritario per il 2026. Sulla base delle preferenze espresse dai soci verranno avviati gli studi di fattibilità tecnica ed economica per gli interventi che hanno ottenuto la maggioranza dei consensi, mentre le proposte con maggiore opposizione verranno rivalutati in futuro nel rispetto della volontà espressa dai soci.
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3 risposte
Un sondaggio “democratico” come non è mai stato fatto prima da lasciare sul groppone di chi verrà dopo? Sul groppone di tutti noi soci che non siamo mai stati interpellati prima di dilapidare quello che c’era e che è stato speso per soddisfare le ambizioni di un consiglio direttivo che ci ha trascinato in un mare di debiti senza risolvere i problemi veri, in tribunale dove giudici vari l’hanno considerato in torto, e sulla bocca di tutti. Vergogna!
Ma che stai a di? Mare di debiti ? Ma dove hai letto questa panzana, su Lercio? A chiusura del delirante messaggio la solita frase di stampo bancone del bar del ‘non cielo dicono e non ci hanno chiesto nulla’ , non sono mica state fatte ogni anno assemblee con votazione del preventivo e consuntivo? Chi le ha approvate le spese i soci della Bissolati? La vedo quindi confuso su molti punti, se fossimo alle superiori la rimanderei a settembre in modo da ripassare almeno l’abc di come funziona un sodalizio.
Da socio della Canottieri Baldesio, e da imprenditore abituato a leggere bilanci e piani di investimento, mi permetto di porre alcune osservazioni a margine dell’articolo.
Il tema centrale, prima ancora dei numeri, è di metodo. La manutenzione del patrimonio sociale non è materia da sondaggio: è obbligo degli amministratori. Chi è eletto per amministrare un’associazione eredita un patrimonio e ha il dovere primario di conservarlo. Non è una facoltà che si esercita previa consultazione dei soci, è il contenuto stesso del mandato. Sottoporre a votazione la riqualificazione di una piscina che è il simbolo dell’associazione, l’asfaltatura dei viali, il rifacimento di spogliatoi degradati, significa chiedere ai soci se autorizzano gli amministratori a fare ciò che è il loro primo dovere. Dopo tre anni di mandato, questa impostazione lascia perplessi.
Soprattutto se si guarda alla sostanza dei sei interventi che hanno superato il 50%. Cinque sono opere di manutenzione e rifacimento di strutture esistenti. Solo uno, la vasca per i bambini, è un nuovo investimento, peraltro passato al 50,15%. Sommando gli importi, circa il 96% di quanto i soci hanno approvato consiste in manutenzione e conservazione di ciò che già esiste. Il 4% è nuovo. Definire questo risultato “mandato strategico prioritario” è una lettura che, da imprenditore, faccio fatica a riconoscere: nel mio mestiere, quando i soci approvano in larghissima parte ciò che andava fatto comunque, e dicono no a quasi tutte le opere effettivamente nuove, non si parla di mandato strategico. Si prende atto che la priorità del corpo sociale è l’amministrazione ordinaria, e ci si organizza per garantirla.
C’è poi un secondo aspetto, di coerenza gestionale, che mi colpisce. Per tre anni, su scelte di spesa significative, gli amministratori hanno deliberato in autonomia, senza coinvolgere i soci. Ora, nell’imminenza dell’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio 2025 — e dopo due esercizi in cui i voti contrari sui consuntivi sono passati da circa un quarto nel 2024 a oltre il 40% nel 2025 — su un piano da 6,8 milioni di euro si sceglie improvvisamente di sondare il parere dei soci. La discrepanza tra i due metodi, da chi gestisce un’impresa, è difficile da seguire.
Aggiungo, sempre come socio, una considerazione di metodo. Ho richiesto formalmente, con più comunicazioni a partire dal 14 aprile 2026, la documentazione tecnica ed economica a supporto del piano: progetti di massima, preventivi, computi metrici, studi di fattibilità. Nulla di tutto questo mi è stato fornito. In assenza di questi documenti, nessun socio è nella condizione di valutare la coerenza fra le cifre indicate e gli interventi proposti. Su un piano da quasi sette milioni, è una mancanza che pesa.
Sullo strumento, infine. Un sondaggio raccolto su un modulo Google e su raccolta cartacea senza certificazione notarile o controllo terzo non offre, per sua natura, le garanzie tecniche di immodificabilità e tracciabilità che ci si attenderebbe per una consultazione su importi di queste dimensioni. Non sto sostenendo che i dati siano stati modificati, sto dicendo che lo strumento, in sé, non offre la sicurezza che dovrebbe.
È utile, infine, ricordare che un’altra storica canottieri cittadina, di dimensioni comparabili alla nostra, ha gestito di recente una scelta analoga in modo molto diverso. Nell’ottobre 2024 la Canottieri Bissolati ha sottoposto ai propri soci la scelta degli investimenti attraverso un’assemblea appositamente convocata su quel solo ordine del giorno, con voto in presenza, deleghe formali e conteggio puntuale dei consensi su ciascun progetto, registrando 650 voti validi. In quell’occasione il presidente Maurilio Segalini, in dichiarazioni riportate dalla stampa locale, ha sintetizzato così la cornice di partenza: “Il Consiglio di amministrazione deve sapere che deve cercare di mantenere quello che ha nel miglior modo possibile, ma avere anche uno sguardo al futuro”. È una distinzione — tra dovere ordinario di chi amministra e scelta strategica di indirizzo — che merita di essere richiamata anche nel nostro contesto, perché la sede propria di una consultazione sui grandi investimenti è quella, ed è in quella sede che ogni voce di spesa viene presentata, documentata, e sottoposta a un voto trasparente e verificabile.
Da socio, mi auguro che la prossima assemblea sia l’occasione per riportare la discussione su questo terreno: documenti alla mano, voce dopo voce, con la chiarezza che un patrimonio comune merita.
Alberto Corazzi
Socio della Canottieri Baldesio