Bergamaschini (Lega) al sindaco Bergamschi: meno Lepore più Crema, la tua amministrazione è un totale fallimento

28 Luglio 2026

Lettere aperta a Fabio Bergamaschi

Signor Sindaco
in questi giorni Lei ha scelto di schierarsi pubblicamente al fianco del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, sottoscrivendo un appello di carattere politico su una vicenda delicata e ancora oggetto di valutazioni e accertamenti.

È una scelta che consideriamo grave, non tanto per la solidarietà espressa a un altro amministratore, quanto per il messaggio politico che essa trasmette.

Ancora una volta, davanti a una questione che coinvolge l’ordine pubblico, le istituzioni e l’operato delle forze dell’ordine, Lei ha preferito seguire la linea del proprio schieramento anziché mantenere quella prudenza, quell’equilibrio e quel senso delle istituzioni che dovrebbero caratterizzare il comportamento di un sindaco.

La solidarietà istituzionale non può funzionare a intermittenza. Non può essere immediata e rumorosa quando riguarda un collega politicamente vicino e diventare timida, prudente o addirittura assente quando a essere messi sotto accusa sono gli uomini e le donne che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini.

Su Bologna Lei ha trovato subito il tempo di firmare un appello. Ci chiediamo, allora, dove sia la stessa tempestività quando si tratta di affrontare i problemi di Crema.

Dove sono le prese di posizione nette sui fatti di violenza che hanno interessato la nostra città?

Dove sono le risposte sul degrado di piazza Di Rauso?

Dove sono gli interventi concreti nei quartieri in cui i residenti segnalano insicurezza, comportamenti illeciti, disturbo e abbandono?

Dove sono le soluzioni per una viabilità che continua a creare disagi,   confusione ed esasperazione?

Crema, nel giro di pochi mesi, è stata sconvolta da due omicidi che hanno coinvolto cittadini stranieri. Si tratta di fatti gravissimi, che non possono essere archiviati come episodi isolati né affrontati con comunicati generici e rassicurazioni di circostanza.
Quando in una città si verificano episodi di questa portata, il compito dell’amministrazione non è minimizzare, cambiare argomento o rifugiarsi nelle formule di rito. Il compito dell’amministrazione è comprendere ciò che sta accadendo, prevenire nuovi episodi, rafforzare il controllo del territorio e restituire ai cittadini la certezza che le istituzioni siano presenti. Invece, mentre Crema pone domande sempre più urgenti, il suo sindaco guarda altrove. Guarda a Bologna, interviene nelle polemiche nazionali, partecipa alle mobilitazioni della propria area politica e si espone in difesa di un collega di partito.

Ma il sindaco di Crema dovrebbe avere un’altra priorità: Crema. Dovrebbe occuparsi di chi vive ogni giorno i problemi della città, di chi attraversa determinate piazze con preoccupazione, di chi segnala situazioni di degrado senza ricevere risposte, di chi subisce le conseguenze di scelte amministrative insufficienti e di chi chiede semplicemente di poter vivere in una città ordinata e sicura.

C’è poi una questione ancora più seria.
Per giorni, sulla vicenda di Bologna, è stato alimentato un clima di sospetto nei confronti delle forze dell’ordine. Sono state diffuse ricostruzioni, accuse e giudizi prima che i fatti fossero completamente chiariti.
Quando si mette in discussione l’operato di chi indossa una divisa, un amministratore pubblico dovrebbe usare parole misurate, attendere gli accertamenti e ricordare che la tutela della legalità non può essere piegata alle esigenze della propaganda politica.

Lei, invece, ha scelto di schierarsi.
E ha scelto di farlo dalla parte di chi, in quella vicenda, non ha saputo esprimere fin dall’inizio una posizione chiara e inequivocabile a sostegno delle forze dell’ordine.

Noi Le chiediamo maggiore rispetto.
Rispetto per gli agenti che affrontano situazioni difficili e pericolose.
Rispetto per chi viene chiamato a ristabilire l’ordine durante manifestazioni caratterizzate da tensioni e violenze.
Rispetto per istituzioni che non possono essere difese soltanto quando coincidono con gli interessi politici della propria parte.

Un sindaco non dovrebbe mai prestarsi alla delegittimazione, diretta o indiretta, delle Forze dell’Ordine. Dovrebbe essere il primo a difenderne il ruolo, a riconoscerne il sacrificio e a condannare senza esitazioni chi ricorre alla violenza.

Non esistono violenze accettabili perché compiute dalla parte politica che si considera giusta.

Non esistono frange da comprendere quando colpiscono agenti, devastano le città o trasformano una manifestazione in uno scontro.

La legalità o vale sempre, oppure non vale nulla. Ed è proprio questo che contestiamo alla Sua posizione: una legalità proclamata a parole, ma applicata con criteri diversi a seconda di chi è coinvolto.

Quando si tratta di sostenere un collega della sinistra, ogni dubbio diventa un caso politico nazionale.
Quando si tratta invece di sostenere le forze dell’ordine o di affrontare le criticità di Crema, il tono cambia, la prudenza aumenta e le risposte si fanno vaghe. uesta non è imparzialità istituzionale.
È appartenenza politica mascherata da solidarietà.
Signor Sindaco, il suo mandato non consiste nel firmare appelli per difendere amministratori di altre città.
Il suo mandato consiste nel governare Crema.
Consiste nel garantire sicurezza, decoro, ordine, mobilità e qualità della vita.
Consiste nel presentarsi davanti ai cittadini con risultati concreti, non con dichiarazioni ideologiche.
E da questo punto di vista il bilancio della Sua amministrazione è pesantemente negativo.

Crema è una città in cui aumentano la preoccupazione e la percezione di insicurezza, in cui alcune aree vengono vissute come problematiche, in cui la viabilità continua a essere gestita in modo confuso e in cui i cittadini hanno sempre più spesso la sensazione di non essere ascoltati.
Di fronte a tutto questo, Lei non può continuare a comportarsi come il rappresentante locale di una corrente politica.

Lei dovrebbe essere il sindaco di tutti.
Ma un sindaco di tutti non firma appelli per appartenenza e poi ignora le richieste che provengono dalla propria città. Un sindaco di tutti non cerca visibilità nazionale mentre i problemi locali restano irrisolti.

Un sindaco di tutti non lascia sole le forze dell’ordine quando vengono messe sul banco degli imputati.
Lei, invece, ha scelto ancora una volta la bandiera di partito anziché la fascia tricolore. Ha scelto di difendere un collega anziché difendere il principio dell’autorità dello Stato. Ha scelto di parlare di Bologna mentre Crema continua a chiedere risposte.

Questa non è soltanto una scelta politica sbagliata. È la fotografia di un’amministrazione che ha perso il contatto con la città, con le sue paure e con le sue priorità.

Le chiediamo quindi di smettere di utilizzare il ruolo di sindaco come una tribuna per le battaglie della sinistra nazionale.
Si occupi di Crema.
Si occupi della sicurezza.
Si occupi dei quartieri.
Si occupi di piazza Di Rauso.
Si occupi della viabilità.
Si occupi dei cittadini che ogni giorno subiscono le conseguenze delle Sue scelte e delle Sue omissioni.
Perché il problema non è soltanto ciò che Lei ha firmato.
Il problema è ciò che, mentre firmava, continuava a non fare.
E oggi il giudizio è inevitabile: Lei è molto presente quando si tratta di difendere il proprio schieramento, ma troppo spesso assente quando si tratta di difendere Crema.
Non è più credibile presentarsi come garante delle istituzioni mentre si assume una posizione che indebolisce la fiducia nelle forze dell’orrdine.
Non è più credibile parlare di buona amministrazione mentre la città affronta problemi di sicurezza, degrado e viabilità senza risposte adeguate.
Non è più credibile invocare responsabilità negli altri senza assumersi la responsabilità dei fallimenti della propria Giunta.
Lei non è stato eletto per proteggere Matteo Lepore.
Non è stato eletto per firmare appelli ideologici.
Non è stato eletto per fare il portavoce della sinistra nazionale.
È stato eletto per governare Crema.
E su questo compito, quello vero, quello per cui i cittadini Le hanno affidato la città, la Sua amministrazione ha fallito.
Ha fallito nella sicurezza.
Ha fallito nel controllo del territorio.
Ha fallito nella gestione della viabilità.
Ha fallito nel dare risposte ai quartieri.
Ha fallito nel rappresentare tutti i cittadini e non soltanto la propria parte politica.
La smetta quindi di guardare a Bologna per nascondere ciò che non funziona a Crema.
Prima di offrire solidarietà politica agli altri, provi a restituire sicurezza e fiducia ai cremaschi.
Altrimenti abbia almeno il coraggio di ammettere la verità: la Sua priorità non è più amministrare questa città, ma utilizzare il ruolo di sindaco per partecipare alle battaglie del Suo partito.
E a quel punto il problema non sarebbe più soltanto una gestione fallimentare.
Sarebbe il tradimento politico del mandato ricevuto dai cittadini.

Andrea Bergamaschini

Capogruppo Lega in consiglio comunale a Crema

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