Canoa. Campionati italiani, Baldesio in crescita

1 Settembre 2026

Si sono svolti a Mantova, dal 31 luglio al 2 agosto, i Campionati Italiani di canoa, appuntamento che ha rappresentato la conclusione di una stagione lunga e impegnativa per la Canottieri Baldesio.

Sono stati tre giorni particolarmente difficili anche dal punto di vista delle condizioni climatiche, con temperature molto elevate che hanno messo a dura prova gli atleti. Nonostante questo, tutta la squadra ha affrontato le gare con grande impegno, serietà e voglia di dare il massimo fino all’ultima prova.

Come allenatore, quello che mi lascia più soddisfatto non sono soltanto i risultati ottenuti, ma soprattutto il percorso che questi ragazzi hanno fatto durante l’anno. Vedere la loro crescita, la loro dedizione e la capacità di continuare a lavorare anche quando i risultati non arrivavano immediatamente è sicuramente una delle cose più belle di questa stagione.

Un elogio particolare va al K4 maschile Junior composto da Pietro Persico, Tommaso Zanotti, Umberto Salvagnini e Marco Cabrini.

Questi quattro ragazzi hanno avuto una crescita davvero importante nel corso della stagione. Per capire il valore del risultato ottenuto a Mantova bisogna però guardare da dove siamo partiti.

A inizio stagione il K4 del Verbano, una delle barche più competitive, riusciva a darci circa 10 secondi di distacco. Un divario che sembrava molto difficile da colmare.

Con il passare dei mesi, attraverso gli allenamenti e il lavoro quotidiano, i ragazzi sono riusciti a migliorare sia individualmente sia come equipaggio. Hanno imparato a stare sempre più insieme in barca, a trovare il giusto ritmo e soprattutto a credere nelle proprie possibilità.

A Mantova il K4 della Baldesio ha chiuso i 500 metri in 1’30”, conquistando un ottimo quarto posto, arrivando a meno di un secondo proprio dal K4 del Verbano.

È questo, forse, il dato che mi rende più orgoglioso. In pochi mesi siamo passati da circa 10 secondi di distacco a meno di uno.

La classifica dice quarto posto, ma dietro quel quarto posto c’è un percorso che racconta molto di più: sacrificio, allenamenti, caldo, fatica e soprattutto la volontà di continuare a migliorarsi.

E la conferma è arrivata anche nella gara dei 200 metri, dove gli stessi ragazzi hanno ottenuto un ottimo quinto posto, dimostrando di essere competitivi anche su una distanza completamente diversa.

Sono risultati che danno valore al lavoro fatto durante tutta la stagione e che devono essere uno stimolo per il futuro.

Faccio quindi i complimenti a Pietro, Tommaso, Umberto e Marco, ma anche a tutti gli altri ragazzi della Canottieri Baldesio che hanno affrontato questi Campionati Italiani con lo stesso spirito e la stessa voglia di mettersi alla prova.

Alla fine, quello che rimane di questi Campionati Italiani non è solamente un quarto o un quinto posto. Rimane soprattutto la consapevolezza che i risultati arrivano quando c’è un gruppo disposto a lavorare, a sacrificarsi e a credere nel percorso che sta facendo.

Nel nostro sport non esistono scorciatoie. La differenza, nel tempo, la fanno la continuità, la dedizione e la capacità di presentarsi ogni giorno all’allenamento con la voglia di migliorare qualcosa.

Credo anche che, nel lavoro con i ragazzi, non sia tanto la metodologia di allenamento a fare la differenza, quanto il metodo con cui la si applica. Non esiste un allenamento perfetto o una formula che garantisca un risultato. Esiste il modo in cui si lavora, la cura che si mette in ogni allenamento, l’attenzione ai particolari e la capacità di costruire, giorno dopo giorno, la mentalità dell’atleta.

Ed è proprio questo che ho visto in questi ragazzi durante questa stagione.

Il loro miglioramento non è arrivato per caso. È il risultato di mesi di lavoro, di allenamenti fatti anche quando era più difficile, di errori corretti e di piccoli miglioramenti che, messi insieme, hanno portato a un risultato che a inizio stagione sembrava molto lontano.

Per questo, più ancora del risultato di Mantova, sono orgoglioso del percorso che hanno fatto.

Perché nello sport il cronometro misura il tempo di una gara, ma non può misurare tutto quello che c’è dietro.

E dietro quell’1’30” nei 500 metri ci sono mesi di lavoro, dedizione, sacrificio e soprattutto la scelta, fatta ogni giorno, di voler diventare un po’ più forti di ieri.

Riccardo Gualazzi

allenatore canoa Canottieri Baldesio

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