Cartellone Pro Vita rimosso, interrogazione di Carotti

12 Giugno 2026

«Ho depositato un’interrogazione a risposta orale per fare piena luce sulla decisione del sindaco di Cremona Andrea Virgilio di procedere alla rimozione del cartellone Pro Vita collocato presso la fermata dell’autobus nelle vicinanze dell’ospedale. Una scelta che considero profondamente sbagliata e che rappresenta un grave cedimento ad una visione ideologica che pretende di mettere a tacere ogni voce che dimostra alle donne che possa esserci un’alternativa all’aborto».

Lo dichiara Matteo Carotti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e presidente provinciale di Gioventù Nazionale Cremona, annunciando il deposito dell’atto ispettivo.

«Il messaggio riportato sul cartellone – che invitava a non rinunciare alla maternità e ricordava alle donne in difficoltà l’esistenza di un aiuto concreto – non conteneva alcuna forma di odio, né alcuna violazione dell’ordine pubblico. Al contrario, esso si poneva perfettamente nello spirito della Legge 194 del 1978, che non si limita a disciplinare l’interruzione volontaria di gravidanza, ma impone alle istituzioni di rimuovere le cause che possono indurre una donna ad abortire e di sostenerla durante la gravidanza e dopo il parto.»

«Trovo francamente inquietante che un Sindaco ritenga che un messaggio che offre sostegno e prospetta alternative all’aborto possa costituire un “disagio psicologico” tale da giustificarne la rimozione. Se si arriva a censurare perfino un invito alla vita e alla solidarietà, allora significa che siamo di fronte ad una deriva culturale che considera legittima una sola posizione e intollerabile qualsiasi opinione differente.»

«La libertà di espressione, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, non può essere compressa sulla base di valutazioni puramente ideologiche. Allo stesso modo, gli articoli 2 e 29 della Costituzione riconoscono e tutelano i diritti inviolabili della persona e la famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio. Non è dunque comprensibile quale bene giuridico il Sindaco abbia inteso tutelare con un provvedimento che ha finito, nei fatti, per colpire un messaggio di sostegno alla maternità.»

«Con l’interrogazione depositata chiedo che il Sindaco spieghi ai cittadini di Cremona le ragioni di questa decisione. Perché se offrire aiuto a una donna in difficoltà è diventato motivo di censura, allora il problema non è certamente quel cartellone, ma l’idea di società che qualcuno vorrebbe imporre.»

 

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