Casa Stradivari, nessuna iniziativa, pochi visitatori

18 Gennaio 2024

A poco più di otto mesi dalla sua riapertura, in pompa magna, che cos’ha portato la ‘nuova’ Casa di Stradivari alla città di Cremona? Al netto delle polemiche sulla veridicità della stessa, poco o nulla.  È un tema non banale perché in quel progetto sono finiti soldi pubblici. Il Comune ha investito centomila euro di tasse dei cremonesi. A conti fatti, è vero che sono partiti i corsi per liutai: quattro partecipanti in tutto. È apparso qualche articolo di stampa. Sono state registrate un paio di comparsate di personaggi televisivi. Molti i post sui social con l’edificio restaurato. Poi? Il deserto assoluto. Non una presentazione di libri. Non un convegno. Non un concerto, anche breve. Turisti pochini.

Da quanto si capisce non è agevole poterla visitare. Rapporti con il Museo del Violino: incerti e misteriosi. Più che un centro di aggregazione culturale e liutario  sembra essersi tutto trasformato in un ristretto circolo privato. La regola aurea che vorrebbe che ad ogni euro speso dalla pubblica amministrazione ne tornino almeno due, sembra essere stata messa definitivamente da parte.

Forse, in sede di presentazione, erano state eccessive le aspettative.

Forse non si era valutato bene il programma proposto per l’utilizzo della prima abitazione del grande maestro.

E ora ‘cui prodest’ tutto ciò? Ah saperlo!!!

 

Ghino di Tacco

15 risposte

  1. Una casa fasulla e un mare di soldi pubblici
    È accettabile? No è un assurdo di cui bisognerebbe chiedere conto
    E la opposizione dove è ?

  2. Deliberare un contributo pubblico a favore di una iniziativa in sé non è contestabile. Ma non seguire un progetto, quando magari nemmeno esiste, è ovviamente inaccettabile. Uscite dagli uffici , o voi che vi entrate ogni mattina…..guardare in faccia la realtà non è vietato

  3. È come il nuovo ospedale di Cremona, costruiscono una bella scatola vuota, i progetti bisogna farli prima e richiedono piani ben precisi con persone ben precise, chi fa cosa, adesso c’è una fiammante auto da corsa ma nessuno sa pilotarla.
    L’ennesima cattedrale nel deserto.

  4. vera o fasulla non so e non entro nel merito.
    la casa, come struttura era messa molto male l’idea di creare un punto di riferimento per la liuteria concepita come laboratorio mi sembra sia stata una idea apprezzabile.
    la ristrutturazione tutti ormai sanno quanto può costare, 100.000 € sono tanti o pochi,e’discutibile il risultato finale .
    Corso Garibaldi ha bisogno di togliersi da quella mediocrità e desertica isola pedonale. speriamo nel tempo che questa ristrutturazione possa dare risultati .

  5. Fantasia e iniziativa grandi sconosciute a Cremona, l’incapacità di far vivere le strade in modo sano è un dato di fatto, le uniche cose che in città hanno avuto una crescita abnorme ed esponenziale sono il degrado, l’incuria, la sporcizia, la delinquenza e la violenza. L’unica via di uscita è il coinvolgimento della cittadinanza ed invece non si fa altro che bastonarla.

  6. A mio avviso c’è tanta superficialità in questo articolo. Tante informazioni infondate e senza contenuto. Troppo comodo scrivere utilizzando un alias.
    A differenza di chi ha scritto l’articolo, io sono andata a visitarla ed è qualcosa di straordinario.
    Bisogna fare della giusta informazione e non parlare tanto per.

  7. L’articolo contiene diverse inesattezze. La prima su tutte il contributo assegnato (che è di 40k) è assegnato dal Ministero della Cultura proprio sulle attività di formazione dei giovani liutai che hanno iniziato il corso. Casa Stradivari infatti non è un attrattore turistico, ma un centro di formazione e come tale riceve in fondi.
    La ristrutturazione è stata totalmente a carico della fondazione con capitale privato quindi senza esborso economico. A fine gennaio partiranno anche le prime masterclass per gli studenti del conservatorio come da programma presentato a luglio 2023.
    Inoltre da oltre 30 anni la casa era di fatto un edificio vuoto che finalmente è stato recuperato. Infine l’anonimato è sempre comodo, ma più utile per il dibattito che tutti si espongano con nome e cognome, almeno per educazione.

    1. Grazie per aver chiarito i termini della questione. Questa bella iniziativa si aggiunge agli altri punti di orgoglio della nostra città.

  8. Sempre a criticare. La ristrutturazione è bella . Corso Garibaldi ha bisogno. Iniziative se ne faranno. Tempo al tempo. Spiace che a Cremona non ci sia pazienza…….. calma e le cose si faranno.

    1. Mi sembra che i cremonesi abbiano sempre dimostrato di essere molto pazienti e fiduciosi, anche troppo. C’è chi se n’è approfittato. Solo ora, finalmente, stanno provando ad alzare la testa e a organizzare l’espressione del loro dissenso. E chi dovrebbe ascoltare tira dritto e non si degna neppure di dare ascolto. La pazienza dei cremonesi ha purtroppo portato a una situazione drammatica della città. Ben vengano gli interventi di ristrutturazione e di valorizzazione del centro storico: ce ne sarebbero talmente tanti da portare avanti!!! Per avere un senso alla ristrutturazione sarebbe meglio far seguire un utilizzo consono. Che si aspetta? E invece si continua a costruire in periferia, e perfino nei parchi!

  9. Cui prodest? C’è sempre il ragionevole dubbio che molti degli interventi fatti, vedi i totem, vadano a esclusivo vantaggio di chi materialmente li fa: progettisti, imprese ecc. Un modo per muovere soldi, come si dice in gergo amministrativo.

  10. Primo come ha dimostrato Leoni e come sostenne a ragione Zaffanella rifiutando la proposta della Coca Cola quella NON È LA CASA DI STRADIVARI e il comune per primo eviti di chiamarla così

    Secondo Burgazzi dimostri di dire la verità

    Terzo se chi insegna vuole dimettersi un motivo ci sarà

    Quarto non basta che un privato ci metta i soldi per ristrutturare un palazzo per ottenere fondi pubblici solo su promesse future che intanto gli consentono introiti magari elevati

    Qui non è questione che i cremonesi sanno solo lamentarsi è questione di utilizzo di fondi pubblici per scatole vuote o solo per promesse mancate

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