Casale C., Grassi: oggi una nuova forma di resistenza

26 Aprile 2026

Cerimonia in piazza del Comune a Casale Cremasco per celebrare il 25 aprile con il sindaco Antonio Grassi e il parroco don Gianbattista Scura che ha celebrato la messa.  Hanno partecipato il maresciallo Fabio Ianne comandante della stazione di carabinieri di Camisano, la protezione civile e l’ex alpino Valentino Cattaneo.

«Il 25 aprile – ha  detto il Sindaco – è, e deve essere, una giornata di gioia, di amicizia e di pace. È il giorno in cui celebriamo la libertà ritrovata, il coraggio di chi ha lottato, e la speranza di un futuro migliore».

 Un 25 aprile, giornata di festa, che però, secondo il sindaco, non può dimenticare il «disagio che nasce guardando il presente con le guerre ancora in corso e che indirettamente coinvolgono il mondo intero. Penso all’Ucraina, all’Iran, al Libano, a Gaza e a tutte le altre situazioni in cui la pace sembra ancora lontana».

Grassi ha poi sottolineato il contrasto tra memoria e realtà. «E’ un monito – ha detto- e ci rammenta che la libertà e la pace non sono conquiste definitive. Sono processi vivi, fragili, che richiedono cura, attenzione, impegno quotidiano.  Celebrare il 25 aprile non significa solo ricordare il passato, ma anche impegnarsi nel presente per gettare le basi di un futuro migliore».

Impegno, ha sottolineato il Sindaco, per difendere i valori della democrazia, per promuovere il dialogo, per lavorare, ciascuno nel proprio ruolo, alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico. «In altre parole – ha avvertito Grassi – celebrare la Liberazione è continuare a costruire, ogni giorno, la pace. Oggi siamo qui per salvare la memoria e, grazie a lei, evitare gli errori del passato».

Per il sindaco il 25 aprile dovrebbe unire la gioia con la responsabilità; la memoria con l’impegno, la gratitudine per chi ci ha preceduto con il dovere verso chi verrà dopo di noi.

«Solo così questa giornata continua ad avere significato. Solo così la Liberazione non resta un ricordo».

E qui si innesta il significato della Resistenza di ieri e di oggi. «Quella di allora è stata una resistenza concreta, fatta di scelte difficili, di coraggio, di sacrificio, di dolore per liberare l’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista e restituirle dignità».

«Quella di oggi – ha avvertito Grassi – è una nuova forma di resistenza. Una resistenza civile, quotidiana contro l’indifferenza, contro l’odio, contro la disinformazione, contro tutto ciò che mina la convivenza democratica».

Poi il sindaco ha  avvertito che oggi occorre attuare «una resistenza silenziosa che si esprime nei comportamenti di ogni giorno, nel rispetto delle regole, nella partecipazione alla vita pubblica, nella responsabilità delle parole, nella capacità di ascoltare e comprendere anche chi la pensa diversamente. Resistere oggi significa difendere la verità, rispettare le istituzioni, prendersi cura degli altri. Significa costruire ponti, non muri».

Durante il discorso Grassi ha citato il presidente Sergio Mattarella, papa Leone XIV e il ministro Giancarlo Giorgetti.  Poi ha chiuso il suo intervento con queste parole: «Dobbiamo decidere: se limitarci a festeggiare il 25 aprile o viverlo ogni giorno con l’impegno di trasformare le parole in fatti. Tutto qui. A noi la scelta».

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei caduti e la lettura dei nomi degli stessi e con un minuto di silenzio per coloro hanno permesso il 25 aprile e la Liberazione, ma anche per tutti i morti nelle guerre passate e in quelle ancora in corso, mentre nella piazza risuonavano le note, appunto, del silenzio.

La cerimonia è stata ripetuta a Vidolasco davanti alla lapide dei caduti dal vicesindaco Antonio  Rovida.

 

Nella foto centrale la deposizione della corona d’alloro al monumento dei caduti

 

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