”Dalle rotazioni in campo alle proprietà nutritive del cereale biologico’‘: è il titolo del convegno organizzato dalla Filiera Iris Biologica Nazionale in programma venerdì 16 ottobre dalle 9 alle 17 presso la Cooperativa Iris, Cascina Regona 1 a Calvatone. E’ la prima di quattro giornate che vedranno entro l’anno la partecipazione di soci Iris presenti in Veneto, Piemonte, Marche e Lombardia.
Nel 1978 nove ragazzi e ragazze iniziano a lavorare insieme la terra perché, per trarne qualcosa di buono, serve avere rispetto, senza chimica, preservandone la fertilità. Avviano un’attività orticola su un ettaro di terra a Calvatone. Quei giovani sognatori erano figli di braccianti, muratori, mungitori, manovali e artigiani. Lo scopo iniziale era produrre prodotti sani, senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi, praticando gli insegnamenti dei loro padri, quando l’agricoltura rispettava l’ambiente, l’uomo e gli animali. Alla loro guida c’era Maurizio Gritta, classe 1957. Secondo i fondatori, la cultura contadina doveva crescere, svilupparsi e diffondersi.
Con l’aiuto di Angelo Gritta, bracciante agricolo, e Ivo Totti, tecnico agricolo precursore dell’agricoltura biologica e biodinamica, i giovani iniziano a lavorare alacremente per produrre ortaggi di stagione che tuttora vendono direttamente in azienda.
Nel 1984 la Cooperativa Iris di Calvatone si costituisce formalmente come proprietà collettiva. Nel 1990 una svolta importante: la cooperativa vuole allargare il progetto attraverso il coinvolgimento dei suoi clienti fidelizzati che decidono di metterci dei soldi. Con il contributo di questi soci finanziatori, si gettano le basi per l’acquisto di un fondo agricolo di 36 ettari nel Comune di Calvatone, tuttora sede della Cooperativa. Nel 2005 Iris decide di subentrare nella gestione dell’attività industriale cui affidava da anni il conto lavoro: l’ex panificio Nosari versava infatti in cattive condizioni economiche e il prosieguo dell’attività era seriamente a rischio.
Nello statuto i capisaldi valoriali, che ancora oggi costituiscono il faro che illumina la strada che si intende percorrere e consente dall’esterno di vederci in modo chiaro e limpido, per quello che siamo:
- Praticare e diffondere la coltivazione agricola con il metodo dell’agricoltura biologica
- Creare occupazione, in particolare femminile e di persone svantaggiate
- Sviluppare il rapporto diretto con il consumatore, per diffondere la cultura contadina e il metodo di coltivazione a produzione biologica e biodinamica
- Promuovere la cultura della proprietà collettiva
Per migliorare la vendita dei tanti ortaggi la Cooperativa Iris apre due spacci agricoli a Cremona presso i quali si affiancano alla vendita nel corso del tempo molte attività culturali che spaziano dai metodi di produzione biologica, all’alimentazione, all’ecologia.
Nei primi anni 90 Iris è in prima linea per fare in modo che il biologico ottenga un riconoscimento ufficiale a livello legislativo. E’ del giugno 1991 la emanazione del primo regolamento europeo in materia.
Nella prima metà degli anni ’90 si assiste inoltre alla nascita dei primi Gruppi di Acquisto Solidale: è il coronamento dell’idea fondante della Cooperativa Iris, cioè il rapporto diretto con il consumatore che condivide i suoi stessi ideali.
Anche grazie alla opportunità di coltivare i terreni di proprietà, resa possibile dall’ingresso in cooperativa dei soci finanziatori, a metà degli anni ’90 l’azienda agricola di Calvatone comincia a divenire un punto di riferimento per chi coltiva biologico, per la continua ricerca di tecniche che perseguano il minor impatto ambientale, per i risultati produttivi, soprattutto qualitativi, per l’utilizzo teso al massimo risparmio dell’acqua, per la pacciamatura con carta non trattata e molto altro.
Sempre in quegli anni, la scelta di trasformare le coltivazioni agricole in prodotto biologico “finito”, porta IRIS ad incrementare l’occupazione dei soci, sempre in una un’ottica di mutualità. La trasformazione dei prodotti primari e la vendita diretta dei trasformati garantiscono la giusta remunerazione del prodotto agricolo: le farine e le passate di pomodoro prima, la pasta successivamente, portano direttamente alle famiglie il marchio IRIS con il proprio carico di valori.
Il marchio assume notorietà anche all’estero; proprio per consentire alla cooperativa di vendere oltre confine, nel 1999 viene fondata A.S.T.R.A. Bio S.r.l.
Oggi la Cooperativa Iris produce ortaggi in pieno campo e in tunnel: è in grado di garantire una fornitura di qualità e continuativa su insalate di vario genere, meloni, pomodoro, finocchi, radicchi, cavoli… in tutto il periodo dell’anno secondo culture stagionali. Irisi contrattualizza il rapporto con i clienti in Italia, Europa ed extra CEE dando garanzie di certificazione, prezzo e qualità.