Cremona, centrodestra: taglio delle piante irregolare

18 Settembre 2021
L’invito a partecipare alla Commissione Ambiente, che l’Amministrazione ha tardivamente rivolto alle associazioni ambientaliste, sembrava aprire uno spiraglio al confronto che però risulta utile e costruttivo non solo se c’è la disponibilità all’ascolto reciproco ma anche in virtù del fatto che chi ha assunto le decisioni oggetto del dibattito metta almeno in conto la possibilità, a fronte degli elementi di conoscenza emersi dal confronto, di rimetterle in discussione. Ma in questo la giunta Galimberti ha dimostrato tutta la sua coerenza rispetto all’atteggiamento che l’ha sempre contraddistinta in questi anni: grande apertura a parole al tema della partecipazione (comitati di quartiere, associazione, ecc.) e della trasparenza salvo poi nei fatti prendere decisioni in totale autonomia e comunicando il meno possibile, con l’avallo di una maggioranza che in consiglio comunale è sempre pronta a ratificare ogni decisione già presa anche a prescindere dal dibattito in commissioni e nel consiglio stesso. E così a fronte di una richiesta delle associazione ambientaliste, formalizzata in un documento consegnato all’assessore Bona, di moratoria rispetto alla decisione presa dall’Amministrazione del taglio delle piante con proposte e idee di collaborazione per verificare la possibilità di alternative allo stesso, la risposta dell’assessore è stata che il taglio sarebbe comunque proseguito come prestabilito. Questo a prescindere dal documento presentato, considerato evidentemente carta straccia se non meritava nemmeno qualche giorno di approfondimento e verifica rispetto alla bontà e all’attuabilità delle proposte in esso contenute. Un’Amministrazione che crede nella partecipazione avrebbe aggiornato la commissione prendendosi qualche giorno per poi dare una risposta nel merito. Di fatto le tre ore e mezza di discussione sono servite solo a dare un contentino alla minoranza e ai rappresentanti delle associazioni che con passione e preparazione si erano illusi di poter dare il loro contributo confidando nella serietà e disponibilità del loro interlocutore. D’altronde la premessa dell’assessore Bona lasciava già intendere che di spazio di contrattazione ce n’era ben poco. Quando un amministratore dichiara che la sua decisione è fondata unicamente su un documento elaborato da un tecnico rispetto al quale non ha alcuna discrezionalità se non assumendosi gravi responsabilità civile e penali che non è disposto a prendersi è chiaro che lo stesso ha rinunciato ad esercitare il suo ruolo politico e quindi è lecito chiedersi perché rimanga in carica. Chi decide di assumersi l’onere o l’onore di amministrare una città sa bene che insito in quel ruolo c’è proprio il tema della responsabilità e del rischio.  E’ chiaro ad esempio che un’Amministrazione non riuscirà mai ad asfaltare tutte le strade di una città o a sistemare tutti i marciapiedi e che questo implica un pericolo per i cittadini che percorrono ogni giorno strade e marciapiedi dissestati. Eppure si assume il rischio di un pericolo di cui è consapevole ed in base ad un utilizzo oculato delle risorse sceglie la priorità degli interventi. Il taglio di 133 alberi è stato invece visto da chi ci amministra come la soluzione più facile che, al di fuori di ogni interlocuzione e confronto, poteva essere giustificata sbandierando un documento tecnico che stabilisce di fatto solo il grado di stabilità degli alberi. Ma come ben specificato dalle linee guida ministeriali per la gestione del verde ‘nella gestione del patrimonio arboree è necessario che le decisioni relative alle misure da adottarsi soddisfino le ragionevoli aspettative della società sia in termini di sicurezza che in termini di mantenimento e potenziamento dei benefici di cui la stessa gode grazie alla presenza degli alberi. Quando si considerano i rischi e le responsabilità di gestione degli stessi è necessario che il concetto di ‘ragionevolezza’ guidi il processo decisionale a valle della valutazione, e che ci si possa muovere in un ambito di giusto equilibrio tra accettazione dei rischi e mantenimento della possibilità di fruizione dei benefici reali forniti dal patrimonio arboreo’.
E in una città come la nostra che si pone al secondo posto in Europa per livello di inquinamento quanti benefici derivano dagli alberi e dai sistemi verdi urbani? Lo studio che sta alla base del taglio di 133 piante non affronta in alcun modo queste valutazioni che devono essere fatte dal politico che non può farsi mero esecutore di documenti tecnici. Senza dimenticare di quanto il processo comunicativo, che è mancato totalmente, giochi un ruolo fondamentale nella gestione della cosa pubblica. Un’efficace comunicazione offre un’opportunità per trasmettere ai diversi stakeholders (mass media, associazioni di cittadini ecc.) che, a vari livelli, compartecipano alle decisioni sul patrimonio pubblico, l’importanza della corretta gestione del verde. Nello studio i consulenti, per loro stessa ammissione in quanto non di loro competenza, non hanno affrontato il processo di gestione del rischio connesso alla presenza di alberature di proprietà pubblica in ambito comunale che si deve sviluppare in diverse fasi la più importante e difficile delle quali risulta proprio quella della valutazione.  Questo perché in base alle attuali conoscenze, non è possibile individuare ogni condizione che potrebbe portare un albero al cedimento totale o parziale, anche in considerazione della accresciuta frequenza di fenomeni meteorici violenti. Il processo di gestione del rischio non può individuare ed eliminare ogni situazione di pericolo o ‘mettere in sicurezza’ alcunché; il rischio complessivo per la sicurezza umana, dimostrato da diversi studi di valenza internazionale, risulta tuttavia essere estremamente basso; il suo valore si manifesta come assai residuale rispetto al livello generale di rischio con cui le persone, nel corso della loro vita quotidiana, devono costantemente misurarsi. Esso è, infatti, di frequenza molto inferiore rispetto ad altre attività come la circolazione automobilistica, le attività produttive o altre azioni generatrici di servizi o utilità, che sono normalmente tollerate a fronte dei benefici che erogano.  Nel nostro caso invece la scelta di tagliare alberi è avvenuta saltando tutte quelle fasi previste dalle linee guida che andrebbero recuperate prima di procedere agli ulteriori tagli. Ecco perché lunedì presenteremo un ordine del giorno per risollecitare il consiglio ad un ulteriore momento di riflessione su un tema così importante che va affrontato non solo in termini di tagli ma soprattutto nella prospettiva di un piano del verde da realizzare nell’ambito di un Patto per l’Ambiente e la Sostenibilità che non può non coinvolgere a pieno titolo tutti quei soggetti che hanno competenza e idee.
​​​​​​​I CONSIGLIERI COMUNALI
​​​​​​​Maria Vittoria Ceraso – Viva Cremona
​​​​​​​Carlo Malvezzi – Forza Italia
​​​​​​​Federico Fasani – Forza Italia
​​​​​​​Saverio Simi – Forza Italia

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