Cremona pianta 850 alberi coi fondi Tamoil e ne abbatte 400 maturi per costruire il nuovo ospedale

24 Maggio 2026

Un risarcimento storico per aggiungere verde alla città. Nello stesso periodo, il progetto dell’ospedale M+maggiore eliminerà un ecosistema da 55 anni senza che nessuno abbia mai verificato se la compensazione prevista sia davvero equivalente. La scelta di demolire anziché ristrutturare è stata presa nel 2021, senza confrontare i due scenari.

Uno sforzo straordinario: 850 alberi nuovi per tutta la città

Cremona ha impiegato anni per ottenere 2,4 milioni di euro da Tamoil Raffinazione. Ma questo grazie a un cittadino: Gino Ruggeri, che il 7 giugno 2012, nel corso del processo penale di primo grado, si presentò davanti al giudice costituendosi parte civile in nome proprio, in sostituzione del Comune di Cremona che non lo aveva fatto. Fu la sua azione popolare — non un’iniziativa dell’Amministrazione — a dare avvio al riconoscimento del risarcimento. La Corte di Cassazione, con sentenza del 2018, confermò la condanna definitiva del responsabile dell’ex raffineria per disastro ambientale e la provvisionale di un milione di euro. Il Consiglio comunale gli conferì la Medaglia d’oro Città di Cremona. Nel dicembre 2023, a seguito dell’azione civile avviata successivamente dal Comune, arrivarono altri 1,4 milioni, portando il totale a 2,4 milioni, vincolati per delibera consiliare a interventi ambientali.

Con quei fondi, il Comune pianterà 850 nuovi alberi su tutto il territorio, distribuiti tra l’autunno 2026 e i primi mesi del 2027. Le zone più carenti avranno priorità: la zona stadio-Lucchini-Annona (97 nuove piante), il quartiere Castello (96), il Cascinetto-Concordia (85), Borgo Loreto-San Bernardo (81). Verranno create 14 nuove aree verdi dove oggi non ce ne sono: a Bagnara, Maristella, Cavatigozzi, Cambonino e altrove. Le piante scelte saranno in maggioranza di taglia media, tra gli 8 e i 25 metri a maturità.

Il censimento aggiornato conta 15.264 alberi nei sedici rioni della città. Aggiungerne 850 in un colpo solo è, nelle parole dell’agronomo incaricato, il piano di potenziamento del verde pubblico più ambizioso degli ultimi anni. Un’operazione straordinaria, resa possibile da un risarcimento straordinario.

Un confronto che fa riflettere

Nello stesso periodo, il progetto del nuovo ospedale di Cremona prevede l’abbattimento di circa 400 alberi maturi nell’area dell’attuale nosocomio. Non alberelli. Alberi con tronchi che in molti casi superano il metro di diametro, piantati a partire dal 1969: cedri dell’Atlante, tigli ibridi, liquidambar, magnolie, farnie, faggi, metasequoie, querce rosse. Un ecosistema urbano avviato più di 55 anni fa, su 101.539 metri quadrati di superficie verde. Camminare oggi nel parco dell’ospedale restituisce l’immagine di un luogo di pace e frescura estiva, dove flora e fauna convivono in equilibrio da decenni.

Lo stesso Studio Preliminare Ambientale depositato da ASST Cremona nel novembre 2025 riconosce che quelle aree sono classificate dal Piano di Governo del Territorio del Comune come “Elementi e corridori della rete ecologica comunale” e come “Stepping stone” della rete ecologica locale: un nodo funzionale per la biodiversità urbana.

Il progetto prevede la sostituzione di questi alberi con 1.184 nuovi esemplari. Il numero sembra superiore. Ma 490 di questi sono piante di quarta grandezza, vale a dire che a piena maturità non supereranno i 10 metri di altezza. Nessun documento progettuale ha dimostrato che questi 1.184 alberelli, una volta cresciuti, offriranno gli stessi servizi del bosco che sostituiranno: la stessa ombra d’estate, la stessa capacità di assorbire CO₂, lo stesso habitat per uccelli e insetti, la stessa mitigazione termica. Quella equivalenza viene semplicemente assunta.

Il punto non è il nuovo parco. È la scelta del 2021

Mettere a confronto i numeri non significa sostenere che il nuovo parco dell’ospedale sarà mal progettato. Il punto è un altro, e risale a quattro anni fa.

Nel luglio 2021, Regione Lombardia, Comune di Cremona e ASST Cremona firmarono il Protocollo d’Intesa che impegnava le parti alla demolizione dell’ospedale esistente e alla costruzione di un edificio completamente nuovo. Nessuna analisi comparativa tra demolizione e ristrutturazione fu mai resa pubblica. Nessuno scrisse, in un documento ufficiale, che cosa si sarebbe guadagnato e che cosa si sarebbe perso scegliendo la ristrutturazione invece della demolizione — anche solo dal punto di vista del patrimonio arboreo.

Ristrutturare l’ospedale esistente avrebbe conservato quei cedri e quei tigli. Avrebbe conservato un ecosistema da 55 anni che il Comune oggi — con i fondi Tamoil — non sarebbe in grado di ricreare nemmeno lontanamente con una singola operazione di piantumazione, per quanto straordinaria. La scelta di demolire ha reso inevitabile la perdita di quel patrimonio. La ristrutturazione non l’avrebbe richiesta.

Quanto vale un bosco di 55 anni?

Il Piano Nazionale di Ripristino della Natura, pubblicato dal Governo il 23 aprile 2026 e ora aperto alla consultazione pubblica fino al 9 giugno, riconosce Cremona tra gli 854 Comuni lombardi a cui si applica la nuova misura sul verde urbano. La misura stabilisce che fino al 2030 le autorizzazioni per trasformazioni di aree verdi siano sospese in assenza di “compensazione con equivalenza ecologica”.

Il Piano usa quelle parole esatte. Ma non spiega chi debba verificare l’equivalenza ecologica, con quali parametri e in quale momento del procedimento. Il progetto dell’ospedale è esattamente il tipo di caso in cui questa lacuna diventa concreta: 400 alberi maturi classificati come nodo ecologico del PGT vengono eliminati, e la compensazione — 1.184 alberelli, di cui quasi la metà sotto i 10 metri — viene presentata come sufficiente senza che nessun soggetto terzo ne abbia accertato l’equivalenza.

Per queste ragioni, il Movimento per la riqualificazione dell’Ospedale di Cremona ha deciso di partecipare alla consultazione pubblica sul Piano Nazionale, portando il caso di Cremona come esempio concreto della lacuna da colmare. Chi vuole farlo può consultare il portale ParteciPa entro il 9 giugno:

Consultazione per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino (PNR)

https://partecipa.gov.it/processes/ConsultazionePianoRipristino?locale=it

Una domanda per gli amministratori

Il Comune di Cremona sta facendo uno sforzo importante e apprezzabile con i fondi Tamoil. Piantare 850 alberi in due anni su tutta la città, creare 14 nuove aree verdi dove non ce n’erano, scegliere piante di taglia medio-alta: sono scelte coerenti con la consapevolezza che il verde urbano maturo non si improvvisa.

C’è una domanda, però, che rimane senza risposta. Se 850 nuovi alberi distribuiti in sedici rioni rappresentano un’operazione straordinaria da 2,4 milioni di euro — frutto di anni di battaglie legali — come viene giustificato l’abbattimento di 400 alberi maturi in un’unica area, senza che nessuno abbia mai verificato pubblicamente se la compensazione prevista sia davvero equivalente?

E soprattutto: quella verifica sarebbe stata necessaria nel 2021, prima di firmare il Protocollo d’Intesa. Non dopo.

Gianluigi Stagnati

sostenitore del Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona

Per informazioni e documentazione: procedura VER 006537-CR, SILVIA Regione Lombardia; Studio Preliminare Ambientale ASST Cremona, novembre 2025.

 

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