Esprimo la mia più profonda vicinanza e solidarietà a tutti i cittadini di Cremona che hanno subìto danni a causa del violento maltempo di ieri. Un grazie immenso va ai vigili del fuoco, alla Protezione vivile, agli agenti della Polizia locale e a tutti i soccorritori che si stanno spendendo senza sosta per rimettere in sicurezza le nostre strade e i nostri monumenti. Davanti a queste emergenze, la priorità assoluta deve essere sempre la tutela del territorio. Ho condiviso pertanto la preoccupazione espressa dal Sindaco sull’opportunità di disputare la partita Cremonese Modena in un momento così critico. Di fronte alle rigidità della Lega Calcio, la comunità ha però bisogno di vedere un’amministrazione che fa valere la voce di Cremona con atti formali e fermezza nei tavoli con la Prefettura.
La politica ha il dovere di governare gli eventi con l’autorevolezza che le compete.
Rappresentare una situazione di oggettiva difficoltà territoriale, evidenziando al contempo la scelta di far disputare comunque la gara, rischia di apparire come un tentativo di ripartizione preventiva delle responsabilità e dà l’impressione di voler orientare il comprensibile dissenso dei cittadini verso altri soggetti cercando il consenso sulla semplice espressione di una contrarietà anziché attivare i canali amministrativi formali, laddove si sarebbe potuto agire con maggiore efficacia.
Nonostante la decisione sulla regolarità dello stadio e dello svolgimento dell’evento spetti alla Lega Calcio e l’ordine pubblico generale sia in capo al Prefetto, il Sindaco dispone di un potere autonomo extra ordinem a tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana (Art. 50 e 54 del TUEL).
Se Virgilio avesse ritenuto che vi fossero i presupposti legali per un’ordinanza contingibile e urgente avrebbe avuto il dovere di firmarla. Se non lo ha fatto, significa che ha condiviso la valutazione tecnica di Lega e Prefettura sulla sussistenza delle condizioni di sicurezza per disputare la gara.
Vorrei ricordare che il 24 ottobre 2024 il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per sospendere la partita Bologna-Milan. Il provvedimento si era basato sulla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana. Anche allora la struttura dello stadio in sé era agibile e sicura, tant’è che la Lega Serie A e il Milan premettero fino all’ultimo per disputare la gara a porte chiuse pur di salvare il calendario. L’ordinanza adottata da Lepore non contestava l’idoneità dell’impianto sportivo, ma l’impatto che l’evento avrebbe avuto sul contesto cittadino circostante. In particolare la gestione dell’afflusso dei tifosi avrebbe richiesto l’impiego massiccio di Polizia locale, forze dell’ordine. Tutte queste figure erano invece interamente destinate ad assistere la popolazione e a mettere in sicurezza le abitazioni colpite. Pertanto anche se lo stadio Zini è stato dichiarato sicuro, i presupposti per un’ordinanza sindacale non si limitano alle condizioni dell’impianto, ma abbracciano il contesto urbano circostante.
Virgilio da una parte sposa la linea della massima gravità affermando come far giocare la partita fosse una scelta assurda e pericolosa per la gestione dei soccorsi. Nei fatti, però, rinunciando alla firma dell’ordinanza, ha implicitamente accettato che quella stessa situazione non fosse così estrema da giustificare l’uso del suo potere d’urgenza. Non si può condividere una scelta nei fatti e poi smarcarsi pubblicamente sui social per evitare i malumori dei cittadini.
Di fronte alle decisioni delle autorità, la comunità ha bisogno di coerenza e di risposte certe.
Maria Vittoria Ceraso
capo gruppo lista civica Oggi per Domani
Nella foto centrale l’esultanza dei giocatori del Modena dopo la vittoria sulla Cremonese

Una risposta
Apprezzo il suo intervento chiaro nel merito e nel senso. Ma le chiedo: può permettersi il sindaco di Cremona di mettersi contro alla corazzata Lega e soprattutto alla Cremonese con annessi e connessi senza temere conseguenze di qualche tipo? La stessa domanda riguarda il prefetto… Bisognerebbe essere disposti a correre qualche rischio o ritorsione. Ma è un mio pensiero personale, senza congetture particolari, una domanda che rivolgo a lei che fa parte della politica di Cremona.