Dopo 47 anni la Rai ricorda l’uccisione di Sergio Ramelli

15 Dicembre 2022

Egregio Direttore,
prendo atto del fatto che la RAI nella trasmissione “Cronache Criminali” il 12 dicembre 2022 abbia finalmente dedicato un servizio televisivo sul brutale assassinio di Sergio Ramelli. Da coordinatore cittadino del movimento giovanile erede del Fronte della Gioventù, sono tuttavia rammaricato che il servizio pubblico abbia atteso quarantasette anni per trattare anche l’argomento dei troppi ragazzi e militanti politici uccisi solo perché militavano a destra. Del resto questo interessamento così tardivo non può stupire: Sergio infatti non fu ucciso solo da quel commando di Avanguardia Operaia, ma anche dalla complicità dell’insegnante che fece leggere il suo tema contro le Brigate Rosse agli studenti comunisti, dalla vigliaccheria del Preside che non lo difese dalle minacce di quegli studenti ma che, al contrario, gli intimò di cambiare scuola, dagli articoli di giornale che lo dipingevano come un mostro (primo fra tutti, Avvenire) e dall’applauso scrosciante che scaturì dai banchi dell’arco costituzionale non appena fu annunciata la morte di Sergio in Consiglio Comunale a Milano. Per troppo tempo le istituzioni nazionali hanno deliberatamente ignorato questa pagina così turpe della nostra storia: solo grazie al discorso di insediamento del presidente del Senato Ignazio La Russa, avvocato di parte civile della famiglia Ramelli al processo, Sergio è stato ricordato in Parlamento. Auspico vivamente che questo
documentario sia solo la prima di tante iniziative volte a ricordare tutti quei militanti uccisi al grido di “la storia ci ha insegnato che uccidere un fascista non è un reato”.

 

Matteo Carotti

coordinatore di Gioventù Nazionale della città di Cremona

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