Questa mattina in piazza Stradivari, durante il mercato cittadino, un insolito flash mob dedicato al tema del gioco d’azzardo patologico ha catturato l’attenzione e l’interesse delle persone. Davanti a Spazio Comune sono stati disposti per terra centinaia di Gratta e Vinci perdenti e sul selciato sono state realizzate alcune scritte con il gesso. L’iniziativa, organizzata con il sostegno del Comune di Cremona e intitolata Tracce, parole e brevi riflessioni sul gioco d’azzardo lecito, rientra nell’ambito del progetto Gioco Sapiens 7, giunto alla settima edizione e inserito nel Piano di ATS Valpadana dedicato alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico (GAP).
A organizzare il flash mob è stato il regista teatrale Pietro Arrigoni, che ha scelto una posizione centrale all’interno del mercato cittadino proprio per portare la riflessione sui rischi del gioco d’azzardo patologico in un luogo di aggregazione. Al suo fianco erano presenti alcune operatrici della Cooperativa di Bessimo, l’ente capofila del progetto, per distribuire materiale informativo. La scelta del teatro sociale ha permesso di raggiungere un pubblico ampio e trasversale.
«Questo flash mob è stato pensato come provocazione, l’intento era quello di generare curiosità e stupore. Credo sia stata fondamentale questa tappa a Cremona, che si è dimostrata davvero una città attenta, sensibile, che ascolta e nel contempo dice. Speriamo che le tantissime persone che si sono fermate portino a casa il volantino che abbiamo distribuito e se ne ricordino qualora dovessero avere familiari o amici che affrontano questa problematica», ha commentato a margine Pietro Arrigoni.
Presente anche l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Cremona Marina Della Giovanna che ha dichiarato: «Oggi abbiamo portato una riflessione importante in un luogo della quotidianità, tra i banchi del mercato, in mezzo alla gente, rompendo in modo creativo il silenzio attorno al fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Un fenomeno che è molto più diffuso di quanto si pensi e che può generare lacerazioni profonde all’interno delle famiglie. Soprattutto abbiamo voluto far sapere alla cittadinanza che esiste una rete strutturata di servizi che possono offrire aiuto e supporto».