Flop del biogas in agricoltura, aumento record dei consumi elettrici in provincia di Cremona

24 Agosto 2026

Analisi dei consumi elettrici per anno, per settore e per provincia disponibili su Terna nelle province di Cremona, Lodi, Brescia e Mantova. Il settore domestico, quindi i consumi dei cittadini, dal covid a oggi è l’unico settore che ha ridotto i consumi, in particolare in provincia di Cremona del 2,77%.

In tutti gli altri settori agricoltura, industria e servizi i consumi sono aumentati. L’aumento più consistente, che si registra in provincia di Cremona, è quello dell’agricoltura, più 19,39%.

Mentre per il resto dei settori l’analisi va completata con l’analisi del consumo di altre fonti, ad esempio il gas, per capirne l’andamento globale, per l’agricoltura, in una provincia che ha fatto del biogas la propria bandiera di efficienza, è la cartina di tornasole della truffa che stiamo pagando lautamente dal 2009.

Perche’ serve modificare i modelli di produzione e consumo? Perché l’uso continuo e massiccio in provincia di Cremona che richiede la filiera agroalimentare è insostenibile.

Automazione totale degli allevamenti intensivi

Cremona ha una delle più alte densità di capi di bestiame (soprattutto vacche da latte e suini) a livello europeo. Le stalle moderne sono vere e proprie fabbriche automatizzate che consumano energia 24 ore su 24 per:
♦️Sistemi di mungitura robotizzata che operano a ciclo continuo.
♦️Ventilazione forzata e raffrescamento per contrastare lo stress termico degli animali in estate

♦️Sistemi automatizzati di alimentazione e pulizia delle corsie

Trattamento delle biomasse e impianti di biogas

La provincia di Cremona è tristemente “capitale del biogas” in Italia, con quasi la metà dei campi coltivati destinata a scopi energetici. Sebbene questi impianti producano energia, i loro processi interni richiedono elevatissimi consumi elettrici dedicati per muovere i grandi miscelatori dei digestori, attivare le pompe di carico e gestire la separazione del digestato, senza considerare l’energia della coltivazione per la produzione di biomasse.

Sistemi di irrigazione idrovori

Per alimentare gli allevamenti e soprattutto gli impianti biogas serve una quantità gigantesca di foraggio (principalmente mais). La coltivazione intensiva del mais richiede un’irrigazione massiccia nei mesi estivi. Molte aziende agricole del territorio utilizzano potenti pompe elettriche e sistemi a pioggia (rotoloni o pivot), che assorbono enormi quantità di kilowattora durante la stagione calda.

La filiera di prima trasformazione

In agricoltura vengono conteggiati anche i consumi legati alla prima refrigerazione e stoccaggio delle materie prime. Grandi consorzi e cooperative agroalimentari presenti sul territorio necessitano di imponenti sistemi di refrigerazione immediata per i milioni di quintali di latte munti ogni giorno, un processo indispensabile per bloccare la carica batterica prima del trasporto nei caseifici industriali.

Essiccazione dei cereali

Al momento del raccolto dei cereali (soprattutto mais e frumento), i grossi centri di stoccaggio agricolo attivano macchinari di essiccazione industriali per ridurre l’umidità dei chicchi e permetterne la conservazione. Questo picco stagionale spinge i consumi elettrici del settore a livelli record in autunno.

 

Maria Grazia Bonfante

14 risposte

  1. Perché ce l’ha così tanto con gli agricoltori? In fondo fanno quello che viene consentito loro di fare! La politica è la vera responsabile della situazione in cui ci troviamo. Disinteresse e interessi personali e di persone potenti guidano i politici nelle decisioni e nelle scelte. E vuole che i politici si giochino l’appoggio dei potenti? Vale non solo per gli agricoltori, ma anche per altre categorie intoccabili. Tanto per fare un esempio: che cosa si è più saputo del Cesio radioattivo? Sono fuori tema, ma non se lo chiede più nessuno, finito nel dimenticatoio…

    1. Non è che Vittoriano Zanolli ce l’ha con gli agricoltori, semplicemente elenca dei fatti che sono ormai sotto gli occhi di tutti così come e’ ormai ampiamente visibile l’impatto, non più positivo, che l’agricoltura ha sul nostro territorio. Sono d’accordo però che la responsabilità sta in capo alla politica che rimane inerme di fronte a problematiche impattanti sul benessere delle persone.

  2. I bio gas e bio metano vanno in autoconsumo cioè producono da sé l’energia per far funzionare i macchinari interni pompe mixer ecc. L’informazione e la disinformazione giocano un ruolo fondamentale per creare allarmismi e portare il vento dove lo si vuole

  3. Quante cazzate ha scritto signora!
    Alcune false, altre approssimative.
    Le più, troppo aggressive contro il settore.
    Secondo lei…al di là dei costi…dove dovremmo prendere l energia noi italiani ?

    1. Impronta idrica – Arpa Piemonte
      L’impronta idrica è importante sia per i rifiuti organici sottoposti a recupero energetico sia,
      ancor di più, per i reflui agrozootecnici;
      si deve in ogni caso aggiungere una tonnellata d’acqua ogni 5 di matrici trattate per una
      adeguata diluizione dei materiali in entrata, quindi si può stimare un’impronta di 20mila m3 di acqua per un impianto che tratti 100mila t all’anno (ARPA Piemonte); questa impronta aumenta in caso di raffinazione a biometano; i liquami non compensano questa esigenza.

      (Slide contenuta nella presentazione del Prof.Gianni Tamino)

    2. Resa energetica in rapporto all’energia investita (EROI)
      In generale il biometano da reflui a filiera massima di 15 km di conferimento matrici puo’ raggiungere 1,4 di indice di ritorno energetico, considerando che la sostenibilita’ economica si ottiene con EROI di almeno 3. Si ricorda l’ERPOI eolico e’ 5, fotovoltaico e’ 7, idroelettrico fino a 24. Secondo altre fonti l’EROI biogas non e’ mai > a 2 (l’up grading biometano lo riduce del 15%).

      Fonte: http://www.vglobale.it
      https://quickshare.samsungcloud.com/7G1FCTf2B6JV

  4. Una cosa è veramente preoccupante…..tutti contro agricoltori e agricoltura ma nessuno menziona che sono la base, l’essenziale nella creazione del cibo, per nn arrivare a fare la fame (vi dice qlcosa? è forse banale?!?).
    Ah beh forse avete ragione, meglio scaricare agricoltura e decentrarla in altri paesi come fatto con altri settori (….e con ottimi risultati…aiuto!!!!…) tanto il cibo in Italia nasce direttamente dagli scaffali dei supermercati e poi, mal che vada, restano i socculenti insetti per sfamarci…..

    1. Stiamo dicendo la stessa cosa, l’agricoltura deve produrre cibo nel rispetto della natura, non energia. Le colture energetiche tolgono cibo e nella nostra provincia occupano un terzo della terra fertile. I sottoprodotti hanno altre problematiche quando sono sparsi sui terreni, di sicurezza alimentare. Chi fa gli impianti a rischio zero (40% PNRR e il resto prezzi minimi garantiti) e subito dopo li vende, sono fondi finanziari e per lo piu’ stranieri. Certo che sono scelte politiche, ma si cominci ad unire il fronte contro chi agevola la svendita dei territori, perche’ cittadini e agricoltori sono dalla stessa parte se difendono cibo e natura. Che poi e’ lavoro e salute.

  5. Sono d’accordo con la precedente osservazione. Se siamo a questi livelli è perché non si è fatta un valutazione sia prima che durante. Io che sono abbastanza “aliena” al problema non possa far a meno di notare che la Lombardia è una distesa di mais che richiede tra l’altro una quantità d’acqua elevata.

  6. Era ora che qualcuno sollevasse i coperchi dei “bomboloni” del bio???gas. Sarebbe interessante aggiungere delle cifre. Quanto costa il gasolio che viene consumato per coltivare il mais che finisce in quegli impianti. Quanta acqua serve e quanto costa. Idem per i fertilizzanti e antiparassitari. Ecc. E capire se il bilancio economico e poi quello ecologico giustificano tutta l’ operazione.

  7. È evidente, a mio parere, che vogliono ridurre le aree agricole per edificare data-center a più non posso, anche se dicono che bonificano aree dismesse da altre attività. Mi stupisco che non abbiano ancora inventato i tappi per impedire alle mucche di “rilasciare” CO2..ma tanto ne stanno facendo fuori con la scusa di varie infezioni, per lo più non trasmissibili all’uomo. Niente agricoltura e niente allevamenti, così da costringerci a consumare le loro porcherie. Riguardo al gasolio e all’acqua utilizzati per il biogas…vedremo il consumo dei data-center e l’inquinamento acustico, oltre che del suolo e dell’aria…

  8. È ora che mucche e maiali vengano allevati anche in altre province e in altre regioni. Perchè devo subire io le conseguenze dell’inquinamento derivante dagli allevamenti intensivi? Io che sono pure vegetariana? Io che devo respirare un’aria irrespirabile e vedere giovani morire di tumore? Io che soffro per la sofferenza degli animali negli allevamenti intensivi? Ma chi l’ha detto che gli animali devono vivere così, chi vi dà il diritto!! Da una cittadina cremonese

  9. Ok. Tutti bravi bei commenti. Tutti condivisibili. Anche l’agricoltura è un mercato e il mercato si muove in base alle richieste dei consumatori. Adesso gira così. I consumatori vogliono il biogas. E le aziende glielo danno. Tra un po arriveranno nuove tecnologie e nuove richieste il mercato si adeguera nel fornire tutto ciò. Il biogas é partito con la generazione elettrica molto più costosa. Il mercato chiedeva di cambiare . Detto fatto.

  10. Come sempre 100 idee diverse tra loro, e il cittadino comune non capisce più,’ una mazza alla fine nasce l’ indifferenza anche per chi dice cose sensate poiche’ viene sopraffatto da chi non vuole che si sappia la verita’ nel silenzio totale .

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