Mai con il PD, disse Giorgia Meloni. Tranne che a Cremona! La presentazione di una lista per il rinnovo del collegio dei revisori della società a capitale pubblico Padania Acque concordata tra i vertici provinciali di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico certifica pubblicamente quanto era già noto agli addetti ai lavori, ai sindaci e agli amministratori pubblici da oltre due anni. Tra i dirigenti locali dei due partiti, che a livello nazionale e regionale si fronteggiano da coalizioni contrapposte, c’è un accordo di potere per accaparrarsi e spartirsi posizioni e incarichi remunerati. Non esiste differenza culturale o di visione politica che regga a questo paradosso che solo a Cremona è diventata una vera e propria alleanza strutturata.
Il patto contro natura tra FdI e PD in provincia di Cremona, che fino a ieri si è concretizzato tramite accordi sottobanco e che ha consentito ad Andrea Virgilio di diventare sindaco di Cremona e a Roberto Mariani di essere eletto presidente della Provincia di Cremona, oggi è alla luce del sole: diversi sindaci di sinistra e del PD della nostra provincia, compresi gli stessi Virgilio e Mariani, hanno sottoscritto una lista di candidati al collegio dei revisori dei conti capeggiata da un noto professionista, dirigente locale di Fratelli d’Italia. Non si tratta di una svista, ma di una scelta ben precisa.
Esaminando i documenti presentati alla società, inoltre, risultano tra i sostenitori della lista anche nominativi di sindaci che in realtà non l’hanno mai sottoscritta, sintomo di una modalità di raccolta del consenso discutibile.
È bene chiarire che la lista concordata tra i vertici locali di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico è alternativa ad un’altra lista presentata e sottoscritta da ben 19 sindaci che si riconoscono chiaramente e in modo trasparente nell’area del centrodestra. Non siamo quindi di fronte ad un accordo di alto profilo fatto nell’interesse della società a capitale pubblico che peraltro gode di ottima salute in quanto egregiamente amministrata da anni, ma di un mero accordo spartitorio che mira a minare il criterio della rappresentanza.
E’ da un anno che l’assemblea della più importante società pubblica del territorio è ostaggio di questo accordo di potere e non riesce a nominare i suoi organi in un clima di sano confronto e di reciproco riconoscimento.
Immaginiamo l’imbarazzo di diversi sindaci di sinistra e di Fratelli d’Italia chiamati ad avallare una innaturale alleanza voluta fortemente dai vertici locali solo per motivi di bottega, nella quale non si riconoscono.
Di fronte a questo quadro sconcertante non possiamo che ricordare le parole più volte pronunciate negli scorsi anni dalla Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente Nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ai quali anche i vertici provinciali dovrebbero ispirarsi: “Mai con il Pd”. Mai con il PD, tranne che a Cremona.
Simone Bossi
Lega Cremona
Tiziano Filipponi
Lega Crema
Gabriele Gallina
Forza Italia
Giuseppe Trespidi
Udc



