Fratelli coltelli nel Pd cremonese: attento Virgilio, Burgazzi punta alla fascia tricolore

5 Maggio 2026

di Ghino di Tacco

Fratelli coltelli. Vecchio adagio: sempre attuale nella politica. In quel di Cremona, all’interno della generazione degli assessori ‘tanta robba’, serpeggia, da giorni, uno sgradevole nervosismo. Le prestazioni, oggettivamente non esaltanti del sindaco Andrea Virgilio, hanno scatenato appetiti, costringendo il povero Virgi, non ancora a metà mandato, ad affrontare il nodo successione. Chi siede in Giunta con lui, e del medesimo partito, il PD, ha già in programma di giubilarlo. L’indiziato numero uno ha un nome e un cognome: Luca Burgazzi, assessore con delega a turismo, espressività giovanile, associazionismo e città della musica. Entrato per il rotto della cuffia nell’esecutivo con una delega più o meno dimezzata rispetto al passato (è profondamente inviso a gran parte del vecchio establishment dei democratici), Burgazzi ha risalito la china. Cosa nota a destra e a sinistra. E sulle sponde opposte ai dem stanno già mettendo in fila i proverbiali indizi che fanno una prova.

Il primo. Non nasconde, soprattutto con i ‘suoi’, le ambizioni di indossare la fascia tricolore al posto di Leonardo Andrea.

Il secondo. Si è fatto consegnare, senza colpo ferire, tutta la delega sulla musica, a dispetto dei tanti mugugni anche pubblici, dimezzando Rodolfo Bona, assessore alla Cultura.

Il terzo. Si è incastellato nella Loggia dei Militi sfrattando tutti gli uffici operativi dell’amministrazione comunale, con tanto di arredi nuovi di zecca. Era da decenni che la storica Loggia non era sede di un assessorato.

Il quarto. Ha praticato un ‘presenzialismo’ asfissiante a eventi che non rientravano nello specifico delle sue deleghe ma in quelle di Bona.

Il quinto. Sta giocando la partita del progetto ‘Giovani in centro’ contenendo il danno di un’operazione che rischia di non andare in porto, vuoi per le durissime prescrizioni della Soprintendenza sull’ex chiesa di San Francesco, vuoi per l’esiguità del tempo rimasto per completare il recupero. Vuoi soprattutto per l’incertezza su tutti i fondi necessari che rischiano di lievitare.

Il sesto. Sta distribuendo carrettate di denaro pubblico sugli eventi che ha sempre strenuamente voluto.

Gli indizi sono già sei. Ma è proprio sul fronte del possibile flop del progetto sui giovani che in tanti lo attendono al varco. Nascosti nelle brume padane. Per Virgi questo proprio non ci voleva.

12 risposte

  1. Speriamo che il fiato sul collo, ammesso che quello che scrive Ghino di Tacco corrisponda minimamente al vero, sproni il sindaco a venire sempre di più incontro alle esigenze dei cittadini, che metta da parte i diktat, e ascolti i cremonesi nel rispetto della trasparenza. Che si distacchi da prese di posizione e sia disponibile come ha promesso e come certamente sa essere. Che cominci a essere davvero dalla parte nostra che poi indirettamente potremmo diventare la parte sua. Comunque, anche se Burgazzi non fosse lì a confezionargli le scarpe su misura, meglio stare allerta. Il tempo a Virgilio non manca!

  2. Non è prematuro questo pezzo? Tre anni per scrollarsi di dosso giovani rampanti e vecchi controllori non sono pochi per meritarsi la fiducia dei suoi elettori, cioè i cittadini cremonesi. Se fossi nel sindaco ascolterei loro, tutti, senza limiti, su molti argomenti importanti. Parta da qui: sicurezza prima di tutto, e grandi argomenti per cui è necessario molta riflessione e confronto senza pregiudizi e chiusure. E si ricordi il sindaco che a lui spetta l’ultima parola. Consiglieri ed eventuali delfini stanno in seconda, terza fila. Prima i cremonesi. Tutti.

  3. Attenzione spesso fra i due litiganti il terzo gode…E se Pizzetti dopo 5 anni di prove generali ci prendesse gusto????
    Nel PD anche chi fosse contrario si guarderebbe bene dal mettersi contro al Guru.

  4. Ma ora c’è una novità e cioè l’apertura del PD cremonese al dialogo e al confronto con i cittadini, quel dialogo che è stato negato fino a oggi, cosa di cui posso dare testimonianza diretta.
    Dai promessi tavoli di confronto tra partiti, PD in primis, sindacati e associazioni espressione della società civile cremonese potrebbe uscire un PD completamente nuovo, dialogante e portavoce delle istanze del territorio?
    Ci vogliamo credere perché diversamente risulterebbe tradito e inascoltato il ‘grido di dolore’ che la società civile ha lanciato a tutta la politica di maggioranza e minoranza col NO al referendum, che è stato un no certamente nel merito di una proposta improponibile ma anche di rifiuto di un modo di fare politica, tanto da destra che da sinistra, che ha trascurato i bisogni e le istanze dei cittadini che hanno finito per disertare le urne e che si trovano oggi di fatto orfani di quella rappresentanza che la nostra Costituzione ha statuito per garantire la partecipazione di tutti alla gestione della cosa pubblica.
    ‘Comitato per la difesa della sanità pubblica e dell’ospedale di Cremona’

    1. Ma davvero c’è una apertura da parte del PD? Davvero c’è disponibilità all’ascolto? Non mi sembra di aver percepito nulla di quello che lei dice leggendo l’intervista rilasciata dal sindaco a Mondo Padano ( del resto come sarebbe potuto essere altrimenti visto l’interlocutore e l’editore al quale rende conto) tant’è vero che il Movimento di cui lei faceva parte e che ha abbandonato ha pensato di rispondere. Lei forse con il suo comitato apartitico è stata interpellata?

      1. Per amore e rispetto della verità io non ho abbandonato il Movimento ma sono stata epurata dal Movimento insieme a tanti altri perché ho giudicato inaccettabile il fatto che il Movimento a pochi mesi dalla sua nascita e dopo avere raccolto migliaia di firme ed essersi appellato al Presidente della Repubblica come formazione apartitica abbia di colpo reso manifesti obiettivi di partito a fini elettorali mai dichiarati. Il metodo in politica è sostanza sulla quale non si può transigere se vogliamo restare una democrazia.
        Quanto al PD cittadino, riferisco soltanto quello che il PD stesso ha reso pubblico aderendo al neonato Comitato per l’attuazione della Costituzione che prevede tavoli di confronto tra gli aderenti che vedono PD, CGIL e associazioni espressione della società civile cittadina. E aspetto questi tavoli di cui certamente il nostro territorio ha grandissimo bisogno.

      2. Diciamo per essere ancora più chiara magari non lo fossi stata che sono io che ho interpellato il PD come pure il sindacato Cgil a fronte della adesione degli stessi al neonato ‘Comitato Società civile per la Costituzione’ di Cremona e della conseguente disponibilità degli stessi a partecipare a tavoli di dialogo e confronto con le associazioni espressione del territorio sui problemi che riguardano il Cremonese e su questioni più generali in tema di società e Costituzione .

    2. Largo ai giovani, purché preparati e non avulsi dalla realtà. Che abbiano un minimo collegamento con la società. Che abbiano anche avuto contatti con il mondo concreto. Che abbiano lavorato. Burgazzi è un giovane politico di professione? No grazie. Di teorici non abbiamo bisogno!

    3. Per ora la disponibilità è solo a parole e non certo su tutti gli argomenti. Sull’ospedale… vedremo se ascolterà lei e il suo comitato e il movimento. Se non lo ha fatto finora, perché dovrebbe aver cambiato atteggiamento? Con Pizzetti che non ha dubbi e gli sponsor che vogliono andare avanti a testa bassa?

      1. Sulla questione ospedale ho visto di tutto tanto da parte di chi ha fondato addirittura un Movimento (cui avevo aderito e per cui per mesi mi sono spesa) per scongiurare un dissennato progetto e si è poi perso dietro ad ambizioni elettorali, quanto da parte di un’ Amministrazione targata PD che ha scelto l’alleanza con la destra regionale tradendo i bisogni del territorio.
        Non ho certo illusioni, ma continuo tenacemente a battere la strada per chiedere alle forze politiche locali come anche ai sindacati quella assunzione di responsabilità rispetto ai bisogni del territorio che è l’unico mandato che legittima qualunque rappresentanza politica e sociale.
        Non so se i promessi tavoli di confronto si apriranno davvero. Ma continuerò a chiederlo.

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