Domenica 27 settembre, ore 11, S. Messa presieduta dal vescovo Daniele nella chiesa parrocchiale di Vaiano, quindi pranzo in oratorio, testimonianza e partita di beach volley. “Anche uno solo di questi bambini” è il titolo scelto da papa Leone XIV per la 112ª Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà domenica 27 settembre.
Caritas Crema, insieme al Centro missionario diocesano e alla Fondazione Migrantes, ha scelto quest’anno di celebrarla a Vaiano Cremasco, dove alle ore 11, nella chiesa parrocchiale, il vescovo Daniele presiederà la Santa Messa.
Alle 12.30 è quindi previsto il pranzo a buffet in oratorio, cui seguirà, alle 14, una testimonianza da parte di alcune persone accolte nei progetti Caritas e, alle 15.30 una gioiosa partita di beach volley.
“Nel suo messaggio per questa Giornata 2026 – fanno osservare i promotori – il Papa richiama in particolare l’attenzione sui minori coinvolti nelle esperienze di migrazione e di fuga, evidenziando che sono ‘i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali’. Sono bambini e adolescenti costretti a lasciare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie.”
A fronte del fatto che il fenomeno migratorio viene spesso raccontato attraverso statistiche, percentuali e grandi categorie, il Papa invita a spostare lo sguardo dai numeri alle persone, puntualizzando che “sono volti concreti, storie uniche, che fanno appello alla nostra coscienza”.
“Il titolo Anche uno solo – sottolineano i referenti di Caritas, Centro missionario diocesano e Fondazione Migrantes di Crema – significa che ogni persona conta. Ogni bambino conta. Ogni ragazzo che arriva dopo un viaggio difficile porta con sé una dignità che non dipende dal luogo in cui è nato, dai documenti che possiede o dalla condizione in cui si trova. Per questo il Papa parla della necessità di ‘‘un cambio di prospettiva’: non soltanto la gestione dei flussi migratori, ma la tutela piena e immediata dei diritti umani, attraverso una risposta ‘coordinata, solidale ed efficace’, capace di garantire protezione, accoglienza e reali opportunità di integrazione.”
“È una prospettiva che interpella anche le nostre comunità. Accogliere – aggiungono – non significa soltanto offrire un letto, un pasto, un aiuto burocratico o un servizio. Significa creare condizioni perché una persona possa sentirsi nuovamente al sicuro, riconosciuta e parte di una comunità. Per i minori significa soprattutto poter tornare a essere bambini e adolescenti: andare a scuola, giocare, imparare, costruire relazioni, immaginare il futuro.”
“La Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato – concludono – ci invita allora a fare memoria e, nello stesso tempo, a rinnovare il nostro impegno. A non abituarci alla sofferenza. A non lasciare che i numeri nascondano i volti. A costruire comunità capaci di proteggere i più fragili e di riconoscere in ogni persona una storia e una dignità.”