‘La lunga estate dei gelsomini‘ è al nono posto tra i libri della settimana più venduti nella classifica stilata da Ibs. L’autrice è Licia Tumminello. Il 13 novembre 2023 era uscito per Panda Edizioni il romanzo di esordio della scrittrice dal titolo ‘Undici Giorni’. Con il suo primo libro la scrittrice, palermitana di nascita e cremasca d’adozione, narra le vicissitudini di una famiglia borghese siciliana negli undici giorni antecedenti il terremoto del Belice che devastò la Sicilia occidentale nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968. Segnalato dal Premio Calvino, XXXV edizione, vincitore del Premio Giorgione 2023, ‘Undici Giorni’ è l’affresco di un’epoca, un romanzo corale in grado di trascinare il lettore nell’apparente tranquillità della vita quotidiana della famiglia Accardo, in un contesto storico e in un territorio in cui raggiunge il culmine il conflitto tra fedeltà all’educazione ricevuta e il desiderio di fare scelte di libertà individuale.
Attraverso ‘La lunga estate dei gelsomini’ Licia Tumminello racconta una comunità di donne alle quali era stato chiesto di obbedire, lavorare e tacere. Una pagina di emancipazione femminile e di dignità del lavoro riportata alla luce dal romanzo ispirato allo sciopero delle gelsominaie siciliane del 1945.
La sinossi de ‘La lunga estate dei gelsomini’
Mani veloci frugano nel buio, in cerca delle piccole corolle bianche che come stelle punteggiano a migliaia la campagna. Quei fiori notturni, delicati e inebrianti, diventeranno pregiati profumi francesi, ma non saranno le gelsominaie a godere di quel lusso. Per le tante donne e bambine chine a raccoglierli da mezzanotte all’alba, da giugno a ottobre senza un giorno di riposo, ci sono solo fango, fatica e un salario da fame.
Grazia è bracciante da quando aveva undici anni. Ora ne ha ventitré ed è caposquadra, un punto di riferimento per le compagne. Da ragazzina sognava di diventare maestra, ma nella sua famiglia di pescatori non serviva una femmina istruita. E allora, se proprio doveva rinunciare a studiare, voleva almeno profumare di fiori, come zia Assunta. Da quella zia indipendente che non si lasciava comandare, Grazia vorrebbe aver ereditato anche la voce ferma e autorevole, per denunciare le ingiustizie subite dalle donne. Ma sente di non avere lo stesso coraggio nel fronteggiare i caporali, il marito e tutti coloro che le ripetono ogni giorno di stare al posto suo.
Eppure, in quell’estate sospesa tra la fine della guerra e la promessa di un futuro migliore, qualcosa sta per cambiare. Complice anche il ritorno di Francesco, che scompiglia il cuore e la mente di Grazia. Si sono conosciuti sui banchi di scuola, quando a unirli era un sentimento mai confessato, prima che il destino dividesse le loro strade. Lui ha potuto laurearsi, diventare medico, vivere al Nord, e ora le parla di scioperi e diritti dei lavoratori. Forte di quella consapevolezza nuova, Grazia non può più tacere di fronte agli abusi di cui è vittima e testimone alla piana dei gelsomini, e decide di capeggiare una protesta. Lo deve alla sua amica Nedda e alla sua nipotina Vita; lo deve a tutte le compagne, che meritano tutele e rispetto; lo deve a se stessa e ai sogni ancora nel cassetto. Perché forse non è troppo tardi per scegliere da sola il posto che le spetta.
Ispirato a una pagina dimenticata della nostra Storia, un romanzo polifonico che, mentre traccia un indelebile ritratto intimo della sua protagonista, dà voce a tutte le donne che hanno lottato, ieri e sempre, per la propria dignità e la propria libertà.