Il mito di fondazione e gli errori e gli orrori che si ripetono dall’antichità ai giorni nostri

6 Maggio 2026

Molte città sono orgogliose del proprio mito di fondazione (anche Cremona ha il proprio: Eracle in persona, dopo aver girato il mondo allora conosciuto, ha pensato bene di fermarsi anche qui).

Solitamente il fondatore è un personaggio mitico o, più raramente, storico. Alcuni di questi miti sono usciti dall’ambito locale per diventare racconti universali, soprattutto nei casi relativi alle città più note e importanti; fra queste fa eccezione Atene che ha sempre vantato un’origine autoctona. 

Il più delle volte il fondatore viene da fuori, un vagabondo (come Enea e famiglia) o è un migrante “di ritorno” che, formatosi altrove, rientra nella comunità ricostruendola (come Edipo o Romolo e Remo), altre volte è un esiliato che porta con sé il peso di un’ingiustizia subita o commessa ma, una volta tornato nella terra assegnata dal fato, sa riscattarsi e diventa un prescelto. 

In genere il fondatore è colui che arrivando ribalta lo stato delle cose,  cioè sovverte l’ordine ancestrale imponendo una realtà nuova e spesso violenta: la terra è violata, coperta di edifici, strade, mura. In altre parole modifica l’ambiente, il modo di vedere le cose e quindi il modo di pensare. Dove prima c’era la natura, arrivano la società, le leggi e i costumi. Si crea così un nuovo ordine che dà un nome a ciò che un nome  non aveva. 

A quanto ci è dato sapere, molti di questi sconvolgimenti coincidono con la nascita della Storia, poiché hanno  generato una realtà assolutamente nuova che poco o punto si riferiva al passato, ma che, anzi, era proiettata verso il futuro.  

Di per sé si tratta di eventi che dovrebbero infondere ottimismo, ma se ci soffermiamo a riflettere non possiamo evitare di porci qualche domanda: quanto siamo veramente cambiati? Ci siamo veramente evoluti? Quanto siamo diversi dalle orde indoeuropee che quattromila anni fa hanno iniziato le loro scorribande? 

Studiare le origini è salutare, aiuta a capire il presente e quando penso al presente mi tornano alla mente la cortina di ferro,  Gaza, le due Coree e a tutti i territori contesi con le armi, poi penso alle guerre commerciali, ai diritti calpestati… A quel punto sorge il dubbio: siamo ancora confinati nel mito e la Storia non è ancora iniziata? Mah!

 

Giuseppe Pigoli

Nella foto centrale Romolo e Remo sorpresi da Faustulo, di Pietro da Cortona (1634)

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