«La pace comincia dal rispetto del vicino e dall’attenzione a chi è rimasto indietro». È il messaggio del sindaco Antonio Grassi nella cerimonia anticipata per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre, svolta domenica 1 novembre, durante la messa delle 10 nella chiesa parrocchiale, officiata dal parroco don Giambattista Scura. Presenti una rappresentanza della Protezione Civile comunale e l’alpino Valentino Cattaneo. Dopo aver ringraziato i presenti e l’Arma dei Carabinieri, assente per motivi di servizio, il sindaco ha ricordato che il 4 novembre 1918 si chiudeva la Grande Guerra, un conflitto che costò all’Italia centinaia di migliaia di morti. «Da allora sono passati 108 anni. A tutti piacerebbe dire che la lezione è stata imparata, ma purtroppo non è così», ha affermato.
Grassi ha richiamato i principali scenari di crisi: l’Ucraina, giunta al quinto anno di conflitto, il Medio Oriente, con la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz. A Gaza la la tregua è fragile e molti osservatori la giudicano tale solo sulla carta. Il Libano e lo Yemen restano teatri di scontri. Poi ci sono le guerre di cui si parla meno, come Sudan, Congo, Myanmar e Sahel. Secondo l’Uppsala Conflict Data Program, nel 2025 i conflitti armati sono stati 65, di cui 13 guerre, il numero più alto dal 1992. Citando la «terza guerra mondiale a pezzi» di papa Francesco, ha osservato che oggi quei pezzi sono sempre più vicini a noi, con ricadute su energia, bollette e spesa a carico soprattutto dei più fragili.
Il sindaco ha richiamato l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, e ha espresso gratitudine alle Forze Armate, impegnate nelle missioni di pace e nei soccorsi. «C’è poi – ha aggiunto – una guerra silenziosa dentro i confini». Richiamando l’articolo 2 e l’esortazione Dilexi te di papa Leone XIV, ha osservato che un Paese è tanto più unito quanto più è stretta la forbice tra ricchi e poveri. Due gli esempi: la sanità, garantita di fatto a chi può permettersi il privato, e la spesa sociale dei Comuni, triplicata negli ultimi anni.
Ricordando le recenti manifestazioni studentesche, Grassi ha condannato ogni violenza, ma ha avvertito che sarebbe un errore liquidarle con un’alzata di spalle. «Il dissenso espresso nel rispetto delle regole è una risorsa della democrazia, non una minaccia» ha detto, concludendo con un invito a un impegno disinteressato verso la comunità: «Il comune vi aspetta. Ha bisogno di voi.»
Al termine della messa il corteo ha raggiunto il monumento ai caduti in piazza del Comune, dove è stata deposta una corona d’alloro. La cerimonia è stata poi ripetuta al monumento ai caduti di Vidolasco, alla presenza del vicesindaco Antonio Rovida.
