La Fiat 1800

30 Settembre 2022

Possedeva una vecchia Fiat 1800, ma lo si incontrava spesso in bicicletta lungo vie e viali di Pavia. Era più conosciuto con il soprannome di ‘Baciavecchie’ che per il suo vero nome, poiché non faceva mistero dell’attrazione che su di lui esercitavano le signore non più giovanissime, preferibilmente vedove. Non andava per il sottile: ‘Una per modestia – raccontava agli amici – cammina abbassando lo sguardo? e io brucio dalla voglia, perché quel falso pudore è per me un incentivo; una ha l’aria provocante? ne sono vinto, perché mi fa sperare di sapersi muovere disinvoltamente su un letto accogliente; una è istruita? mi piace perché deve essere dotata di arti particolari, ma se è ignorante, mi provoca la sua naturalezza. Cammina con un passo flessuoso? mi avvince proprio per il movimento ondeggiante del bacino. Ha un carattere difficile? penso che si scioglierà al contatto col maschio. A una che canta bene vorrei rubare dei baci proprio mentre intona qualche canzone, mentre di una che sa far vibrare le corde di uno strumento mi innamorerei delle abili mani. Se poi mi imbatto in una
donna alta di statura, mi attira il vederla, grande com’è, lunga sul letto giacere”. Più che sul letto, le vedeva giacere sul divano posteriore della Fiat 1800 con cui si recava a ballare in un locale sulla riva del Po tra Piacenza e Cremona frequentato esclusivamente da signore anziane in cerca di calore. La sua strategia amorosa era sempre la stessa. Puntava una preda, l’invitava a ballare, le offriva un passaggio, durante il percorso fermava la macchina in una stradina solitaria, e, dopo i soliti convenevoli, passava all’azione non prima di aver
predisposto sul terreno del piacere l’apposito unguento che portava con sé nella tasca della portiera dell’auto. Quasi mai – raccontava – le sue offerte erano state respinte perché anche le signore frequentavano il locale da ballo con la stessa speranza di ottenere qualche rigurgito di piacere, accresciuto dal risveglio dei ricordi del passato. La macchina si prestava alle esigenze in quanto era spaziosa e i sedili sia anteriori sia posteriori erano dei divani e, in mancanza degli schienali ribaltabili non ancora apparsi sul mercato, permettevano di assumere posizioni quasi ergonomiche.

Contabile per una quarantina d’;anni presso un oleificio, aveva un aspetto distinto, vestiva abitualmente con giacca e cravatta, non si era sposato per non lasciare sole la vecchia mamma e la sorella con cui viveva in un appartamento ricavato al piano terreno di un antico palazzo, le cui pareti conservavano ancora, sbiaditi, i colori originali. Durante la giornata faceva visita a un circolo di canottieri, a cui era iscritto da quando si era ritirato dal lavoro. Lì tra un bicchiere di vino e un caffè trascorreva la mattina con altri pensionati, il pomeriggio
gironzolava per la città in bicicletta. Ma era la sera del giovedì e della domenica che lo vedeva esercitare la sua attività preferita. Brillantina sui capelli, profumo sparso a mano sulla giacca, la piega perfetta dei pantaloni, scarpe lucide, eccolo in pista, mentre l’orchestra iniziava la serie dei lenti. A volte al primo colpo, oppure dopo uno o due inviti, ballava guancia a guancia mostrando grande trasporto. Stava in pista per parecchio tempo, anche se ultimamente si sentiva un po’ stanco. Quella sera, la signora prescelta volle anche ballare la serie degli
svelti che non finiva mai. Quando arrivò con la macchina nel solito posto deserto, nel distribuire la crema pensò per un attimo alla spesa mensile che doveva sostenere per acquistarla, poi si abbandonò nelle braccia cadenti della signora.

Al mattino, Baciavecchie venne ritrovato da un contadino riverso sul volante della sua Fiat 1800.

 

Sperangelo Bandera

Una risposta

  1. “La più bella delle morti!”, sosteneva, quando sentiva vicende analoghe, il compianto mio suocero, suscitando l’indignazione della moglie e di sua figlia che era diventata mia moglie. Inutile dire che ho sempre condiviso il parere di mio suocero, attirando anche su di me i fulmini delle donne di casa.

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