La protesta dei trattori, agricoltori in pugno alla GDO

8 Febbraio 2024

Una grande tristezza vedere bruciare copertoni e distruggere una statua a Bruxelles, un bene di tutti. Penso a questa protesta e non la capisco. Questo sistema agroalimentare sta sopra le nostre teste. Considera il cibo una “merce” mentre è molto di più. E’ cultura, ambiente, esperienza millenaria, paesaggio, aria, acqua, suolo. Una “merce” che deve costare poco all’agroindustria e alla grande distribuzione organizzata (GDO). Questi sono i padroni dell’agricoltura e
impoveriscono sempre di più le aziende agricole.

Il costo troppo basso del cibo lo paghiamo tutti in altro modo: in ambiente più inquinato, in sfruttamento dei lavoratori, in salute dei cittadini, nell’ impoverimento delle aziende agricole e quindi delle famiglie contadine. Qualcuno mi può spiegare perché se compro sementi, attrezzi agricoli ecc. ho il prezzo fatto dal venditore e se vendo i miei prodotti agricoli il prezzo lo fa sempre qualcun altro?

Non credo all’interesse dell’ultima ora dei nostri politici per l’agricoltura. Stanno strumentalizzando questa protesta per fini elettorali.

Noi agricoltori dobbiamo dire a voce alta:
• i trattati internazionali di libero scambio non sono equi e producono concorrenza sleale. In Europa si usano prodotti chimici spesso meno tossici di quelli utilizzati in Canada, Cina, Africa ecc. Il cibo che importiamo dovrebbe avere standard europei anche riguardo i diritti dei lavoratori;
• l’economia agricola va difesa diminuendo l’eccessiva burocrazia e sostenendo l’agricoltura contadina;
• premiare con gli incentivi all’agricoltura e la PAC (della quale 80% dei contributi vanno al 20% delle aziende agricole intensive) erogandoli solo a chi coltiva prendendosi cura della terra , del paesaggio, dell’acqua, dell’aria, custodendo anche gli antichi semi.

Premiare quindi chi produce cibo “Buono, Pulito, Giusto” come dice Slow Food.

Buono perché noi contadini vogliamo produrre cose buone,

Pulito perché nella produzione dobbiamo essere rispettosi dell’ambiente,

Giusto perché il prezzo deve essere equo per chi acquista ma anche per chi vende.

Gli agricoltori devono “contare”, essere al centro della filiera agroalimentare e non essere in contrapposizione
dell’ambiente. Il Green Deal deve essere dentro di noi, riguarda la nostra salute, il nostro futuro e quello dei nostri figli. Questo passaggio dall’agricoltura con la chimica all’agricoltura che la riduce deve essere accompagnato con la formazione ed il sostegno dell’Europa. Nulla deve essere imposto dall’alto ma condiviso.

L’obiettivo della massima quantità di produzione è in contrasto con una moderna e lungimirante politica agricola. E che non ci raccontino che dobbiamo produrre di più per contrastare la fame nel mondo. Stiamo producendo per 12 miliardi di persone e sulla terra siamo in 8 miliardi. Impariamo a non sprecare e a migliorare la filiera.

VINCONO I TRATTORI? NO, VINCONO E FESTEGGIANO LE MULTINAZIONALI DEGLI AGROFARMACI

 

Mimma Vignoli

contadina, Distretto Agricolo Biologico Casalasco Viadanese

4 risposte

  1. Cara Mimma le sue parole sono da scolpire in un gigantesco manifesto da appendere nelle aule di Bruxelles e Strasburgo!! Il cibo, come l’aria e l’acqua sono vita e il dramma è di non sapere più con certezza come poterli ottenere, dato il cinismo, la potenza e l’avidità delle multinazionali e delle lobby accoppiate alla classe politica. Dobbiamo resistere e unirci: coltivatori sani insieme a noi consumatori alla perenne ricerca di cibo sano per noi e i nostri figli e nipoti!!!! Resistere e opporci.

  2. Condivido appieno le ragioni e la passione di chi lancia il sasso nello stagno dell’ignoranza coltivata perché funzionale a un sistema che ha scelto la finanziarizzazione delle imprese cosiddette agricole. Forse nel passato le parole agricoltore e contadino potevano essere considerate sinonimi . Oggi non lo sono proprio. Contadino è chi lavora la terra nel rispetto perché si produca cibo ” buono e pulito ” oggi ma anche domani. Fuori da questa prospettiva, oggi perdente, l’alta finanza ha colonizzato il settore agricolo e quello della distribuzione. Il risultato: nuove forme di latifondismo da un lato e dall’altro” cartelli” di GDO. In Francia ad esempio tutti i marchi GDO fanno capo a due grandi multinazionali.

  3. Salve! Concordo con l’autrice dell’articolo per i 3 punti “buono, pulito, giusto” ma non menzionerei l’Europa come matrigna, la matrigna è la ue dei trattati. E gradirei il ritorno ad una economia (non solo l’agricoltura) che non si dica liberista a parole ma monopolista nei fatti. Pochi grandi ricchi padroni mondiali, non eletti da nessuno, che ci dicono di cosa parlare, che cosa fare, come comportarci nel privato, che cosa mangiare, CHE GUERRE FARE e a chi, ecc. ecc. senza rispetto per i Diritti Umani e le Costituzioni, con manipolazioni di dati e tesi ipocrite piegate al loro primario interesse. Nel migliore dei casi non ci aiuteranno a progredire, nel peggiore sarà un inferno. La democrazia e la “meno peggio” forma di governo, ma bisogna esercitarla per davvero!  Non con la stortura di una ue che non ha la costituzione di stato ma non è neppure una confederazione, e si è manifestata come un mezzo per far comandare il popolo di 27 stati europei da lobby potenti con un po di cosmetica democratica, un parlamento che non fa neppure le leggi! Tornando al punto della protesta degli agricoltori, mio padre lo è stato fino al 1963 e già in quegli anni c’erano pensieri discordanti fra di loro: chi aveva ereditato l’attività e non coltivava direttamente che cercava di guadagnare più che poteva senza badare a quel che faceva, chi ci teneva all’ambiente ma comincia ad usare concimi chimici, semi delle multinazionali perché più resistenti e produttivi (ho ancora dei sacchi di juta di mio padre col marchio MONSANTO) ed allevava bovine selezionate per far sempre più latte, fecondate artificialmente con seme di tori morti ma di alta genealogia, e gradiva le sovvenzioni pubbliche al settore primario (gasolio agevolato, ecc.). Purtroppo negli anni, nonostante non fossimo in una economia pianificata come nella Unione Sovietica, ha prevalso questa “droga” delle sovvenzioni pubbliche che in altri settori economici sarebbe stata vista come illecita intromissione del pubblico nel privato, turbativa del libero mercato, spreco di denaro pubblico, ed a distanza di decenni è ancora così! Ma per migliorare dobbiamo uscirne, magari piano piano come chi si disintossica. Ad esempio, visto che sono da sempre sensibile all’ambiente, con la riduzione di sprechi sia di prodotti alimentari che di energia per produrli o trasportarli (oggi è l’8 di febbraio e nel Lidl accanto a me c’è pieno di pomodori…). Con il ricorso alle energie rinnovabili anche in agricoltura. Con il ritorno ad una vera economia circolare, non quella di chi ne abusa il termine. L’industrializzazione dell’agricoltura ha davvero sfruttato eccessivamente ed impoverito i terreni, rendendo necessari lavorazioni e concimazioni altrimenti inutili: ricordo ancora la rotazione agricola di mio padre. E l’uso ed abuso di concimi e prodotti chimici ha si migliorato la produttività ma ha sempre più peggiorato i terreni, ridotto la biodiversità sia vegetale che animale (vedi le api o le rane nelle risaie). Ho recentemente sentito dire alla fiera Ecomondo nello stand di Confagricoltura da promotori del biometano che “il compost non lo vuole più nessuno, gli agricoltori preferiscono i concimi chimici” e che l’allevamento di insetti che in fondo è un tipo di allevamento, che le aziende agricole hanno sempre fatto allevamento, potrebbero fare anche questo.

  4. Da ignorante chiedo: ci comunicano che in Europa continuerà a essere lecito l’uso dei pesticidi. Forse gli agricoltori hanno raggiunto un risultato, mentre, stando a quanto scrive la signora, i contadini no! Ma noi consumatori i pesticidi ce li mangiamo!!! La Grande Distribuzione che vende a prezzi molto elevati rispetto a quello che viene versato al produttore ci propone merce che viene da tutto il mondo. Le noci, ad esempio, vengono da Paesi lontanissimi. Così come i Limoni provengono dall’ Argentina. Non compriamoli più!

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