Il ristorante La Golena al Bosco ex Parmigiano ha ospitato la recente conviviale dell’Accademia Italiana della Cucina. I soci e i loro ospiti si sono riuniti presso il locale alle porte della città apprezzato e conosciuto per la preparazione in particolare di piatti a base di pesce, senza però tralasciare i menù di terra. L’ambiente caldo e accogliente è ricavato da una riuscita ristrutturazione di un antico casale al quale è stata annessa un’ampia veranda che si affaccia sul giardino dove durante la bella stagione vengono apparecchiati altri tavoli. Collaudatissima la squadra che si divide i compiti in modo organizzato: due sorelle con i loro mariti, una famiglia che da parecchi anni collabora prima al ristorante La Bastida di Mezzano Chitantolo e ora al Bosco ex Parmigiano. Il risultato è ottimale, anche perché sono frequenti le collaborazioni, l’aggiornamento e il confronto con professionisti e altre realtà di alto livello.
Paolo Baggio (foto centrale) guida la brigata in cucina. I piatti sono curati nei minimi particolari sia come scelta degli ingredienti che esteticamente, seguendo attentamente la stagionalità delle materie prime. Il menù proposto all’Accademia è stato ricco e vario, completamente a base di pesce. Dopo le delicate tartine di benvenuto, sono stati serviti come antipasti code di gamberi flambati con carciofi freschi trifolati, tentacolo di piovra arrosto con crema di topinambur e crocchette di provolone e menta, savarin di polenta con capasanta in manto di bacon, verza e ristretto di vitello. Come primi spaghettoni alle acciughe del cantabrico con cipolla stufata e granella di nocciole e risotto di mare al gin, pompelmo rosa e tartare di scampi. Come secondi filetto di gallinella in guazzetto mediterraneo con frutti di mare e ortaggi e fritto misto di gamberi e calamaretti. Per dolce freschezza al mandarino, yuzu e ananas. Ottime tutte le preparazioni con una speciale menzione per la fragranza del fritto.
Ospite della serata il cremonese Nunzio Ghiraldi, titolare dell’omonima azienda agricola di Lugana di Sirmione che produce eccellenti vini ricavati dalle uve dell’antico vitigno autoctono di trebbiano di Lugana, conosciuto come Turbiana. Nella tenuta Ghiraldi la concimazione è del tutto naturale e il diserbo non è chimico ma meccanico e le attrezzature utilizzate rispettano rigorosamente l’integrità dell’uva, in un connubio armonico di antico e moderno. L’ospite ha offerto ai commensali il suo Lugana Il Gruccione, molto gradito dagli accademici.

