Le domande di Woody Allen alla boa del 5o° film

9 Dicembre 2023

Un colpo di fortuna – Coup de chance è il cinquantesimo film diretto da Woody Allen, interamente girato in lingua francese, con attori francesi, in Italia è arrivato nelle sale il 6 dicembre, dopo essere passato fra gli applausi del pubblico alla Mostra del Cinema di Venezia. Torna Parigi sullo sfondo, una Parigi senza Tour Eiffel, Arc de Triomphe e Place Ventôme, il regista statunitense ne fotografa scorci più inediti: parchi, palazzi dell’alta borghesia magnificamente arredati, una più romantica garçonnière, una fastosa casa in campagna immersa nel bosco. La trama è semplice: lui, lei l’altro, la suocera, un entourage di amici snob, viziati e pettegoli. Una trama trita e ritrita, che il regista statunitense quasi novantenne rinfresca alla luce del tema: la nostra vita è unica ed è un vero miracolo dominato dal caso. Ci aveva abituato a elucubrazioni psicologiche più complesse. Qui tutto è molto più prevedibile. Il film in una sala semivuota al Cremona Po, alla vigilia dell’Immacolata lascia lo strascico di qualcosa di carino, ben sviluppato, elegante con una fantastica fotografia del nostro premio Oscar Vittorio Storaro, e una colonna sonoro jazz meravigliosa: la tromba di Nat Adderley è fenomenale, ma nulla di più. 

Lei è Fanny, una ragazza bon chic bon genre impiegata in una casa d’aste, vive nella bellezza, ma si capisce dalle prime battute che è rimasta una ragazza semplice, possiamo osare: una sciacquetta, che il marito esibisce come un trofeo. Si rifiuta di indossare il costoso anello che il marito le dona per un party. Si annoia alle battute di caccia, il trekking e altre attività all’aria aperta in campagna nel weekend. Non conosce la professione del marito, che le garantisce agi e lusso. Provando ad indagare, Jean, il marito, le risponde: “Faccio diventare più ricche persone già ricche”. Ma il suo passato opaco è il fiume carsico che guiderà la suocera a svelare l’inghippo dietro la gabbia dorata in cui la figlia è immersa. Jean è una macchietta. Jean è un gangster. Un individuo francamente detestabile. Privo di scrupoli. Cattivo. Risulta immediatamente antipatico e il pubblico non vede l’ora che Fanny lo mandi a quel paese per unirsi definitivamente ad Alain, il compagno di scuola, da sempre innamorato di lei, incrociato per caso mentre sta andando al lavoro, in una Parigi affollata. Fanny si lascia assorbire completamente dallo scrittore: un ragazzo semplice, come lei. In uno scambio di amorosi sensi che regala al film qualche citazione godibile. Una su tutte il cigno di Mallarmé, simbolo della sterilità creativa. Leggere insieme Prévert sulla panchina, mangiando una baguette imbottita racchiude il senso di una felicità improvvisa, arrivata come uno tsunami nella vita apparentemente perfetta di Fanny.

Il film tocca diversi registri, sentimentale, commedia, drammatico, thriller, il tema tenero della nostalgia, per un amore giovanile, il primo amore che non si scorda mai, impreziosisce il dilemma fra il caso, ciò che arriva nella vita come un dono inatteso, e la fortuna del self made man che ritiene l’autodeterminazione qualcosa che viene provocato e creato, spesso senza andare troppo per il sottile, favorendo le condizioni per il successo. Dilemma protestante, di grande fascino. Resta una querelle che Allen risolve scegliendo per il caso. In questo film nessuno la fa franca. Lo stupore finale ha un sapore agrodolce. Fanny resta sola. Perde tutto ciò che conta. Perde tutto ciò che non conta. Va tutto all’aria, la ragione e il sentimento, la verità e la finzione, la poesia e la menzogna. 

Le atmosfere, le nostalgie, la raffinatezza e il senso di ciò che è sofisticato, mai banale, sono la calligrafia di un regista che ha donato, non per caso, ma per scelta, capolavori immensi. Qui non si smentisce, conferma, senza azzardare, mette la firma, su un assegno chiaro. Non bara. Entusiasma. Tutto bello. Ma non è Match Point

 

Francesca Codazzi

 

 

 

 

2 risposte

  1. La recensione del film “Coup de chance” é ben fluida e dettagliata che invoglia il lettore alla visione della pellicola.
    Woody Allen é stato sempre una garanzia nelle sue regie ed interpretazioni.
    Mi affascina l’idea che si svolge “à Paris”!
    Il colpo di fortuna è sempre importante nella vita, spero che possa avvenire per tutti.
    Anche a me! Ne abbiamo sempre bisogno per illuminare la via spesso nera ed imprevedibile.
    Sí, sicuramente andró a vedere il 50esimo capolavoro del sopraccitato regista.
    Sempre grata di poter leggere le tue narrazioni.
    Un abbraccio forte!

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