Lettura in filigrana del manifesto rimosso: rivalsa postuma dell’ex sindaco Galimberti

25 Giugno 2026

di Ghino di Tacco

Chi è cresciuto, fin da fanciullo, nelle sacrestie intrise di odore di incenso e di cera bruciata, ha imparato da subito la regola aurea. L’undicesimo comandamento. Non reagire subito a un torto subito. Ma attendere. Pensare pazientemente. Aspettare, in religioso silenzio, il momento giusto. Quello finale. Quello che mette ko l’avversario. E la storia del manifesto anti abortista ne è l’applicazione corretta. E’ il proverbiale colpo basso. Già!

Guardando in filigrana la vicenda, il dato politico più rilevante è la spaccatura nel centrosinistra locale. Osservando i personaggi in campo, Andrea Virgilio perde rilevanza e il vero obiettivo dei cattolici di sinistra appare colui che lo ha messo in quel ruolo di sindaco, ovvero Luciano Pizzetti. L’attacco a testa bassa dell’ex sindaco Gianluca Galimberti, di alcuni suoi ex assessori e di attuali consiglieri a lui vicini, puzza proprio di rivalsa postuma. Di chi vuole dimostrare che spostando la coalizione tutta a sinistra e facendo perdere peso alla componente cattolica, ha sbagliato tutto. E chi se non Pizzetti è stato il demiurgo dell’operazione?

Del resto, che tra Pizzetti e Galimberti si sia consumata una guerra sotterranea, è cosa nota. E nel momento più difficile ecco la stoccata. La vendetta postuma. La firma che dice avete, o meglio tu Pizzetti anche se taci, hai errato. Il tuo uomo ha rotto quei rapporti di ottimo vicinato con una parte, forse una gran parte di città, che da sotto le bandiere rosse ti sei coccolato per costruire il ‘potere’ del Pd e noi adesso affondiamo il colpo. Chiesa. Parrocchie. Vecchi mandarini del potere cattolico, perfetti meccanismi del centro sinistra, la pensano come noi, perché alla fine siamo ancora tutti democristiani.

E infatti Pizzetti tace. Sa. Ha capito. Conosce l’obiettivo: metterlo in un angolo con i poteri forti della città facendogli perdere quel carisma di sempre.

“La vendetta è un piacer serbato ai saggi” (Wolfgang Amadeus Mozart).

6 risposte

  1. Sì, può darsi che sia una vendetta postuma nei confronti di chi ha voluto scaricare Galimberti per imporre la linea Pizzetti -Virgilio e mettiamoci pure che i cattolici militanti come Prodi sanno vendicarsi sulla distanza; ma l’errore principale lo ha fatto Virgilio che, in quanto sindaco, una volta pervenutagli la notizia, doveva convocare il consiglio comunale e sottoporre la richiesta al suo giudizio; in quel caso, qualunque fosse stato l’esito, nessuno gli avrebbe potuto dire niente. Ripeto: Virgilio ha sbagliato non tanto nel merito ma nel metodo

    1. “scaricare” è un verbo che poteva usare se dopo 5 anni non lo avessero ricandidato per il secondo mandato ; pretendere di controllare la città per 15 o 20 anni forse era troppo : neanche la D.C. poteva permettersi tanto.

  2. Non può essere casuale che un ex sindaco recente firmi un documento insieme ad altri contro il sindaco in corso e vicesindaco durante la sua amministrazione. Fa riflettere l’uscita pubblica di Galimberti: al di là delle motivazioni ideologiche e cattoliche, ci sono anche motivazioni politiche? Il mondo cattolico sta con l’ex, il mondo di sinistra è dalla parte dell’attuale. E “fare nuova la città” che ha sostenuto Virgilio ma è una creatura di Galimberti dove si colloca? Gli elettori cremonesi sempre più in difficoltà: dall’alleanza con FdI alla rimozione del manifesto. Ma che PD è questo PD a Cremona? Sconcerto.

  3. Bah difficile collocare a sinistra o al centro le reazioni sulla decisione del sindaco di togliere il manifesto.
    Certo è che tutto si può sostenere tranne che Pizzetti sia il riferimento della corrente di sinistra del PD, non dimentichiamoci che è stato sottosegretario del ministro Boschi, è renziano convinto ed anche la sua posizione sul referendum è lì a dimostrarlo.
    Che tra lui e Galimberti non ci simpatia può essere, sicuramente non lo è per la collocazione geografica all’interno del partito, direi piuttosto è uno scontro di potere dove ciascuno vuole fare prevalere le proprie entrature e rendite di posizione. In questo caso a perdere è certamente Galimberti benché sostenuto dalla Curia ..quella stessa Curia che però non osteggia Pizzetti … nemmeno lei se lo può permettere.
    Il povero Virgilio purtroppo è stato vittima di una polpetta avvelenata, ma se ha commesso un errore, è stato solo di non essersi accorto subito di quel manifesto. Un plauso invece alla decisione di rimuoverlo pur immaginando le conseguenze del gesto.
    In tutta questa brutta vicenda giocata molto al maschile, a perdere ancora una volta è la donna a cui quel manifesto manca di rispetto.
    Non sono accettabili i toni manipolatori con cui, nel manifesto, si ricatta una donna alle prese con scelte che non sono MAI fatte a cuore leggero.
    Non è accettabile l’implicito (e nemmeno molto implicito) giudizio che viene pronunciato nei confronti dell’interruzione di gravidanza.
    E infine, ma non ultimo, non è accettabile che chi ha voluto montare la questione, l’abbia fatto ben sapendo che è solo un pretesto per alimentare un clima politico il cui livello resta bassissimo.
    Non ho simpatia per Virgilio (credo che i miei commenti lo dimostrino), ma ritengo che questa volta abbia agito correttamente seppure in grande ritardo.
    Ho troppo rispetto per le donne per cadere nel tranello di usarle come strumento.

  4. Sono d’accordo per quanto riguarda la collocazione attuale di Pizzetti. Ma se ben ricordo la sua storia politica viene da sinistra, dal PCI e poi dalle varie correnti di sinistra delle sue diverse metamorfosi, salvo poi virare diversamente quando arrivò all’apice della carriera come sottosegretario. Chiaro che ora ha un piede e mezzo da una parte e il restante dall’altra, altrimenti a Cremona chi se lo filerebbe tra elettori e sponsor? Quanto al manifesto i toni manipolatori erano lì da sei anni! Curioso che se ne siano accorti solo ora: se il sindaco non è uno sprovveduto e se non ha ricevuto pressioni poteva pensare che avrebbe mosso un gran can can. E se questo è vero, sa tanto di guanto di sfida! A che scopo? Quella di Ghino di Tacco è un’ipotesi. Non escludo che ce ne siano altre.

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