Manifesto rimosso, Emiliani ne chiede il ripristino

29 Luglio 2026

Il presidente del Movimento per la Vita Paolo Emiliani ha inviato una lettera a Ipas, la società che gestisce per conto del Comune di Cremona l’appalto degli spazi pubblicitari, nella quale chiede che venga ripristinato il manifesto SoS Vita che da sei anni era collocato all’interno della pensilina per la fermata dell’autobus davanti all’ospedale maggiore. La lettera è stata recapitata per conoscenza ad Arriva spa e al sindaco Andrea Virgilio.

Ecco il testo della lettera.

“Vi siamo grati peraver mantenuto libero lo spazio pubblicitario da noi regolarmente occupato da 6 anni. La confusa ricostruzione sulla responsabilità della rimozione dell’ormai noto manifesto, ci obbliga a chiedere la immediata riaffissione dello stesso manifesto nella stessa sede. Perché e chi ne ha chiesto e motivato la rimozione? Il sindaco che ha rifiutato l’incontro in commissione Vigilanza, nell’informare della sua assenza scrive che ‘la PEC da me inviata non revoca alcuna autorizzazione, non risolve alcun contratto, non commina sanzioni e non esercita nei confronti dei soggetti interessati un potere amministrativo autoritativo’. Arriva, destinataria della PEC, comunicando anch’essa la propria indisponibilità a partecipare alla commissione vigilanza, scrive di avere agito mantenendo una posizione di sostanziale ‘terzietà’ sulla vicenda, svolgendo esclusivamente un ruolo di interlocuzione limitato al trasferimento della richiesta dell’Ente (il sindaco è diventato Ente?) al gestore dello spazio pubblicitario. IPAS, gestore dello spazio pubblicitario, nell’unica lettera (5 maggio 2026) indirizzata al Movimento per la Vita, intestatario del contratto di affissione, ‘informa che a seguito della comunicazione di Arriva Italia, titolare del TPL urbano, sta provvedendo alla rimozione del messaggio pubblicitario posto alla fermata bus’. Non è per nulla chiaro come da un provvedimento non autoritativo, attraverso un soggetto terzo, si sia arrivati a censurare un messaggio di apertura alla vita, di incoraggiamento alla maternità e di disponibilità all’aiuto concreto laddove richiesto. Troppo vago e soggettivo il riferimento all’art. 6 delle norme contrattuali:  quale violazione o turbativa di norme imperative, regolamenti locali, ordine pubblico o buon costume? Le scuse non sono dovute tanto al mondo pro-life cremonese, che saprà fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune, ma a tutti i cittadini cremonesi che credono nella libertà di pensiero e di espressione e osano sperare in un sindaco all’altezza del suo ruolo istituzionale.

Certo che la presente richiesta non verrà disattesa, porgo distinti saluti”.

Paolo Emiliani

presidente del Movimento per la Vita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *