«Quella di oggi è una delle pagine più brutte delle istituzioni cremonesi. Il Sindaco e l’intera maggioranza hanno disertato la Commissione di vigilanza convocata per verificare la correttezza dell’azione amministrativa nella rimozione del manifesto SOS Vita. Sono tutti fuggiti. Scappati a gambe levate. I consiglieri cattolici hanno scelto il silenzio e l’assenza. Ma le domande restano tutte sul tavolo. Continueremo a pretendere gli atti e le risposte che oggi Virgilio non ha avuto il coraggio di dare». Lo dichiara Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona.
«Il Sindaco scappa perché ha paura – aggiunge Portesani -. Fugge dalle proprie responsabilità, dal confronto con le opposizioni, dal giudizio dei cittadini, dalle divisioni create nella comunità e dalle lacerazioni aperte nella sua stessa maggioranza. Le motivazioni addotte sono pretestuose. Il regolamento attribuisce alla commissione funzioni di garanzia e controllo sull’attività dell’Amministrazione e il compito di verificare il rispetto delle competenze, la correttezza e l’efficacia dell’azione amministrativa. La commissione non doveva emettere sentenze, ma acquisire documenti, ricostruire i fatti e porre domande. Il Sindaco sostiene che non esistesse alcun atto da controllare. Eppure esiste una comunicazione istituzionale, protocollata e firmata da lui, che ha prodotto un risultato preciso: Arriva ha chiesto a IPAS l’immediata rimozione e IPAS ha eseguito. Se non aveva nulla da nascondere, Virgilio avrebbe potuto presentarsi e rispondere. Ha preferito delegittimare la presidente
Chiara Capelletti e svilire il ruolo della Commissione e del Consiglio comunale. Dagli atti emerge che la richiesta del Sindaco non fu preceduta da alcuna istruttoria documentata. L’unico approfondimento amministrativo risale al 22 giugno, due mesi dopo la lettera di Virgilio e quando il manifesto era già stato rimosso. Prima hanno deciso, poi hanno rimosso, soltanto dopo hanno cercato di capire quali fossero regole e competenze. Era esattamente questo che la Vigilanza doveva approfondire. Anche la richiesta di accesso agli atti presentata da me il 17 giugno è stata evasa oltre termine e senza chiarire se esista ulteriore corrispondenza interna tra Sindaco, Segreteria, Giunta e uffici. Avevo chiesto di sapere, per ciascun documento, se esistesse, se venisse consegnato e, in caso contrario, perché. Non ho ricevuto questa risposta. Il Sindaco oggi ha evitato anche di spiegare queste omissioni».La decisione di Virgilio è nata dalla segnalazione di
Federica Di Martino, militante residente a Salerno e titolare della piattaforma “IVGstobenissimo”, che ha pubblicamente rivendicato la richiesta e ringraziato il Sindaco per averla accolta.
«Virgilio ha ascoltato una militante di Salerno che aveva appena scoperto Cremona sulla carta geografica, ma non ha ascoltato Cremona – commenta Portesani -. Non ha ascoltato le associazioni impegnate da anni a sostegno delle maternità fragili. Non ha ascoltato i cittadini. Non ha ascoltato neppure Gianluca Galimberti, il Sindaco del quale è stato assessore e vicesindaco per dieci anni. La contestazione alla rimozione era stata sottoscritta anche dai consiglieri di maggioranza Riccardo Merli, Cinzia Marenzi e Marialuisa D’Ambrosio. Merli e D’Ambrosio sono componenti della stessa commissione di Vigilanza che oggi hanno deciso di disertare. Merli e D’Ambrosio avevano firmato una lettera molto impegnativa sul pluralismo, sulla libertà di espressione e sulla dignità della vita nascente. Oggi, non presentandosi in Commissione insieme al Sindaco, hanno scelto di mettere da parte quei valori».
«Non basta firmare una lettera per mettersi a posto con la coscienza. Il pluralismo non si difende sui giornali per poi abbandonarlo quando arriva il momento di guardare il Sindaco negli occhi e chiedergli conto delle sue scelte. Virgilio può pretendere disciplina politica. Ma oggi Merli e D’Ambrosio hanno dimostrato di essere disposti a sacrificare le convinzioni pubblicamente dichiarate pur di non creare difficoltà alla maggioranza. È una resa politica e personale della quale dovranno rispondere ai cittadini e al mondo cattolico che dichiarano di rappresentare» conclude il capogruppo di Novità a Cremona.