Nuovo ospedale, il Sindaco non ne parla: violata la legge

12 Gennaio 2024

Quando si ha un progetto importante al quale si è lavorato per anni quasi in silenzio per dargli forma prima di esporlo a critiche potenzialmente capaci di fermarlo sul nascere e finalmente si riesce a “metterlo a terra”, si scoppia dalla voglia di portarlo in palmo di mano e di gridarlo al mondo. Se poi il progetto non è un progetto privato ma è destinato non solo ad essere pagato coi soldi dei cittadini ma a condizionare e determinare il destino sanitario di un’intera collettività, la voglia di gridarlo è sostenuta da un preciso obbligo e dovere di informare i destinatari del progetto. Parlo ovviamente del progetto del nuovo ospedale di Cremona. E mi correggo. C’è il dovere di informazione sancito da precise leggi in capo all’amministrazione e quindi al sindaco che sarebbe dovuto scattare sin dai tempi della prima ideazione del progetto che avrebbe dovuto essere condivisa con la cittadinanza nelle modalità che i sistemi democratici prevedono e utilizzano. Si è scelta una strada diversa sin dall’inizio e si constata che a questa si è rimasti coerenti fino alla fine tanto che in un’intervista di bilancio di fine doppio mandato il sindaco tace di questo che è destinato ad essere uno dei capitoli più importanti della storia della città e della provincia dei prossimi decenni capace anche, se non opportunamente corretto, di assestare un colpo decisivo alla sopravvivenza del Sistema Sanitario Nazionale già agonizzante sul nostro territorio e non solo.

Non siamo alla veniale dimenticanza ma a una precisa scelta politica che trascura le regole della democrazia che impongono il coinvolgimento dei cittadini sulle scelte strategiche per la loro vita e che usa del denaro pubblico che è denaro dei contribuenti come del proprio conto corrente.

 

Rosella Vacchelli

Una risposta

  1. La stranezza sta anche nel fatto che non gli sia stato chiesto nulla! C’era un accordo precedente che impediva all’ inervistatore di affrontare l’argomento?
    Comunque mettere di fronte al fatto compiuto i cittadini è un classico. Vogliamo per esempio ricordare la costruzione nel parco del Po e del Morbasco della struttura di ” Occhi Azzurri”? Tutti i cremonesi, avendo a disposizione altri luoghi, si sarebbero dichiarati favorevoli a sacrificare uno dei pochissimi polmoni di Cremona? E ora anche il Rotary Monteverdi si mette la medaglietta…

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