Riqualificazione dell’ospedale di Cremona o nuovo complesso? Proposta del Movimento a tutto il Consiglio comunale

26 Aprile 2026

Signor Direttore, abbiamo trasmesso formalmente al Consiglio comunale di Cremona una lettera aperta, indirizzata alla consigliera Maria Vittoria Ceraso ma estesa a tutti i consiglieri, relativa alla coerenza tra PUMS e progetto del nuovo ospedale.

Alla lettera è allegata anche una proposta di deliberazione consiliare, quale contributo tecnico volto a facilitare una rapida valutazione comparativa tra nuova costruzione e riqualificazione dell’attuale ospedale.

Riteniamo che il tema, anche alla luce dei dati emersi, sia di rilevante interesse pubblico.

Enrico Gnocchi

portavoce del Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona

Alla Consigliera comunale Maria Vittoria Ceraso

e, per conoscenza, a tutti i consiglieri comunali di Cremona 

Gentile consigliera Ceraso, 

la presente riflessione, pur rivolta direttamente a Lei per le recenti dichiarazioni, è estesa a tutti i  consiglieri comunali, chiamati a esprimersi su una scelta strategica per il futuro della città. 

Abbiamo letto con attenzione la sua recente presa di posizione sul crollo dell’utenza del trasporto  pubblico a Cremona, nonostante l’introduzione di 34 nuovi autobus elettrici. L’utenza del  trasporto pubblico è crollata di oltre il 50% (da circa 7.500 nel 2016 a 3.500 nel 2023  passeggeri/giorno). 

È una denuncia importante, perché mette in luce una evidente distanza tra gli obiettivi dichiarati nel  Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e la realtà attuale: meno utenti del trasporto  pubblico, maggiore dipendenza dall’auto privata, andamento opposto rispetto agli obiettivi fissati. 

Un dato che colpisce e che, come Lei giustamente osserva, va nella direzione opposta rispetto agli  obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), che prevede per il 2030 il raddoppio  dell’utenza del Trasporto Pubblico Locale (dal 5% al 10%) e la riduzione dell’uso dell’auto privata  (dal 53% al 30%). 

Proprio partendo da questa Sua analisi, abbiamo ritenuto necessario approfondire un tema  strettamente collegato: il dimensionamento dei parcheggi del nuovo ospedale

Perché, mentre il PUMS chiede meno auto e più trasporto pubblico, il progetto del nuovo ospedale  viene dimensionato su un sistema di sosta che prevede 1.879 posti auto complessivi, cioè 239 posti  in più rispetto agli attuali 1.640. 

Tradotto: mentre la città si pone l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto, la sua più grande infrastruttura futura viene progettata per accogliere ancora più automobili di oggi. 

È difficile non vedere, in questi numeri, una contraddizione. 

Il nostro metodo: pochi dati certi, stime trasparenti 

Disponiamo di alcuni dati oggettivi: 469 posti letto previsti per il nuovo ospedale (espandibili a  584, raddoppiando in 115 camere da 1 posto letto a due posti letto) e circa 1.800 dipendenti  dell’attuale presidio ospedaliero. 

Su queste basi, abbiamo costruito – con criteri standard utilizzati nella pianificazione sanitaria – una  stima prudenziale e trasparente di personale presente nel picco diurno, accessi giornalieri  ambulatoriali e day hospital, presenza contemporanea di visitatori e accompagnatori. 

Non si tratta quindi di un’opinione, ma di un modello tecnico, fondato su dati reali e su ipotesi esplicite e verificabili.

Il risultato: un dato che non torna 

Il progetto del nuovo ospedale prevede 1.879 posti auto. 

Le nostre stime, anche mantenendo un’alta dipendenza dall’auto privata, indicano invece un  fabbisogno plausibile compreso tra circa 1.000 e 1.300 posti auto in uno scenario ancora “auto dominante”, e ben al di sotto se si applicano realmente gli obiettivi del PUMS. 

In altre parole, anche senza cambiare modello di mobilità, il numero previsto appare già  sovradimensionato. 

Se poi si considera che il PUMS prevede la riduzione dell’uso dell’auto privata e il raddoppio del trasporto pubblico, allora il dato di circa 2.000 posti auto diventa non solo eccessivo, ma  strutturalmente incoerente. 

Una scelta che condiziona il futuro 

Un parcheggio di queste dimensioni non è neutro. 

È una scelta che incentiva l’uso dell’auto, consolida il traffico privato e rende più difficile – se  non impossibile – raggiungere gli obiettivi del PUMS. 

Ed è proprio qui che emerge la contraddizione che Lei stessa ha evidenziato: si investe nel trasporto  pubblico, ma si progettano le infrastrutture come se l’auto dovesse restare centrale. 

La differenza sostanziale della riqualificazione 

La proposta di riqualificazione dell’ospedale esistente consente invece un approccio completamente  diverso. 

Prevede infatti un parcheggio interrato limitato a un solo piano, con una capacità  significativamente inferiore, modulabile nel tempo in base ai risultati reali del PUMS, e con costi molto più contenuti rispetto a un sistema esteso e strutturale. 

A differenza del nuovo ospedale, dove il sistema di parcheggi interrati viene realizzato fin da subito  obbligatoriamente nella sua interezza su due piani a -10 metri dal livello campagna (con rilevanti  problematiche tecniche legate alla gestione della falda), la riqualificazione permette di adeguare  progressivamente la sosta alle reali esigenze. 

La domanda 

Se è vero – come Lei afferma – che il trasporto pubblico non sta raggiungendo gli obiettivi, allora la  domanda è inevitabile: è coerente continuare a sostenere un progetto che prevede quasi 2.000 posti auto? 

Oppure non è il momento di riconsiderare, anche sotto il profilo della mobilità, la scelta tra nuovo  ospedale e riqualificazione?

Una scelta politica, non tecnica 

Perché alla fine il punto è semplice: non basta promettere mobilità sostenibile. Bisogna progettare la città in modo coerente con quella promessa. 

E oggi, a Cremona, questa coerenza – tra PUMS e nuovo ospedale – non appare evidente. La riqualificazione, invece, offre la possibilità concreta di rispettarla. 

Proposta operativa 

Ricordiamo che l’intervento è di rilevantissimo valore economico e che i fondi assegnati (circa  250 milioni di euro) rientrano nella programmazione dell’art. 20 della legge 67/1988, che  consente la riprogrammazione. Non risulta inoltre un vincolo contrattuale che obblighi alla sola nuova costruzione. 

Tali risorse potrebbero quindi essere destinate, in tutto o in parte, alla riqualificazione,  qualora questa dimostrasse maggiore economicità ed equivalente funzionalità sanitaria. 

In assenza di un confronto tecnico strutturato tra le alternative, ogni scelta rischia di non risultare  pienamente giustificata sotto il profilo dell’interesse pubblico. 

Per questo proponiamo l’affidamento di un PFTE della riqualificazione, oppure un concorso  di progettazione limitato allo studio di fattibilità, strumenti previsti dal Codice dei Contratti  Pubblici. 

Richiesta finale 

Per queste ragioni, chiediamo a Lei e a tutti i consiglieri comunali di promuovere una delibera  che impegni Regione Lombardia e ASST di Cremona ad affidare con urgenza un PFTE della  riqualificazione dell’attuale ospedale

La verifica potrebbe essere realizzata in 4–6 mesi (8–10 complessivi), con un costo stimabile tra  300.000 e 700.000 euro, cioè meno dell’1% dell’investimento complessivo. 

Anche i costi già sostenuti per il progetto del nuovo ospedale rappresentano un normale investimento conoscitivo, non un danno. 

In altri termini: spendere poche centinaia di migliaia di euro per verificare una scelta da centinaia di milioni non è un costo, ma un dovere. 

 

Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona 

 

Sotto la proposta di deliberazione inviata dal Movimento al Consiglio comunale di Cremona

COMUNE DI CREMONA 

CONSIGLIO COMUNALE 

OGGETTO 

Richiesta di attivazione di una valutazione tecnico-economica comparativa tra nuova costruzione e  riqualificazione dell’attuale Ospedale di Cremona mediante redazione di Progetto di Fattibilità  Tecnico-Economica (PFTE) 

IL CONSIGLIO COMUNALE 

PREMESSO CHE 

il Comune di Cremona ha sottoscritto in data 15 dicembre 2021 il Protocollo d’Intesa finalizzato  alla realizzazione del Nuovo Ospedale di Cremona (DGR XI/5077 del 26/07/2021), senza che agli  atti risulti uno studio comparativo, a livello di PFTE o equivalente, tra l’opzione di nuova  costruzione e quella di riqualificazione dell’ospedale esistente, che avrebbe dovuto precedere una  scelta strategica di tale rilevanza; 

è in corso il procedimento relativo alla realizzazione del nuovo Ospedale di Cremona; 

l’intervento in oggetto presenta un valore economico e un impatto territoriale di assoluta rilevanza  per la città e per l’intero sistema sanitario provinciale; 

il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del Comune di Cremona prevede obiettivi di  riduzione dell’uso del mezzo privato e di incremento del trasporto pubblico, ai quali le principali  scelte infrastrutturali devono risultare coerenti; 

CONSIDERATO CHE 

le decisioni relative a opere pubbliche di tale entità devono essere supportate da un’adeguata  valutazione comparativa tra le alternative progettuali; 

ad oggi non risulta disponibile un confronto tecnico strutturato, a livello di Progetto di Fattibilità  Tecnico-Economica, tra l’opzione di nuova costruzione e quella di riqualificazione dell’ospedale  esistente; 

i fondi assegnati all’intervento rientrano nella programmazione di cui all’articolo 20 della Legge  67/1988, che prevede la possibilità di riprogrammazione da parte del Ministero competente; 

non risulta agli atti un vincolo contrattuale che destini tali risorse esclusivamente alla realizzazione  di una nuova struttura ospedaliera;

RITENUTO CHE 

per interventi di tale rilevanza economica e strategica sia doveroso garantire il pieno rispetto dei  principi di economicità, efficacia, trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa; 

la verifica comparativa delle alternative progettuali costituisca un passaggio essenziale per  assicurare la migliore allocazione delle risorse pubbliche e la piena tutela dell’interesse collettivo; 

l’eventuale riqualificazione dell’ospedale esistente, qualora dimostrasse una maggiore convenienza  economica e una equivalente funzionalità sanitaria, debba essere oggetto di adeguata e formale  valutazione; 

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE 

a richiedere formalmente a Regione Lombardia e ad ASST di Cremona, ciascuno per le rispettive  competenze, di procedere con urgenza: 

all’attivazione di una procedura di affidamento, ai sensi del D.Lgs. 36/2023, per un servizio di  ingegneria e architettura finalizzato alla redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica  (PFTE) relativo alla riqualificazione dell’attuale Ospedale di Cremona; 

affinché tale PFTE consenta un confronto oggettivo, trasparente e verificabile tra le soluzioni  alternative, con particolare riferimento ai seguenti profili: 

costi di realizzazione e gestione;  

funzionalità sanitaria e organizzativa;  

impatti ambientali e sulla mobilità;  

prevedendo tempi di esecuzione contenuti, indicativamente nell’ordine di 4–6 mesi, e costi  proporzionati alla natura dell’incarico; 

INVITA 

tutti i Consiglieri comunali, nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, a esprimersi su tale proposta  quale atto di responsabilità nei confronti della città, delle risorse pubbliche e delle future  generazioni; 

DISPONE 

la trasmissione della presente deliberazione a Regione Lombardia e ad ASST Cremona; la pubblicazione della stessa sul sito istituzionale del Comune.

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