La commissione per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Crema anche quest’anno ha concordato con il vescovo Daniele di commemorare S. Giuseppe Lavoratore in un giorno feriale, all’interno di un’azienda per attestare la vicinanza della Chiesa di Crema al mondo del lavoro.
La celebrazione della Santa Messa nella memoria del patrono degli artigiani e degli operai si terrà pertanto mercoledì 6 maggio, alle ore 11, presso lo stabilimento FARK di Pianengo, grazie alla disponibilità accordata dalla direzione dell’azienda altamente specializzata nella progettazione, costruzione e installazione di impianti e macchinari per l’industria alimentare in genere, enologica e delle bevande; serbatoi in acciaio inossidabile di stoccaggio e processo per tutti i settori produttivi; cisterne in acciaio inossidabile per il trasporto di liquidi alimentari, liquidi in genere e liquidi pericolosi ADR
Il momento sarà l’occasione per riflettere su come in questo tempo “caratterizzato dal crescente incalzare di conflitti bellici – fanno osservare i vescovi italiani nel messaggio per il 1° Maggio 2026 – siamo chiamati a interrogarci sulla ricaduta sul lavoro e sulle condizioni inedite in cui l’attività umana oggi si trova”.
“In una fabbrica, in un ufficio, in agricoltura – aggiungono – ogni giorno le persone si coordinano e cooperano per azioni che contribuiscono a creare comunità, per accrescere con nuovi prodotti e servizi la biodiversità civile ed economica della Terra.“
Nel condividere in particolare la preoccupazione per “l’aumento dei prezzi dell’energia, che ha una ricaduta sul bilancio delle famiglie, soprattutto di quelle che vivono nella precarietà economica, e su quello delle aziende”, sostengono sia “il tempo di ribadire che il futuro si può costruire solo se ci poniamo ancora in ascolto della profezia di Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci…” (Is. 2,4). E concludono auspicando che “Il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo «gli aratri in lance». Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno.
Nella foto centrale il vescovo Daniele Gianotti