Stamane all’idrometro di Cremona, il Po è sceso sotto gli 8 metri rispetto allo zero idrometrico. Le barche ormeggiate lungo le sponde in corrispondenza delle società rivierasche hanno difficoltà a uscire, ma il problema più grave consiste nei rischi derivanti dalle insidie dei fondali bassi. Perciò in queste ore dai direttivi delle società situate lungo il fiume stanno partendo comunicazioni ai soci contenenti inviti a non uscire con barche a motore. In alcuni punti vicini al centro del letto del Po, spuntano i fondali ghiaiosi e sabbiosi. Considerate le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni che pronosticano assenza di precipitazioni, è possibile che nell’arco di una settimana si raggiunga il record storico di 8,58 metri al di sotto dello zero idrometrico alla stazione di rilevamento di Cremona. L’Aipo, Autorità di bacino distrettuale, monitora di ora in ora la situazione in corrispondenza del ponte cittadino.
Mancano i due terzi dei volumi idrici normalmente associati alle coperture nevose, rileva Legambiente Lombardia, e anche nei serbatoi idroelettrici si segnalano insufficienze: complessivamente, mentre nei grandi laghi permane una riserva di circa un miliardo di metri cubi d’acqua, che sicuramente potrà coprire i fabbisogni per tutto il mese di giugno, nei bacini montani la scorta idrica vale meno di 0,7 miliardi di metri cubi, contro una media stagionale di oltre 1,2 miliardi.