“In questi giorni alcuni allevatori vedono pagato il loro latte 15 centesimi al litro. I motivi sono diversi: un surplus di latte sul mercato, i Paesi asiatici che vanno a comprare in Australia e Nuova Zelanda, i ‘polverizzatori’ che hanno fatto uno stop tecnico fino al 26 gennaio e hanno riversato tutto quel latte in più sul mercato italiano. Se a questo ci aggiungiamo i dazi e l’ennesima guerra di Trump, la situazione è drammatica. Questo quadro per gli allevatori lombardi, che producono quasi la metà del latte italiano, significa perdite per decine di migliaia di euro. Significa che il rischio di chiusura delle stalle è più che reale e, anzi, sta già accadendo. Per questo abbiamo chiesto, ai primi di gennaio, di ascoltare le associazioni di categoria per capire che interlocuzioni ci sono, com’è lo stato dell’arte, che proposte stanno portando avanti con Regione e Governo, per fare il punto, insomma”, lo dicono Matteo Piloni e Marco Carra, consiglieri regionali del Pd e segretario e capodelegazione della VIII Commissione Agricoltura, al termine delle audizioni di questo pomeriggio con i rappresentanti dei produttori.
“Da mesi stiamo ponendo la questione alla Regione, anche chiedendo la convocazione urgente del tavolo regionale del latte e attraverso un’interrogazione a risposta immediata alla quale l’assessore regionale all’Agricoltura Beduschi aveva risposto assicurando che a breve il tavolo sarebbe stato riunito a Milano. Ma a noi non risulta che questo sia ancora avvenuto. E la situazione va avanti dalla fine di dicembre e continua a vedere l’accordo sottoscritto al ministero dell’Agricoltura completamente disatteso. Un accordo voluto dal ministro Lollobrigida che si è rilevato fasullo. È l’ulteriore dimostrazione della scarsissima autorevolezza del responsabile del dicastero e del Governo stesso, perché hanno siglato un accordo che ha retto dodici ore. Un’assoluta presa in giro nei confronti dei produttori, perché tutto questo significa che i mercati non riconoscono alcuna autorevolezza al Ministro e al Governo”, insistono i dem.
“Questa situazione era prevista da mesi, ma non si è voluto intervenire, invece è urgente, sia per salvare il salvabile, sia per soluzioni strutturali. Soprattutto per quanto riguarda i prodotti agricoli non si può lasciare il mercato totalmente aperto. Se non c’è un minimo di regolamentazione, chi ci rimette sono il primo e l’ultimo anello della filiera, e cioè chi produce, quindi gli agricoltori, e poi chi consuma, cioè i cittadini, le famiglie. Quindi serve uno strumento che in qualche modo regolamenti il mercato. È il tema della cosiddetta Ocm, l’Organizzazione comune di mercato, sulla quale noi stiamo lavorando per chiedere alla Giunta regionale di attivarsi nei confronti del Governo e dell’Unione europea, perché abbiamo bisogno di questo strumento. E lo faremo nella seduta di consiglio regionale di martedì prossimo, dove presenteremo una mozione urgente. Perché così come esiste l’Ocm per altri prodotti dell’agroalimentare, allo stesso modo dobbiamo intervenire per il latte, per regolamentare il mercato, per non lasciare i nostri allevatori nella giungla. Il libero mercato, in questi casi, va accompagnato da politiche pubbliche che riequilibrino le cose, per evitare che la qualità dei nostri prodotti, il lavoro delle nostre aziende soccombano di fronte ai colossi del settore”, concludono Piloni e Carra.


Una risposta
La Germania ha un surplus di produzione, che prima veniva venduto nel Nord Europa ; oggi lo spediscono in Italia, anche sotto forma di “cagliate” che viaggiano in cisterna. Sarebbe ora di chiarire chi usa questo prodotto, per farne cosa. E sarebbe ora di sanzionare chi vende il formaggio come italiano senza dichiarare la provenienza della materia prima dall’estero.
Se la cagliata é tedesca, ci va scritto “prodotto con latte UE” poi valuterà il consumatore, da sempre considerato un fesso.