di Ghino di Tacco
“Si scava nell’ambiente”. Frase lapidaria usata dagli inquirenti quando cercano la pistola fumante e serve approfondire. Studiare. Trovare la quadratura del cerchio. Così ha fatto anche Ghino. Nel suo piccolo. Lui è uomo del medioevo, abituato alle pergamene e non ai telefoni digitali. Del resto la vicenda del manifesto Sos Vita ha bisogno di ricerche perché ha scoperchiato il proverbiale vaso di Pandora facendo emergere quello che gli spifferi di palazzo andavano ripetendo da mesi: la conflittualità latente tra la vecchia amministrazione di Galimberti quella del suo successore Virgilio (patrocinata da Luciano Pizzetti).
Tutto inizia, così dicono le gole profonde di palazzo, da una letterina che Virgilio manda all’agenzia che gestisce le affissioni. Nulla di che, nulla di esplosivo. Il manifesto Sos Vita non rispetta i dettami del codice della strada (dopo sei anni). Deve essere tolto. L’agenzia esegue. Punto.
Nel frattempo Virgilio, capendo comunque il valore anche politico dell’operazione, comunica alla Giunta: nessuno batte ciglio. Men che meno i cattolici della lista galimbertiana (Romagnoli/Zanacchi). Qui sorge il primo dubbio. Hanno taciuto perché non hanno ben capito la portata della situazione? Ci sta. O perché protestare avrebbe voluto dire entrare in conflittualità con il sindaco e speravano, in cuor loro, che tutto scivolasse nel friggitore delle polemiche di ‘giornata’.
Passa oltre un mese, fino al momento in cui Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione. Ma non è ancora il punto di svolta. Sarebbe stato logico per il sindaco ignorare mediaticamente i ‘Fratelli’. Invece no. E questa è la miccia dell’esplosione. Virgilio, con venti righe su Facebook, ne rivendica l’aspetto politico ed etico. Non parla di bassa amministrazione (cartelli stradali). E mostra disinteresse nei confronti dei cattolici.
E’ l’ultimo e più feroce schiaffo a Galimberti, a ‘Fare Nuova la città’, alla pletora di vecchi mandarini cattolici che occupano da decenni i posti in cui si decide se chiudere o aprire i cordoni delle borse delle Fondazioni, agli intellettuali diocesani che per decenni hanno presidiato (manu militari) i vertici dell’Azione Cattolica. Un mondo che tutto può sopportare (perfino le impresentabili canzonette sessiste proposte al Tanta Robba Festival da Luca Burgazzi) ma non lo sfregio sul valore NON NEGOZIABILE in merito alla vita del nascituro. E’ l’occasione per scatenare l’inferno dopo mesi di umiliazioni. Di esilio dalla stanza dei bottoni. Di disinteresse nei confronti dei valori della componente cattolica e cristiana nella Giunta di centro sinistra (altro che quattro piccioli economici agli oratori). Obiettivo principale della rivolta non è Virgilio, ma Pizzetti che ha scientemente chiuso fuori dalla porta tutto quel mondo rappresentato, bene o male per dieci anni, da Galimberti.
Vendetta. Tremenda vendetta e anche il duo Romagnoli/Zanacchi rischia di esser travolto dalla valanga del supremo scontro.
4 risposte
Galimberti, Virgilio, Pizzetti…..tre personaggi che Cremona non merita. Auspico per la Città di Cremona un futuro più roseo e ricco di attenzioni che faccia risplendere finalmente tutte le peculiarità inespresse di questa nostra città.
Bravo Ghino! L’ipocrisia con cui certe operazioni vengono condotte e successivamente presentate merita di essere smascherata. Perché se Virgilio l’ha girata e rigirata cercando di farci credere che la luna è una formaggia, la sua vicesindaca Romagnoli e l’assessore Zanacchi non sono stati da meno. Sapevano e sono stati al gioco, almeno a noi così è dato sapere. In attesa di istruzioni? O meglio, di ordini di scuderia? E chi ci va di mezzo è come sempre la città e i suoi cittadini, che peraltro hanno dato loro fiducia e ora se li ritrovano lì. Alla faccia di tutti: di chi li ha votati e non immaginava, degli altrettanti che non li hanno votati ai quali era stato promesso che non sarebbero stati dimenticati. Dimenticati no, beffati sì.
Eppure a me sembra tutto così semplice! Perchè, con buona pace del manifesto, la donna in stato interessante sa già bene cosa fare: se proseguire la gravidanza o se, in ottemperanza alla 194, interromperla. Non sarà un manifesto a farle cambiare idea. Tutto il resto, e in particolare gli sgambetti fra politici locali, sono questioni che con l’etica della vita non hanno nulla a che fare. Altri sono i problemi della nostra città!
Sono d’accordo.