Scuola, quanti gol sono finiti nella Rete

28 Febbraio 2021

È il 2015 quando il mio istituto viene coinvolto nell’allora nascente Rete CPL, Centri di promozione della legalità della Regione Lombardia. L’intento è quello di creare nelle scuole una occasione concreta di incontro tra le componenti del mondo scolastico e le diverse forze che, sul territorio, combattono azioni illegali, finalizzata alla promozione e al coordinamento di interventi di sensibilizzazione contro l’illegalità. Una Rete che si è ampliata nel corso di questi anni e si è sempre distinta per la qualità del proprio lavoro. Una carissima collega, Oliva Barezzi, oggi in pensione, raccoglie la sfida e con la propria classe comincia quel cammino.

Nella primavera del 2016 il CPL le chiede di partecipare ad un concorso intitolato ‘Crescere cittadini’, promosso dal Miur in collaborazione con l’associazione Claudio Rinaldi. La stima reciproca e la convinzione che io creda come lei nel valore della cittadinanza attiva come fondamentale nel nostro ruolo di docenti la spinge a coinvolgermi e a collaborare per rispondere a quell’invito. Così, terminato l’orario scolastico, condividiamo spesso le pause pranzo durante le quali appuntiamo idee e nascono spunti: decidiamo che proveremo a proporre la nostra iscrizione nella sezione fotografica del concorso. Prendiamo in rassegna le fotografie che una allora studentessa liceale, attiva esponente di Controtempo, aveva scattato nel corso di diversi progetti svolti nella nostra città. La invitiamo a venire a scuola per presentarle ai nostri studenti, raccontando loro cosa rappresentino quelle immagini, cosa si nasconda dietro quelle esperienze di partecipazione alla vita della comunità in ogni sua sfaccettatura. Li invitiamo in seguito a sceglierne nove e ad esprimersi con una modalità espressiva per loro inedita: scriverne le didascalie, in pochissimi caratteri l’essenza e il senso di quegli scatti. 

 Le prime quattro fotografie della raccolta sono state scattate nella casa circondariale di Cremona, nell’ambito del progetto ‘I diari della bicicletta’. In quella occasione i ragazzi di Controtempo, associazione culturale creata da giovanissimi studenti cremonesi, hanno portato tra le mura della prigione la bicicletta come mezzo di riscatto sociale attraverso delle attività di ‘ciclofficina’ durante cui i detenuti, insieme ai ragazzi, aggiustavano biciclette vecchie, rotte e abbandonate per renderle utilizzabili da parte dei carcerati in regime di semi-libertà. 

La quinta fotografia rappresenta l’evento del ‘Book-crossin’, che significa ‘scambio di libri’: su un banchetto l’associazione metteva periodicamente a disposizione dei libri e chiunque poteva scambiarli portandone altri. Lo scopo era far girare gratuitamente più cultura possibile e anche dimostrare il valore della lettura accessibile a tutti. 

Le foto sei e sette sono state scattate durante la rassegna ‘Sei Autori in Cerca di Personaggi’, piccolo festival cremonese di letteratura e cultura organizzato dai ragazzi di Controtempo con grande successo di critica e di pubblico. Per sei fine settimana tra settembre e ottobre l’associazione intervistava sei autori, scrittori e artisti provenienti da tutta Italia. In particolare nelle foto è immortalata la scenografia del palco, costruita e pensata sempre dai ragazzi. 

L’ottava e la nona foto, infine, si riferiscono al progetto sulla diversità e l’uguaglianza che per anni Controtempo aveva proposto alla scuola elementare Leonida Bissolati di Cremona, in occasione della Giornata della Memoria. Nelle foto sono ritratti i bambini delle classi prime dell’anno scolastico 2014/2015, a cui è proposta un’attività con una maschera di cartone, triste e che li rende tutti uguali (foto otto), e invece nella nona tante maschere di colori diversi che i bambini potevano dipingere a loro piacimento. L’idea era di dimostrare che si può essere tutti uguali nella diversità. È stato così messo in evidenza che c’è anche nella nostra città chi si dedica con entusiasmo ai valori della cittadinanza, non solo chiedendosi cosa il territorio possa fare per noi, ma anche chiedendosi e dando risposte in merito a cosa noi possiamo fare per il nostro territorio. Le immagini sono rappresentative del loro sforzo di essere cittadini, di agire per gli altri e per la comunità.

Qualche mese dopo arriva la comunicazione ufficiale che abbiamo vinto il primo premio e siamo invitati a recarci a Roma, nella sede del ministero dell’Istruzione per riceverlo. Io, Oliva e una delegazione di ragazzi insieme all’autrice delle fotografie. Per le piazze di una Roma meravigliosa di tarda primavera camminiamo orgogliosi di quel modo così particolare di fare e vivere la scuola che ci ha portato a sederci accanto ad alcuni dei più importanti giornalisti ed editori italiani. I nostri ragazzi si vestono eleganti, sono un po’ imbarazzati, ma non si sottraggono ai flash delle macchine fotografiche e neppure al nostro sincero applauso.

Questo è il primo dei progetti con il quale è iniziata la mia collaborazione all’interno del CPL. 

Alessandra Fiori

        

Crescere cittadini Foto con didascalie (1)

11 risposte

  1. Il progetto CPL è stato molto interessante e mi ha colpito la partecipazione, la voglia di fare e la passione negli organizzatori e nei ragazzi coinvolti. L’obbiettivo di formare i più giovani, sensibilizzandoli ad argomenti di così grande importanza è secondo me fondamentale e, sempre a mio parere, dovrebbe essere insegnato in più scuole e a più alunni. Formando i cittadini si ha la possibilità di avrà senz’altro un mondo migliore, con futuri abitanti più responsabili. Prevenire è fondamentale ed è così che si ottiene la giustizia e il benessere sociale, impegnandosi alla lotta contro l’illegalità, favorendo chi aiuta questa comunità e forma chi in questo mondo vivrà in un futuro non lontano, ma che si può migliorare giorno dopo giorno con l’istruzione, la legalità e la responsabilità.
    Complimenti come sempre a chi permette questi fantastici progetti, soprattutto alla prof. Fiori 😗

    1. Che meraviglia sentire una ragazza giovane usare con tanto entusiasmo le parole “legalità”, “istruzione”, “responsabilità” come fondamentali per il bene comune. Commenti come i tuoi danno un senso al mio impegno e alla mia professione, grazie!

  2. Come scrivi tu, questo è stato solo l’inizio di una storia che dura ancora oggi e che è davvero molto ricca. Molti progetti e molte iniziative vengono messi in atto per sensibilizzare i ragazzi sulla tematica della legalità e per far conoscere loro una realtà spesso sconosciuta. A questo proposito, proprio lo scorso giovedì, parlando della testimonianza di don Puglisi e dell’associazione Libera di Don Ciotti, un alunno di classe terza, leggendo una citazione di uno dei due sacerdoti che diceva “…a scuola si deve fare scuola di legalità e si fa troppo poco…” mi ha detto: “Prof, è proprio vero, noi in tre anni di scuola Media è la prima volta che sentiamo parlare di questo tema.
    Tutti dobbiamo fare di più, sempre per costruire i cittadini di domani e quindi un mondo più giusto!
    Grazie prof!!

    1. Proviamoci davvero, tutti noi docenti: qualunque ambito disciplinare può prestarsi all’educazione alla legalità e le esperienze che i ragazzi vivono con questi progetti credo restino nella loro memoria anche dopo la scuola, quando diventano cittadini a tutti gli effetti.

  3. Sarebbe interessante poter fare scuola ogni giorno pensando ad una trasversalità, potremmo davvero fare la differenza e puntare sul fine educativo della formazione dell’ uomo e donna del domani.

    1. Quando ho la possibilità di collaborare con i miei colleghi io sono sempre contenta! È importante che i nostri alunni vedano i loro insegnanti credere negli stessi valori di cittadinanza e realizzare insieme attività comuni che li vedano protagonisti, grazie Claudia!

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