Antonio Grassi nell’articolo pubblicato su vittorianozanolli.it del 9 agosto pone una domanda semplice alle dichiarazioni dei consiglieri regionali Matteo Piloni e Riccardo Vitari sul nuovo ospedale di Cremona: perché? È la stessa domanda che da tempo poniamo anche noi del Movimento.
Piloni e Vitari hanno naturalmente tutto il diritto di considerare il nuovo ospedale una “grande opportunità”. Ma, trattandosi di un’opera pubblica di enorme rilevanza economica, sanitaria e ambientale, vorremmo conoscere su quali dati comparativi poggi questa convinzione.
Quale studio dimostra che demolire l’attuale Ospedale Maggiore e costruirne uno nuovo rappresenti una soluzione migliore rispetto alla sua completa riqualificazione?
Dov’è il documento che confronta, a parità di funzioni sanitarie, costi, tempi di realizzazione, impatto ambientale, consumo di suolo, emissioni incorporate, continuità dell’attività ospedaliera e sostenibilità economica delle due alternative?
Se questo confronto esiste, chiediamo che venga reso pubblico.
Se non esiste, la domanda diventa ancora più semplice: come si può affermare che una soluzione è migliore senza averla confrontata con l’altra?
Antonio Grassi ricorda opportunamente che nel 2020 Luciano Pizzetti giudicava il nuovo ospedale un’operazione costosa, poco attenta alla sanità territoriale e potenzialmente problematica anche per Crema e Oglio Po. Oggi le posizioni politiche sono cambiate.
Cambiare opinione è assolutamente legittimo. Ma quando sono in gioco centinaia di milioni di euro pubblici è altrettanto legittimo chiedere: quali nuovi dati e quali valutazioni tecniche hanno determinato quel cambiamento?
Per questo rivolgiamo a Piloni e Vitari una proposta molto concreta.
Anziché chiederci di credere che il nuovo ospedale sarà una “grande opportunità”, chiedano insieme alla Regione Lombardia e ad ASST Cremona una valutazione comparativa, indipendente e pubblica, tra nuovo ospedale e riqualificazione dell’esistente, a parità di prestazioni sanitarie.
Se il nuovo ospedale risulterà davvero la soluzione migliore, saranno i numeri a dimostrarlo.
Ma se il confronto non viene fatto, continuerà a mancare proprio la risposta alla domanda posta da Antonio Grassi: perché?
Enrico Gnocchi
sostenitore del Movimento per la Riqualificazione dell’ospedale di Cremona