Leggo le dichiarazioni del consigliere regionale e collega Riccardo Vitari e, da presidente provinciale di Fratelli d’Italia, non posso che definire surreale il livello di ipocrisia politica a cui stiamo assistendo. Sentire oggi parlare di “inciuci”, tradimenti e crisi della coalizione fa francamente sorridere, soprattutto se a pronunciare certe parole è chi per anni ha considerato del tutto normale un assetto di Padania Acque che vedeva — e vede tuttora — la Lega alla presidenza del Consiglio di amministrazione e un amministratore delegato come Alessandro Lanfranchi, figura politicamente riconducibile all’area del Partito Democratico. Lanfranchi non ha mai nascosto il proprio percorso politico: è stato candidato nel suo Comune, Ostiano, nello schieramento di centrosinistra contro il centrodestra. Eppure, Lega e Forza Italia, nel 2024, hanno insistito per la sua riconferma. Allora il PD andava bene? Allora l’inciucio non esisteva? Oppure il problema emerge soltanto quando Fratelli d’Italia chiede semplicemente rispetto, rappresentanza e il riconoscimento del proprio peso politico? Perché delle due l’una: o questi equilibri erano sbagliati anche ieri — e allora Vitari avrebbe dovuto denunciarli con la stessa foga che usa oggi — oppure siamo davanti all’ennesima sceneggiata costruita per nascondere una verità molto semplice: Fratelli d’Italia viene sistematicamente esclusa da dinamiche decise altrove. E qui emerge il tema vero, quello che Vitari evita accuratamente di affrontare: il principio della rotazione degli incarichi. Un principio sano, corretto, democratico. Fratelli d’Italia ha cercato di affrontare questa partita con serietà e responsabilità, proponendo un organo di controllo che fosse espressione anche di rinnovamento e cercando perfino di condividere con la Lega un loro rappresentante. Abbiamo visto tutti come è andata a finire. La verità è che da anni, dentro il centrodestra provinciale, non esiste più un vero tavolo politico. E non esiste per una ragione molto chiara: qualcuno non accetta il peso, il consenso e la forza che Fratelli d’Italia ha conquistato sul territorio e tra gli elettori. Così accade che Lega e Forza Italia, quando devono fare i propri accordi, li costruiscono tranquillamente insieme — anche con quel Partito Democratico che oggi fingono di demonizzare. Quando invece emerge un problema politico interno o viene chiesto un riequilibrio serio, allora parte immediatamente lo scontro, l’attacco mediatico e il tentativo di avvelenare il clima. E la cosa più paradossale è che mentre si distribuiscono patenti di lealtà agli altri, Fratelli d’Italia continua a dimostrare con i fatti il proprio senso di responsabilità verso la coalizione. Basti guardare alle amministrative di questo fine settimana: a Soncino, dove si ricandida il coordinatore provinciale di Forza Italia Gabriele Gallina, Fratelli d’Italia è stata tra le prime forze a essere esclusa dalle trattative e dal confronto politico. Eppure non abbiamo scelto la strada della polemica o della rottura. Per responsabilità e per il bene del centrodestra abbiamo deciso di sostenere comunque quella candidatura, mettendo davanti l’unità della coalizione agli interessi di parte. Per questo respingiamo con forza lezioni di lealtà da chi oggi alza i toni e scopre improvvisamente problemi che fino a ieri non esistevano. La realtà è che questo atteggiamento divisivo è una delle cause delle difficoltà che il centrodestra ha vissuto negli ultimi anni sul territorio. E continuare a parlare di inciuci serve solo a evitare il confronto sul tema vero: rispetto reciproco, equilibrio e riconoscimento politico. Per questo consiglierei al consigliere e collega Vitari meno polemiche e più coerenza. Perché prima di dare lezioni agli altri bisognerebbe avere il coraggio di applicare gli stessi criteri anche alle proprie scelte.»
Marcello Ventura
consigliere regionale
presidente provinciale Fratelli d’Italia Cremona
5 risposte
Ma siamo noi che abbiamo votato tutta questa gente? Dio mio, solo l’incertezza tra imbarazzo e ripulsa.
Come mai Lanfranchi, esponente del PD che alla guida di Padania Acque ha fatto e sta facendo da anni molto bene, se non sbaglio, viene “ripudiato” dal PD stesso? Non ci credo che il PD e il suo dominus li fanno in nome del rinnovamento. Evidentemente qualcosa si è rotto e non va più bene! O facciamo come quando c’è disponibile una sola altalena ma i bambini reclamano il loro turno tirando giù di peso chi non vuole più scendere?
…”il principio della rotazione degli incarichi. Un principio sano, corretto, democratico.” Curioso: anche Pizzetti la pensa così! E non certo per caso.
Certo che se io vado a votare per FdI e mi ritrovo ad appoggiare il PD, la prossima volta ci penso. Visto che FdI reclama il suo peso politico con il centrodestra, sia in grado di dimostrare quello che vale davvero all’ interno della coalizione in cui per natura dovrebbe contare di più. Tra Ventura e Pizzetti che non sanno più come giustificare le loro scelte, che ci trattano come degli idioti cercando di farci credere che la luna è una formaggia, non se ne può più!
E come la mette con la frangia del suo partito che prende le distanze e si dichiara apertamente e fortemente contraria? Che non vede “l’innocenza” nella scelta di allearsi proprio con quel PD con il quale MAI e poi MAI? E che cosa fanno coloro i quali, eletti in FdI e rispettosi delle regole dettate da Giorgia Meloni, si trovano a dover accettare scelte che vanno al contrario? Noi cittadini che votiamo siamo molto contrariati e disorientati. Giustamente…non crede signor Ventura?