In sette minuti è sceso l’inferno dal cielo su Cremona. Chicchi di grandine come noci, una pioggia torrenziale e una tromba d’aria devastante hanno spazzato ogni angolo della città, dal centro storico, alla periferia, alle società canottieri. Nemmeno il Duomo, il Palazzo Comunale, la Torre Civica e il Cortile Federico II sono stati risparmiati. E’ uno spettacolo desolante quello lasciato dalla furia degli elementi che si sono abbattuti su Cremona. L’emergenza è subito scattata mobilitando vigili del fuoco, sommersi dalle richieste di soccorso, dalla necessità di rimuovere gli alberi abbattuti e liberare le strade allagate, rese impraticabili da tronchi e ramaglie. Enormi disagi si registrano sulle strade attorno alla città e nelle tratte ferroviarie, alcune delle quali risultano ancora interrotte.
”ll nubifragio che ha colpito Cremona oggi è stato molto più violento di quello di metà luglio e i danni, purtroppo, sono decisamente più rilevanti. Non parliamo soltanto di alberi e rami caduti: questa volta constatiamo danni importanti anche agli edifici. La torre civica del Comune è stata pesantemente danneggiata, così come si registrano danni alla Cattedrale, oltre naturalmente a diverse abitazioni private” ha dichiarato oggi il sindaco Andrea Virgilio.
”In queste ore siamo tutti sul territorio, insieme ai tecnici, alla Polizia locale, alla Protezione Civile e a tutti i soggetti impegnati negli interventi. Ci sono ancora situazioni critiche sulla viabilità, rallentamenti e ingorghi, quindi chiediamo a tutti prudenza negli spostamenti e, dove possibile, di evitare le zone interessate dagli interventi. La priorità adesso è mettere in sicurezza le persone, le strade e gli edifici e avere un quadro preciso dei danni” ha aggiunto Virgilio.
Domani mattina si riunirà il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, per coordinare gli interventi e affrontare tutte le emergenze conseguenti al maltempo.
Nella foto centrale una pianta crollata su un’auto parcheggiata in via Manzoni






Una risposta
Due osservazioni a caldo. 1) Nessun’allerta rossa, perché questo evento qui era da allerta rossa. Come mai? Troppo repentino l’evento anche per corrette previsioni meteorologiche ( a me davano temporale alle 20) ?Ma nemmeno arancione gialla il che ci fa’ pensare che da parte degli illustri esperti, i comuni cittadini sono abbandonati a se stessi. D’altronde, dov’ero oggi , molto contraddittorie erano le valutazioni personali sul tempo in fieri tra le persone, ciascuna col suo meteo di fiducia. Poi lo sguardo al cielo mi indusse a mettermi al riparo prima che si scatenasse l’inferno. Cosa che non fecero tanti altri..Abbandonati a sé stessi dalla cd scienza come lo furono anche le vittime dell’incredibile frana del Nepal. Spesso sbaglia o dorme sonni tranquilli, la cd scienza.
2) Già anni fa segnalai di piantare sempre meno in città piante ad alto fusto, lasciandole nei parchi,nei boschetti periferici della città e di sostituirli con arbusti o addirittura erbacee, oltre ovviamente a garantire una corretta manutenzione alle piante già esistenti. Gli olmi di viale Trento Trieste sono malandati da tempo, visto che spesso producono pioppini. E viale Trento Trieste sembrava una zona di guerra, stasera. Al di là degli eventi estremi come quello di oggi, piante così ridotte vanno possibilmente eliminate quanto prima. Dico eliminate, purtroppo, perché visto il secondo evento estremo in così pochi mesi, con danni enormi anche alle autovetture ( non so se anche alle persone) , bisogna incominciare ad essere un po ‘ drastici e non limitarsi a dei monitoraggi ( quando vengono fatti).