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Visto che sulla testa indifferente dei cremonesi passa di tutto, dalle torri metalliche all’ingresso della città alle fontane perennemente asciutte, dal Cesio radioattivo all’aria inquinata, dall’utilizzo di verde pubblico ai fini privati ai centri logistici, dai milioni gettati per un inutile ospedale a uno Stradivari perennemente mutilato, non stupisce neppure l’assoluto distacco nei confronti delle dimissioni obbligate di una ministra della Repubblica italiana. Anche perché tale personaggio ha rappresentato la prima scelta elettorale dei concittadini cremonesi, a fronte di un altro candidato caratterizzato, ahinoi, da una onestà assoluta, caratteristica del tutto incompatibile con le reali esigenze del territorio. Una vicenda, quella delle dimissioni obbligate, che dimostra ancora una volta come il passaggio dalle stelle alle stalle possa essere assai breve. Tuttavia, visto che da noi di stalle ce ne sono parecchie, non sarà difficile una prossima ed esaltante ri-valutazione elettorale per il personaggio in questione.

 

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L'Editoriale

In Breve

L’orologio

Una strada stretta del centro storico. Sulla sinistra, un portone di ferro dorato. Suono; qualcuno mi riconosce. Entro. Evito l’ascensore tipo ospedale – grande abbastanza

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Lo zingarello

Poi si rivolse, e parve di coloro che corrono a Verona il drappo verde… (Dante: Inf. XV, 121-122) Quando i sessant’anni si profilano all’orizzonte può

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L’auto e la filosofia

L’automobile, a volte, costituisce il perno su cui ruotano episodi che restano scolpiti per sempre nella memoria. Un professore di filosofia del Liceo Classico “Daniele

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