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Negli ultimi giorni il dibattito sul traffico di via Giordano ha assunto toni apparentemente ‘scientifici’. Tabelle, serie storiche, percentuali: numeri usati per sostenere, a seconda dei casi, la necessità o l’inutilità della cosiddetta strada sud. Un confronto acceso, nel quale i dati vengono branditi come prova oggettiva a sostegno di decisioni politiche.

Ma proprio questa polemica mette in luce una contraddizione profonda che riguarda una scelta ben più rilevante per la città: la costruzione del nuovo ospedale di Cremona.

Quando invece si è trattato di decidere se costruire un nuovo ospedale o riqualificare quello esistente, cioè una delle decisioni pubbliche più rilevanti degli ultimi decenni, questa stessa attenzione ai numeri, ai confronti e ai metodi non è mai esistita.

Non si è svolto — come previsto dal Codice dei contratti pubblici per opere di questa entità — un confronto comparativo serio, documentato e trasparente tra:

  • costi di costruzione del nuovo ospedale e costi di riqualificazione dell’esistente,
  • benefici sanitari attesi delle due soluzioni,
  • tempi, rischi, impatti ambientali e sociali,
  • continuità dei servizi sanitari.

Quel confronto non è mai stato fatto secondo le metodologie previste dalla normativa nazionale. Al suo posto, tutti i partiti all’epoca presenti in Consiglio comunale hanno compiuto una scelta eminentemente politica, legittima in quanto tale, ma mai fondata su un’analisi scientifica comparativa.

È quindi quantomeno singolare — e per molti cittadini inaccettabile — che oggi si invochi la “scienza dei numeri” per giustificare una strada che non esiste, mentre si chiede di accettare senza discussione una scelta ospedaliera da centinaia di milioni di euro priva di quel medesimo rigore.

Da mesi cittadini e il nostro Movimento chiedono al sindaco e al Consiglio comunale una cosa semplice e doverosa: applicare finalmente i metodi di analisi dei costi e dei benefici previsti dalla legge, confrontando in modo trasparente le due alternative — nuovo ospedale o riqualificazione dell’attuale — nell’interesse della comunità cremonese.

Questo confronto non è un favore, né un ostacolo politico: è un obbligo verso la città, perché solo dai numeri correttamente analizzati può emergere quale soluzione porti il maggior beneficio sanitario, economico e sociale.

Se oggi si pretende di convincere i cittadini usando dati discutibili per la strada sud, si abbia almeno l’onestà di ammettere che per l’ospedale quei dati non sono mai stati messi sul tavolo. E soprattutto, si abbia il coraggio di farlo adesso.

Perché la scienza non può essere invocata solo quando serve a giustificare una tesi già decisa. Quando la posta in gioco è il futuro sanitario di un’intera comunità, il confronto sui numeri non è un’opzione: è un dovere.

 

Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona               

 

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