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In tutta la Lombardia, in particolare, ma anche in varie zone d’Italia si infiamma la polemica sull’esclusione di atleti olimpici medagliati dal nutritissimo gruppo di tedofori incaricati di portare a destinazione la Fiamma Olimpica per dare l’avvio ai Giochi di Milano Cortina 2026. Quella che doveva essere una celebrazione condivisa sta diventando un terreno di scontro, con ex campioni ‘dimenticati’ o tagliati fuori, rimpalli di responsabilità tra istituzioni sportive e una diatriba che ha assunto anche una dimensione politica.

Fra i tedofori cremonesi si annoverano Oreste Perri, che oggi 15 gennaio è a Pavia, Valentina Rodini che ieri è stata a Varese, Giacomo Gentili che sabato 17 sarà a Cremona, Simone Raineri il 19 a Viadana e Fausto Desalu il 4 febbraio a Monza. ”Non si capisce con quale criterio gli olimpionici del nostro territorio siano stati smistati in varie località lombarde” commenta Perri. La più clamorosa esclusione è quella di Gianluca Farina, medaglia d’oro del canottaggio a Seul nel 1988 e bronzo a Barcellona nel 1992.

In particolare, dallo sci di fondo arrivano le critiche più dure: atleti che hanno segnato un’epoca e contribuito a costruire l’identità olimpica italiana non sono mai stati contattati. A rendere il dibattito ancora più acceso, il coinvolgimento a Fermo (Marche), nei giorni scorsi di Gabriele Sbattella, noto al grande pubblico come l’Uomo Gatto, celebre concorrente del programma tv musicale Sarabanda. La scelta di affidare la torcia a personaggi dello spettacolo, invece che a molti campioni storici, ha alimentato ulteriormente il malcontento.

“Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, ‘una vergogna’. Rappresento 10 atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, a cominciare dalle due staffette d’oro del 1994 e del 2006, Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa, Bice Vanzetta. Non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l’Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla”, ha detto Silvio Fauner, oro nella staffetta 4×10 km di sci di fondo ai Giochi di Lillehammer 1994, esprimendo la sua indignazione in un’intervista a La Gazzetta dello Sport che ha fatto esplodere il caso e dove ha citato come esempio tra i tedofori scelti proprio l’Uomo Gatto.

“Eppure, hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche. Una mia vicina di casa e cugina di Lisa Vittozzi si trovava a Firenze, ha chiesto a un tedoforo chi fosse per farsi un selfie e lui le ha risposto, ‘Faccio il tedoforo perché papà conosce certi sponsor’. Chi dovrebbe promuovere gli sport d’inverno se non i campioni d’inverno? E invece siamo stati snobbati”, ha proseguito, comprensibilmente deluso e sconcertato il trentino.

La Fondazione Milano Cortina, che gestisce l’organizzazione del viaggio della fiamma insieme a Coca Cola ed Eni, ha parlato di “dimenticanze” e di un affidamento al Coni per alcune scelte finali, mentre il Comitato Olimpico ha ribadito di occuparsi esclusivamente dei portabandiera della Cerimonia d’apertura, lasciando al comitato organizzatore la selezione degli altri tedofori. Un intreccio di responsabilità che ha provocato accuse di scaricabarile.

 

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