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Il Settore delle Politiche Sociali del Comune di Cremona ha presentato i risultati della ricerca “Cremona over 60”, uno studio finalizzato ad anticipare i bisogni futuri degli anziani per migliorare la programmazione delle politiche sociali individuando in maniera preventiva i rischi degenerativi e per mettere in campo interventi mirati evitando così di agire in emergenza quando la situazione è complessa o ormai compromessa in termini soprattutto di autonomia. In particolare la situazione abitativa risulta fondamentale in chiave di prevenzione. I dati, basati su 840 interviste a cittadini e cittadine residenti a Cremona, hanno evidenziato che il 28%, un quarto della popolazione, vive da sola mentre il 44% con il partner.  Molti non hanno figli o se li hanno sono  lontani e non possono intervenire in situazione di emergenza.
Secondo l’Università di Genova che ha seguito la ricerca è ora necessario  tradurre i dati raccolti in azioni concrete sul territorio basate su due pilastri:  un approccio intergenerazionale e una strategia di quartiere affinché spazi e generazioni possano diventare risorse reciproche

Considerando che Cremona è sempre più città universitaria e la carenza di posti letto e il costo a volte troppo elevato degli affitti per studenti sono un problema diffuso anche nel nostro territorio, ho presentato un ordine del giorno per proporre all’Amministrazione di sperimentare, sull’esempio di città come Milano e Pavia, progetti  che propongono una nuova forma di domiciliarità: una coabitazione solidale basata su un patto fiduciario tra anziano e giovane. Grazie a questo patto intergenerazionale si favoriscono relazioni di solidarietà e condivisione per l’inclusione della popolazione più anziana offrendo al contempo soluzioni concrete per rispondere al crescente bisogno di alloggi a prezzi accessibili per gli studenti universitari.  Il “patto di coabitazione” definito da un regolare contratto di locazione, prevede l’erogazione, da parte dello studente, di servizi elementari, ma fondamentali, sulla base delle competenze profilate dello studente e i bisogni degli over 65 come l’uso delle risorse informatiche, la facilitazione all’accesso dell’assistenza sanitaria, accompagnamento verso strutture amministrative, momenti di socializzazione e svago.  Tra l’altro la Regione Lombardia ha sottoscritto un protocollo con le università lombarde che finanzia progetti innovativi volti a favorire lo scambio intergenerazionale tra studenti e persone anziane.

La ricerca stessa prevede di individuare giovani volontari. «Antenne sociali» degli anziani in città proponendo ad esempio la presa  in carico multidimensionale di circa 6-8 anziani (a livello di quartiere) per ciascun giovane volontario per il supporto a piccole incombenze: accesso allo SPID, prenotazioni visite, aiuto nella spesa, socialità.

A tal fine, per favorire la nascita di percorsi “con” le persone in un’ottica intergenerazionale, nell’ordine del giorno si propone inoltre di  coinvolgere le parrocchie e gli oratori che intercettano le necessità e le fragilità di tanti anziani soli e quali luoghi di aggregazione ed educazione e sostegno alla famiglia, capaci di promuovere la partecipazione giovanile potendo contare sulla presenza di figure volontarie nell’ottica di sviluppare interventi volti a diffondere la consapevolezza di una cultura della solidarietà sociale diffusa e partecipata. Ma anche  i Comitati di Quartiere che  hanno come finalità la promozione di iniziative di solidarietà e di volontariato sociale in collegamento con le associazioni operanti sul territorio comunale.

La ricerca ha inoltre fatto emergere come situazioni di fragilità possono variare a seconda del quartiere di residenza (presenza di servizi essenziali, negozi di vicinato, manutenzione marciapiedi ecc.) e come il tema della rigenerazione urbana possa  contribuire a migliorare la qualità della vita degli anziani, riqualificando il patrimonio edilizio e promuovendo l’inclusione sociale.

Ecco perché ritengo importante che nelle commissioni consiliari permanenti competenti venga presentato lo studio evidenziando i dati  per quartiere e le criticità  rispetto allo stato dei luoghi e dei servizi (presenza di servizi essenziali, negozi di vicinato, manutenzione marciapiedi ecc., luoghi di aggregazione, parchi ecc.) in un’ottica di vivibilità per gli anziani residenti per elaborare una strategia di intervento per quartiere individuando le priorità.

 

Maria Vittoria Ceraso

Di seguito alcuni link dei progetti di Milano e Pavia

Ordine del giorno Cremona città della longevità

Di seguito alcuni link dei progetti di Milano e Pavia

https://www.unipv.news/notizie/presentato-alluniversita-di-pavia-il-progetto-sperimentale-co-housing-e-caring-tra
https://over65.unipv.it/

 

 

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